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   numero di 06/03/2019
Marketing

L'81% delle aziende ha subito una violazione dei marchi nel 2018
Roy (CompuMark): brand e professionisti del settore devono adeguarsi per garantire di essere in grado di mitigare efficacemente i rischi associati alle potenziali violazioni

Otto aziende su dieci hanno registrato attività di violazione dei marchi nel 2018, con un incremento rispetto al 2017 in cui sono state il 74%. Questo secondo le più recenti ricerche di CompuMark, azienda leader nel settore della protezione e ricerca dei marchi. Il 40% degli intervistati ha dichiarato di aver riscontrato da 1 a 10 casi di violazione, mentre il 22% ne ha subiti da 11 a 20.
Le tre conseguenze principali della violazione dei marchi comportano confusione per gli utenti, danni alla reputazione del brand e riduzione del tasso di fiducia e fedeltà dei clienti. Quasi tre quarti delle aziende hanno affermato di aver intrapreso un'azione legale contro i marchi illeciti e un ulteriore 30% sostiene di aver dovuto modificare un marchio a causa di una violazione.
Gli intervistati hanno dichiarato di aver subito violazioni in un'ampia gamma di ambiti, tra cui design industriale, nome di social media, nome commerciale, domini web, campagne pubblicitarie e mercati online.
"Il panorama della registrazione dei marchi è in rapida evoluzione, di conseguenza i brand e i professionisti del settore devono adeguarsi per garantire di essere in grado di mitigare efficacemente i rischi associati alle potenziali violazioni. Il report mostra che sia l'attività di registrazione dei marchi che le violazioni sono in aumento, evidenziando l'esigenza di una maggiore efficienza e vigilanza quando si tratta di ricercare nuovi marchi e proteggere quelli esistenti", afferma Jeff Roy, Presidente, CompuMark.
La ricerca commissionata da CompuMark, una divisione di Clarivate Analytics, ha esaminato lo stato dell'ecosistema dei marchi intervistando 352 professionisti del settore appartenenti a team legali interni ed esterni negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Francia e in Italia.
Dallo studio è emerso che la tecnologia è stata identificata come l'elemento principale che potrebbe rendere più agevole il processo di ricerca e protezione dei marchi, come menzionato dal 59% degli intervistati. È stata anche indicata come uno dei fattori che potrebbero semplificare il processo iniziale di creazione dei nomi, secondo il 56%.
Inoltre, un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver assistito a un aumento della registrazione di marchi non tradizionali, come per odori, movimenti e colori.

"La ricerca dimostra che la tecnologia deve assumere un ruolo più centrale nel supportare i professionisti dei marchi durante il processo di registrazione e poi nella protezione dei marchi stessi", continua Roy. "Ciò sarà sempre più importante in quanto l'ecosistema dei marchi si evolve e cresce, e i professionisti del settore continuano ad affrontare sfide legate al time-to-market, alla mancanza di tempo, alle questioni di bilancio e alle crescenti minacce a cui è sottoposto il business in un mercato globale. Per aiutare questi professionisti in un clima di cambiamento, CompuMark si impegna a fornire nuovi prodotti e miglioramenti".



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