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   numero di 30/05/2018
Fare Business

Manifatturiero e hospitality trainano la crescita del fatturato delle imprese
Alfonso (Cerved): il trend è sostenuto dal ciclo economico positivo, dai tassi di interesse bassi e da quadri regolatori favorevoli

La graduale ripresa delle imprese italiane non finanziarie proseguirà per tutto il 2018, sia in termini di crescita del fatturato sia in termini di miglioramento della struttura finanziaria, così come evolverà positivamente il quadro macroeconomico generale e diminuirà il livello di rischio atteso. Questo vale soprattutto per le industrie manifatturiere e per il settore dell'hospitality e dei servizi per la ristorazione. Il trend è alimentato principalmente dal ciclo economico positivo, dai tassi di interesse bassi e da quadri regolatori favorevoli che danno sostegno alle imprese nelle operazioni di finanziamento, investimento, innovazione e assunzione di personale.
A rilevarlo è il nuovo "Outlook economico per le imprese italiane non finanziarie 2018", elaborato da Cerved Rating Agency, la principale agenzia di rating italiana, specializzata nella valutazione del merito di credito di imprese non finanziarie italiane e del mercato obbligazionario ad esse connesso.
Lo studio si basa su dati storici macroeconomici italiani ed europei tra il 2000 e il 2017 e sulle previsioni per il 2018 combinate con specifici dati individuali tra il 2000 e il 2017 relativi alle imprese italiane non finanziarie che fatturano oltre 5 milioni di euro. Il campione estratto per l'analisi è formato da circa 50.000 società per azioni e a responsabilità limitata, attive in 10 macro-industrie, con un fatturato aggregato nel 2016 di 1,8 miliardi di euro (il 76,9% del segmento).
Entrando nel dettaglio, si stima che il livello di rischio generale nel 2018 rimarrà a livelli simili a quelli registrati alla fine del 2017; un lieve miglioramento del merito di credito, espresso in termini di upgrade del rating, è atteso per il 9% delle imprese analizzate, soprattutto nel manifatturiero, nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, nell'industria dell'ospitalità e della ristorazione.
Il quadro macroeconomico è ancora in fase di stabilizzazione ma con trend positivi. La crescita del Pil è in via di consolidamento: si prevede un valore intorno all'1,5% contro l'1,6% registrato nel 2017, mentre export e import vengono dati in ascesa, rispettivamente +4,1% e +4,4% nel 2018.
"Le imprese italiane beneficeranno inoltre di condizioni più favorevoli di accesso al credito, grazie a tassi di interesse bassi", spiega Mauro Alfonso, amministratore delegato di Cerved Rating Agency. "Ci si attende infatti che la Banca Centrale Europea lasci invariato il livello dei tassi di interesse e continui ad applicare misure di politica monetaria non standard. Nonostante la riduzione in volume degli acquisti di asset netti, gli istituti di credito italiani dovrebbero espandere le loro attività creditizie, grazie anche a una significativa riduzione nella quantità dei crediti in sofferenza, in tal modo dando sostegno al trend positivo".
Ancora, l'analisi di Cerved Rating Agency prevede che il tasso di inflazione scenderà dall'1,4% del 2017 all'1,2% nel 2018, mantenendosi al di sotto del target del 2,0% indicato dalla BCE. Tuttavia, il tasso di inflazione "core" salirà nel 2018 dall'1,0% all'1,2%. Le più favorevoli condizione di accesso al credito, gli incentivi fiscali e l'aumento della domanda interna daranno una spinta importante agli investimenti, previsti in aumento del 3,0% nel 2018 (rispetto a +2,4% nel 2017).

Il numero di imprese attive è cresciuto, diminuiscono i casi di default

Le imprese attive in Italia registrate dalle Camere di Commercio a fine 2016 erano 5.145.995, 30.629 in più del 2000 (+6,3%). Questo incremento è il risultato del trend positivo dal 2000 al 2008 (+9,8%), solo in parte annullato dalla decrescita successiva e di nuovo in aumento nel 2017 (5.316.104). Se in molti settori tradizionali le imprese attive sono diminuite, per esempio nell'agricoltura (-29.4%) e nella manifattura (-22.6%), sono cresciute nelle costruzioni (+27,3%), nel commercio (+3,9%) e soprattutto nei servizi ICT, scientifici e tecnici (+45,6%).
Dal 2015 il numero di procedure fallimentari è nettamente diminuito in tutti i macro-settori industriali italiani, riportandosi ai livelli pre-crisi e decrescendo ancora nel 2017 (11.937 casi, -11,3% rispetto al 2016). Vale la pena menzionare la nuova legge sulle procedure fallimentari che il governo italiano dovrebbe approvare a ottobre 2018 e che introdurrà un nuovo quadro regolatorio per una risoluzione più efficiente e rapida delle crisi aziendali, in modo da garantire continuità nelle attività operative e salvaguardare gli interessi dei creditori.

Accelera la crescita dell'import-export, gli investimenti si rafforzano

Sia le esportazioni sia le importazioni aumenteranno nel 2018 (+4,1% e +4,4% rispettivamente), come diretta conseguenza del trend positivo negli scambi globali e della crescita della domanda esterna. L'industria dei macchinari e delle attrezzature rimarrà in "pole position" grazie ai corposi investimenti effettuati e agli incentivi fiscali. In generale, nel 2018 le esportazioni italiane cresceranno a tassi più alti nei paesi extra-UE.
Gli investimenti continueranno a crescere a ritmi relativamente veloci per effetto degli incentivi fiscali (Legge di Stabilità 2017), dei tassi di interesse bassi e della maggiore fiducia delle imprese: si prevede un incremento del 3,0% nel 2018 rispetto a +2,4% nel 2017.

