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   numero di 16/01/2019
Leisure

Punto e a capo. La fatturazione elettronica è un caso di pessima User Experience
Non influisce sull'evasione, ma è il primo intervento digital by default

La fatturazione elettronica è una realtà. Diciamo anche che è una necessità in un mondo, quello del business, che deve snellirsi e digitalizzarsi completamente. In fondo, il Digital by Default è una necessità di questo Paese.
Il problema, però, è che la fatturazione elettronica non snellisce i servizi, ma li va ad aumentare, a meno di poche software house che hanno ben pensato i processi.
In un mondo che pone il cliente al centro, la PA continua a dimenticarsi che il cliente è anche l'azionista principale.
Dal punto di vista della User Experience, l'esperienza che vive l'utente, è un caso da manuale di come non devono essere fatte le cose.
Innanzi tutto poteva essere sufficiente l'uso del cassetto fiscale delle aziende, senza dover ricorrere a elementi di disturbo come la PEC.
La soluzione più semplice era, all'atto dell'emissione, l'iscrizione sui due cassetti fiscali e quindi notifica ad entrambe le parti di presa in carico. Sarebbero bastate le partite IVA e la cifra totale, senza troppe complicazioni. Quando a febbraio ristoranti e hotel entreranno nel sistema, il rischio di un tilt è reale.
Il sistema utilizzato prevede una serie di costi accessori e tempistiche che finiscono con il gravare sulle piccolissime imprese. Niente di impossibile, per carità, ma è chiaro che il sistema non è perfetto e che deve essere migliorato.
Già il fatto di utilizzare la PEC è tutto da studiare. In un Paese in cui la Spid si attiva solo per riscattare il credito di 500 euro per i diciotteni, si poteva fare un passo verso l'esterno, verso il mondo. E sì, la PEC è un prodotto solo italiano, in Europa, visto che siamo parte integrante della Unione, si va in direzione della eIDAS, un protocollo che supera persino il concetto di posta elettronica. L'alternativa è RFC 3798, che per altro si integra anche con la PEC, ma in Italia non se ne tiene conto.
La PEC, non è perfetta, perché i messaggi possono venire cancellati, ma soprattutto la data di ricezione fa fede rispetto alla lettura, cosa che implica una lettura costante della casella, nonché possono sorgere problemi legati alla privacy.
Insomma, quella che poteva essere un'occasione per migliorare il Paese diventa l'ennesima fonte di preoccupazione per i piccoli imprenditori, professionisti e negozianti.
Pur non essendo niente di drammatico o di insuperabile, crea una sorta di malcontento che non riguarda l'evasione, perché chi non emetteva fatture continuerà serenamente a non farlo. In fondo, uno studio un po' più approfondito a livello di User Experience poteva portare grandi vantaggi e benefici a tutto il sistema, ma si è preferita la strada più veloce di implementazione a livello di PA. 

Non ultimo dei problemi, ma non trascurabile, non tutti le città o i paesi hanno la banda larga e anche questo è un problema: senza infrastruttura è difficile andare incontro al futuro. E l'infrastruttura è necessaria, lo vediamo con le autostrade e le ferrovie.

Peccato, poteva essere una bella occasione per ammodernare il Paese, per dimostrare che possiamo fare molto, ma la partenza non è stata delle più felici. C'è ampio margine di miglioramento.

@gigibeltrame su Twitter e LinkedIn


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