Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 09/05/2018
Idee e opinioni

Pagamenti cross-border e instant payment sempre più facili e sicuri
Toso (SWIFT): grazie alla piattaforma Global Payment Innovation (GPI) ogni giorno vengono transati più di 100 miliardi di dollari. 150 banche nel mondo hanno già aderito

Il tema del payment è decisamente di estrema attualità, soprattutto per ciò che riguarda le sue componenti "instant" e quella "cross-border", che riguarda le transazioni internazionali. Abbiamo fatto il punto della situazione con Erika Toso Head of Italy and South East Europe di SWIFT, in occasione del convegno "Evoluzione del mondo dei pagamenti: sfide e opportunità per l'industria finanziaria", recentemente svoltosi a Milano.

Scenario instant payment: come sta cambiando questo mercato

Di iniziative di instant payment ce ne sono parecchie e in tutto il mondo. Diciamo che non è propriamente una novità, ma sta prendendo piede e con diverse iniziative. In modo particolare, per quanto riguarda l'Europa, con l'iniziativa di EBA già online dallo scorso anno e con il nuovo progetto della BCE con TIPS che andrà live a novembre 2018. LA BCE ha voluto attendere prima di iniziare un progetto di instant payment per valutare se le diverse iniziative nate indipendenti potessero portare elementi di interoperabilità, poiché in questo mondo la "reachability", ovvero la possibilità di raggiungere il maggior numero di clienti possibile, è veramente molto importante. Considerando il fatto che le iniziative indipendenti non erano state in grado di raggiungere questo obiettivo, la BCE è intervenuta e proporrà la propria soluzione per arrivare all'interoperatività e la reachability estesa.

Come cambia la customer experience?

É indubbio che oggi i clienti hanno esigenze diverse da quello che era in passato. Viviamo in una economia prettamente digitale, di Internet of Things (IoT), dove tutto deve essere veloce e immediato. Anche un pagamento quindi deve avere le stesse caratteristiche. In modo particolare, essere "frictionless", cioè non creare problemi nel momento dell'esecuzione, e possibilmente "contactless". Quindi i clienti sono decisamente molto più esigenti e richiedono alle banche di offrire servizi diversi, dove il pagamento stesso, nella maggior parte dei casi viene nascosto in realtà all'interno di un altro servizio. Quindi non si paga più di pagamento, ma di un servizio all'interno del quale una delle componenti è il pagamento.

Quali sono le opportunità dei modelli bancari aperti?

Se ne parla molto negli ultimi anni, in modo particolare con l'impulso dalla PSD2, cioè la nuova regolamentazione europea, dove la tecnologia API open banking diventa molto importante. Anche in questo caso non si tratta di nulla di nuovo. Le API sono da sempre esistite, solo che mentre in passato erano chiuse, facevano parte di un linguaggio di programmazione che consentiva a diversi sistemi e programmi di parlarsi tra loro, oggi diventano open. Cosa significa diventare Open? Vuol dire avere la possibilità di raccogliere dati da fonti diverse, quindi nel caso della PSD2 da banche diverse, e convogliarli in un unico punto centrale dal quale questi dati possono essere consultati. É chiaro che questo porta a delle sfide. Innanzitutto, una sfida di standardizzazione, poiché bisogna essere molto consapevoli del fatto che perché un open banking funzioni è necessaria una standardizzazione, quindi che le banche possano comunicare fra loro con l'utilizzo comune delle API. Ma soprattutto nel garantire la sicurezza nello scambio dei dati è necessario uno sforzo di standardizzazione, nel quale anche SWIFT insieme a dei gruppi di lavoro internazionali è oggi impegnato.

Come PSD2 e GDPR stanno modificando i modelli di business?

Abbiamo visto che l'intervento dei regolari come una delle forze che vanno oggi ad impattare il mondo dei pagamenti, e quindi i modelli di business delle banche, sia sempre molto importante. Infatti, le iniziative regolamentari sono parecchie, non solo in Europa ma in tutto il mondo. Possiamo dividere gli interventi dei regolatori in due grosse famiglie. Da un lato quelli che mirano a diminuire il rischio, sono tutti gli interventi nel mondo della compliance. Però ci sono anche tutte le regolamentazioni che invece cercano effettivamente di migliorare l'esperienza del cliente, andando ad aumentare la concorrenza ma anche la trasparenza, obbligando le banche a diventare innovative, ovvero ad offrire dei nuovi servizi. Vediamo PSD2 collocata all'interno di queste regolamentazioni, con il grosso rischio portato dalla normativa con tutti i cambiamenti che le banche devono apportare. In alcuni casi un pochino anche in ritardo rispetto alla normativa stessa, magari perché all'inizio non si riusciva a capire quali fossero gli impatti sul business della banca stessa.
PSD2 ha quindi obbligato le banche ad innovare e ad offrire nuovi servizi ai propri clienti, ma anche ad avere un approccio nei confronti della tecnologia sostanzialmente diverso. La normativa non si può ignorare e al suo interno la GDPR - la protezione dei dati del consumatore - è anche un altro elemento di fondamentale importanza.