Nuovi programmi per il finanziamento d'impresa

Nonostante il numero delle imprese quotate sia cresciuto da 297 a 421 nel periodo 2000-2017, il ruolo dei mercati azionari rimane ancora modesto in Italia: al 31 dicembre 2017 la capitalizzazione di mercato era complessivamente di 640 miliardi di dollari, appena il 78,2% del valore registrato nel 2000.
Tuttavia, diverse iniziative sono state intraprese dal Governo italiano per favorire il finanziamento d'impresa sul mercato dei capitali, in particolare: AIM (Mercato alternativo del capitale), segmento di mercato specializzato dedicato alla crescita delle PMI (95 imprese e capitalizzazione di mercato di 5,6 miliardi di dollari al 31 dicembre 2017); ELITE, programma che vuole aiutare le PMI a strutturarsi per crescere accedendo a opportunità di finanziamento a lungo termine; PIR, Piani individuali di risparmio, modalità innovativa per finanziare le PMI italiane offrendo incentivi fiscali a investitori retail residenti in Italia purché il denaro resti vincolato per cinque anni. Almeno il 70% di questi asset di credito devono essere investiti in strumenti finanziari emessi da imprese italiane o estere (EU ed EEA) ma con sede permanente in Italia.

Indicatori di performance in ulteriore miglioramento

Lo studio Cerved include le proiezioni 2018 su quattro indicatori di performance relativi al campione di imprese analizzato: tasso di crescita del fatturato anno su anno, margine Ebitda, rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda e rapporto indebitamento finanziario netto/equity.
L'analisi si basa sui dati storici disponibili dal 2000 al 2016 arricchiti con i risultati preliminari 2017 dei report finanziari delle società e combinati con le attese del quadro macroeconomico 2018.
A fine 2016 il margine Ebitda medio (6,0%) era sotto i livelli del 2000 (7,2%), ma i trend positivi evidenziati dai bilanci consolidati più recenti disponibili (2016), i risultati preliminari 2017 e le previsioni 2018 lasciano prevedere che le imprese italiane non-finanziarie continuino a registrare una graduale ripresa nel 2018, avvantaggiate anche da normative che incentivano l'uso di fonti alternative, non-bancarie, per il finanziamento.
Le risorse finanziare raccolte tramite i Piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Bilancio 2017 e cresciuti grazie al regime fiscale favorevole, potrebbero infatti diventare una fonte aggiuntiva importante per il finanziamento delle PMI. In generale, nel 2018 le piccole-medie imprese daranno un contributo più significativo alla crescita, all'occupazione e all'innovazione e, in media, il margine Ebitda resterà relativamente stabile, nonostante il permanere di criticità nell'accesso al credito bancario e ai mercati del capitale rispetto alle imprese più grandi.
Va notato che l'aumento degli investimenti migliorerà le prestazioni della maggior parte dei settori industriali anche grazie al Piano nazionale Industria 4.0 adottato dal governo italiano. Le imprese che sfrutteranno questa opportunità miglioreranno il loro cash flow già nel breve-medio termine. Infine, le imprese con forte posizionamento sui mercati internazionali e ampia diversificazione dei prodotti registreranno una crescita dei margini e delle vendite più alta.

Trend positivo sull'indebitamento netto: nel 2016 il 70% del campione ha migliorato il rapporto NFD/Ebitda e il 73% quello NFD/Equity. Il profilo di rischio finanziario appare ben equilibrato anche nel 2018, con lieve miglioramento nel rapporto NFD/Ebitda e livelli stabili in quello NFD/Equity. Quanto al rapporto indebitamento netto/equity, cresciuto dal 25,0% nel 2016 al 35,0% nel 2017 grazie al significativo aumento dell'equity, è previsto in ulteriore rafforzamento.
Su fatturato e redditività, nel 2018 le imprese manifatturiere e dell'ospitalità manterranno la posizione leader, come nel 2016 e 2017; per le industrie estrattive e legate a elettricità e gas il 2018 potrebbe rappresentare la svolta, con i primi segnali positivi dopo i recenti anni di difficoltà.

Rating ampiamente stabili

In base all'analisi dei profili di rischio condotta da Cerved Rating Agency, il tasso di default è in continuo miglioramento generale dal 2014, in tutti i settori e le dimensioni d'impresa, benché resti più alto dei livelli pre-crisi.
Il merito di credito medio delle imprese del campione è previsto stabile per quasi l'86% di esse nel 2018, con modifiche del rating moderate e solo il 14% di migrazione delle valutazioni (9% upgrade del rating, 5% downgrade) alla fine del 2018 rispetto agli eccellenti rating del 2017.
La stragrande maggioranza delle modifiche del rating (92,1%) sarà limitata alla migrazione di una sola classe, mentre oltre un terzo dei previsti downgrade sarà concentrato nei settori energia, gas, estrattivo e costruzioni. Outlook stabili e positivi prevarranno nella manifattura, nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nell'ospitalità e ristorazione.



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