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   numero di 25/07/2018
Digital Business

Il furto d'Identità, il ramsonware e il wi-fi sono un rischio concreto per le imprese
Setti (Symantec): le minacce ai dati dei singoli e delle imprese sono sempre più sofisticate

"Il Ramsonware è ancora una minaccia consistente nel nostro Paese - ha dichiarato Ida Setti, Territory Manager Southern Europe Norton - Symantec -: gli hacker hanno abbassato il prezzo del riscatto, da 100 a 500 dollari per computer, ma non hanno smesso di attaccare, anzi! E non è l'unica minaccia a cui gli italiani e le aziende sono esposte. Dall'ultimo report di Symantec si possono notare che crescono i mancati aggiornamenti di sicurezza dei dispositivi, perché oltre ai PC, anche gli smartphone e tablet devono essere aggiornati regolarmente. Ma crescono anche i furti d'identità, tanti sono i siti internet che hanno visto i dati uscire all'esterno, pensiamo a Cambridge Analytica e Facebook, ma anche Equifax. Sono minacce serie alla privacy dei singoli, degli impiegati e quindi delle imprese. E poi c'è un usco sbagliato del wi-fi. Non esiste un wi-fi sicuro, abbiamo visto che le chiavi WPA-2 sono state aperte, le aziende spesso non usano VPN e non cambiano mai le password".
Insomma, non c'è da stare allegri. Eppure molto si è fatto in questi anni per sensibilizzare le persone e le imprese.
"Per quanto ci sforziamo a informare gli utenti - precisa Setti -, nuove minacce si aggiungono. Pensiamo per esempio all'Italia che è al primo posto per la diffusione del malware in Europa. In pratica, i computer non sono protetti a sufficienza e le epidemie continuano ad imperversare, vengono rubati o persi dati in continuazione. L'Italia è anche il secondo Paese per la diffusione dei Bot di attacco, altro sintomo che siamo vulnerabili. Se molto si fa in termini di diffusione di buone pratiche di utilizzo dei sistemi, spiegare le piaghe del cyberbullismo, dettare decaloghi di sicurezza, nelle aziende spesso sono i comportamenti sbagliati a fare i danni maggiori".

Una questione di cultura

La sicurezza informatica è essenzialmente una questione culturale. La mancata consapevolezza dei comportamenti a rischio, connessioni non sicure e poca attitudine a fronteggiare le tecniche sempre più sofisticate di phishing mettono a repentaglio i dati aziendali, vero e proprio asset per le imprese. "La sensazione è quella di essere sempre a tappare un buco di sicurezza, non a proteggersi totalmente", ha concluso Setti. "Bisogna appropriarsi delle nuove tecnologie di sicurezza per evitare i danni più gravi, anche se la sicurezza totale non esiste. Come Symantec abbiamo effettuato molte acquisizioni nell'ultimo anno per ampliare l'offerta, per esempio per proteggere i furti d'identità. Avvisare i clienti che sono stati vittime di un furto d'identità è fondamentale, e bisogna farlo tempestivamente per non incappare in multe molto sostanziose. Una delle acquisizioni è stata LifeLock, proprio in questa direzione. Come abbiamo acquisito aziende che operano nel campo della sicurezza per i dispositivi mobili e per le VPN, perché sono due necessità dei nostri clienti. Questo è un settore che non è mai statico, bisogna costantemente aggiornarsi e proteggersi anche da attacchi che non sono noti. Per questo, i nostri sistemi distribuiti sono in grado di percepire i pericoli prima di conoscerli approfonditamente e permettere ai clienti di limitare quasi a zero i possibili danni".



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numero di 25/07/2018
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