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   numero di 17/10/2018
Finanza e investimenti

Le tensioni commerciali mettono a rischio fondamentali economici in salute
Robertson (Aviva Investors): pur rimanendo costruttivi, il rischio di revisione al ribasso nei prossimi mesi ci rende più cauti sulle prospettive a breve termine per gli asset più rischiosi

Il contesto per gli asset rischiosi si è deteriorato a causa delle tensioni commerciali e di un'espansione economica globale meno sincronizzata. Lo afferma Aviva Investors nel suo outlook relativo al quarto trimestre 2018.
L'economia mondiale dovrebbe registrare un ulteriore anno di crescita solida a poco meno del 4%, simile a quanto visto nel 2017, anche se il quadro è un po' più disomogeneo tra Paesi e regioni rispetto alla crescita diffusa dell'anno scorso.
Il ritmo di crescita di cui sopra ha portato a mercati del lavoro più rigidi, con salari finalmente in aumento in aree diverse dagli USA. La forte crescita degli stipendi e il continuo aumento dell'occupazione sosterranno i consumi nelle principali economie e, grazie alla robusta redditività delle imprese e alle prospettive positive della domanda, gli investimenti aziendali dovrebbero continuare a migliorare nel corso del 2019.
Un'escalation della controversia commerciale bilaterale tra Stati Uniti e Cina - in un momento in cui quasi tutte le banche centrali stanno inasprendo la propria politica monetaria - rappresenta la principale minaccia alle prospettive economiche. L'imposizione di sanzioni non è stata finora abbastanza ampia da incidere sul commercio internazionale, ma una loro estensione da parte degli USA e le ritorsioni cinesi - oppure ancora controversie commerciali più ampie che interessino altri Paesi - si tradurrebbero in una previsione di crescita sostanzialmente inferiore, nonché in aspettative inflazionistiche moderatamente più elevate.
Secondo Stewart Robertson, Senior Economist di Aviva Investors, "pur rimanendo costruttivi sui fondamentali del nostro outlook, il rischio di revisione al ribasso nei prossimi mesi, dovuto alle crescenti tensioni commerciali, ci rende più cauti sulle prospettive a breve termine per gli asset più rischiosi.

Perciò siamo prossimi alla neutralità sulla view relativa ai mercati azionari, favorendo moderatamente Stati Uniti, Europa e Giappone rispetto a Regno Unito e mercati emergenti. Se nei prossimi mesi le tensioni commerciali dovessero calare, potremmo passare ad una posizione maggiormente overweight sui mercati azionari".



Finanza e investimenti

numero di 17/10/2018
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