Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 09/05/2018
Fare Business

Smart working: dalla cultura della presenza a quella della performance
Franzoso (Industree Communication Hub): le aziende devono affrontare la giusta formazione, oltre che dotare il lavoratore di tutti gli strumenti tecnologici idonei

Lo smart working è ormai un fattore essenziale per produttività e il work-life balance (la conciliazione tra lavoro e vita privata), che gran parte delle aziende - e il settore delle HR più nello specifico - si trova ad affrontare. Per approfondire il tema, dopo lo studio del 2017 dedicato alle strategie di employer branding e recruitment, Industree Communication Hub e TBS Group, società di ingegneria dedicata al mondo della comunicazione, hanno condotto una nuova ricerca specifica sulla diffusione dello "smart working" in Italia.
Il sondaggio ha coinvolto oltre 5 mila professionisti italiani dei settori Human Resource Management, Comunicazione interna e Direzione Generale, al fine di comprendere il significato che le aziende attribuiscono allo "Smart Working", i suoi sviluppi futuri ed i driver di maggiore importanza per la sua introduzione, come l'allineamento delle tecnologie alle nuove necessità di digitalizzazione e campagne di comunicazione volte a trasmettere la Reason Why di progetto. Non vengono tralasciati nemmeno i timori che possono emergere da una tipologia di lavoro in fase di definizione.
Dai dati raccolti - analizzati da Industree Communication Hub - si deduce una sostanziale crescita delle aziende che propongono questa modalità di lavoro, i cui maggiori benefici percepiti risiedono principalmente in un migliore equilibrio tra la vita privata e quella lavorativa (work life balance) e in un approccio più sostenibile. Quasi il 50% delle realtà coinvolte ha già garantito la possibilità di operare dalla propria abitazione, ma non mancano le aziende che sottolineano le possibili criticità, come la dispersione del tempo nelle comunicazioni dovute alla distanza.
La ricerca, che ha restituito alle aziende i risultati ottenuti, si concretizza come un passo verso la conoscenza di una nuova modalità di occupazione, che implica un passaggio dalla cultura della presenza a quella della performance e auspicabilmente un adeguamento delle modalità di valutazione delle stesse.
"Abbiamo commissionato questa survey dedicata alle pratiche di smart working per fare un punto su questa modalità di lavoro, a distanza di qualche anno dall'inizio della diffusione nelle imprese italiane, e capire quali possono esserne gli sviluppi futuri", spiega Luca Franzoso, AD di Industree Communication Hub.
"Da sempre in Industree siamo attenti a cogliere le nuove dinamiche che coinvolgono la comunicazione a 360 gradi delle imprese. Per questo abbiamo creato un progetto ad hoc, l'Internal Branding Lab, una piattaforma sul mondo della comunicazione interna, delle human resources e dell'employer branding, che dà voce ai protagonisti delle Risorse Umane.
Obiettivo dell'Internal Branding Lab, che nasce dalla nostra pluriennale esperienza con le più importanti realtà aziendali italiane e multinazionali, è proprio dare visibilità allo sviluppo di strategie e best practices aziendali a partire dalle testimonianze di successo delle aziende coinvolte nei progetti.

Nello specifico della survey sullo smart working, tra gli aspetti più interessanti emerge come il driver maggiormente percepito come cruciale per una penetrazione efficace di queste pratiche in azienda sia la formazione, a tutti i livelli, anche se le attività effettivamente messe in campo dalle aziende per consentire un'efficace penetrazione dello smart working sono in primis legate all'offrire tool e opportune tecnologie ai dipendenti per poter lavorare anche da remoto. Tema che, invece, spesso non è sufficientemente approfondito quando si approccia lo smart working, ma che si rivela fondamentale per il suo reale funzionamento", conclude Franzoso.



Fare Business


Condividi su LinkedIn numero di 09/05/2018
Torna al SOMMARIO








SEGUICI