É possibile un bilancio dopo il primo anno della piattaforma Global Payment Innovation (GPI), la piattaforma per pagamenti transfrontalieri per rendere le transazioni veloci, tracciabili e con disponibilità dei fondi in giornata?

Ad un anno dal "go live" ci riteniamo ampiamente soddisfatti. I numeri sono veramente molto importanti: ad oggi 150 banche a livello mondiale hanno aderito all'iniziativa, 45 banche sono live e ne prevediamo altrettante prima della fine dell'anno. Sempre parlano di numeri, se prendiamo tutto l'ammontare dei pagamenti SWIFT, quelli GPI rappresentano già quasi il 20% di tutto il nostro traffico. Abbiamo toccato i 14 milioni di pagamenti GPI dall'inizio dell'anno, per un controvalore di 100 miliardi di dollari al giorno. L'iniziativa sta quindi avendo molto successo: vediamo che dopo le grosse transaction bank che hanno aderito all'iniziativa, adesso anche istituti di medie e piccole dimensioni stanno iniziando ad attrezzarsi per diventare membri GPI. Infatti GPI da la possibilità di offrire un servizio ai propri clienti decisamente migliorato e, come precedentemente detto, la concorrenza, quella che arriva da operatori non bancari o da modelli alternativi di cross-border payment, non tocca solo i grandi operatori, ma tutti. Forse in modo particolare e più marcato operatori di piccole e medie dimensioni che potrebbero parti importanti del loro business. Quindi lo sforzo che continueremo a fare, da qui in poi, è quello di riuscire a portare a bordo un numero sempre crescente di banche.

Il punto di vista sul GPI degli istituti finanziari

Secondo Sergio Dallariva, Head of Solutions, Direzione Globl Transaction Banking, Intesa Sanpaolo, "il nostro è un bilancio positivo. É un anno che le nostre aziende possono beneficiare dei vantaggi che sono stati creati con SWIFT in GPI. É stata una grande accelerazione dell'innovazione nel mondo dei pagamenti: abbiamo reso possibile più che un dimezzamento dei tempi di esecuzione dei pagamenti cross-border. Anzi, i numeri ci dicono che attualmente il 75% dei pagamenti in uscita vengono eseguiti nell'arco di 30 minuti.
Abbiamo reso possibile questo sistema già dopo la prima transazione a dicembre 2016 con la Cina a tutta la nostra clientela. E abbiamo fatto in modo che le aziende potessero misurarne i benefici rendendo disponibile tramite il nostro portale di web banking InBiz gli stati di avanzamento di pagamenti, ossia quello che SWIFT ha creato con il tracker l'abbiamo traslato in un servizio a disposizione di chi in azienda effettua i pagamenti. Il risultato percepito dai nostri clienti ad un anno di distanza e che ci è stato riconosciuto, è che se all'inizio c'è stato un qualche stupore di fronte a banche che dichiaravano la volontà di introdurre innovazioni così forti nel mondo dei pagamenti, a distanza di un anno sono state percepite e misurate. Ora i nostri clienti stanno cominciando a pensare a cosa costruire anche per le proprie catene del valore, grazie anche a questi cambiamenti positivi che ci sono stati.

Da parte nostra che avevamo tre obiettivi fondamentali: il promo era quello di contrastare un rischio di entrata di nuovi soggetti che si stavano presentando nel mondo dei pagamenti, grazie alle nuove tecnologie. Grazie a SWIFT e ad una community di banche siamo stati in grado di dare una prima risposta a questa minaccia.
Il secondo obiettivo era quello di riposizionare la banca nel contesto internazionale, proponendoci come dei leader nel mondo dei pagamenti cross-border e dell'international cash management dove vogliamo essere protagonisti, per i gruppi italiani ma anche in un contesto più internazionale.
Il terzo elemento fondamentale da raggiungere era quello di stare in sintonia con i trend che i regolatori e opinion leader ci stavano dicendo essere in corso. Abbiamo colto il messaggio e con GPI siamo riusciti a trasformarlo in una realtà. Questo ha anche molto accelerato le dinamiche interne alla nostra azienda, che ruotano intorno al mondo dei pagamenti, consentendo di realizzare una serie di cambiamenti nella nostra offerta più ampia di prodotti, che stanno ulteriormente creando dei benefici".



Idee e opinioni


Condividi su LinkedIn numero di 09/05/2018
Torna al SOMMARIO








SEGUICI