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   numero di 04/04/2018
Fare Business

Nuovi record per i costruttori italiani di macchine per materie plastiche e gomma
Grassi (Amaplast): sono numerose le aziende che hanno programmato la produzione almeno fino a fine anno e non poche hanno difficoltà a soddisfare le richieste dei clienti

Un comparto vero fiore all'occhiello del Made in Italy che funziona e che è riconosciuto a livello internazionale. Questo è quello che emerge dal consuntivo 2017 tracciato dal Centro Studi di Amaplast (l'associazione nazionale di categoria, aderente a Confindustria, che raggruppa circa 170 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma), anche sulla base dei dati di commercio estero di fonte ISTAT.
Analizzando il mercato italiano notiamo che la produzione è passata da 4,230 miliardi nel 2016 a 4,670 (+10%), l'export da 2,960 mld a 3,310 (+12%), l'import da 850 mln a 970 (+14%), il mercato interno da 2,120 a 2,330 mld (+10%), mentre il saldo commerciale è passato da +2,110  a +2,340 mld, con una crescita dell'11%.
L'incremento a due cifre di tutti gli indicatori macroeconomici di settore, rispetto al 2016, determina il raggiungimento di nuovi record storici. La produzione - stimata dall'Associazione, in mancanza di rilevazioni oggettive - è stata sostenuta dall'ottima performance delle esportazioni, che ne costituiscono una quota nell'ordine del 70%, ma anche dal mercato interno, che mostra decisi segnali di ripresa, verosimile esito, tra l'altro, delle misure a sostegno degli investimenti in beni strumentali messi in campo nell'ambito del Piano Nazionale Industria 4.0. Mercato interno la cui espansione è inoltre confermata dall'andamento più che positivo dell'import.
"L'orizzonte temporale del portafogli ordini dei costruttori italiani - sottolinea con soddisfazione il presidente Amaplast, Alessandro Grassi - si è notevolmente allungato: sono numerose le aziende che hanno programmato la produzione almeno fino a fine anno e non poche hanno difficoltà a soddisfare le richieste dei clienti".
A livello delle principali macro-aree, la geografia delle esportazioni vede una complessiva progressione delle destinazioni europee, in primo luogo in ambito UE dove, nelle primissime posizioni, Germania e Francia mostrano un miglioramento di oltre 20 punti rispetto al 2016. É però più in basso nella classifica, e precisamente al decimo posto, che si rileva il +69% messo a segno dalle vendite alla Romania: un picco di forniture nell'ultimo trimestre dell'anno ha fatto sì che tale Paese abbia nuovamente fatto scivolare al di fuori della "Top ten" (ma solo di una posizione) la Russia, che lo scorso settembre vi si era riaffacciata. Peraltro, il recupero russo prosegue a ritmo sostenuto (+67%) e il valore delle forniture italiane di macchinari ha quasi raggiunto i 100 milioni di euro.
Non particolarmente brillante il trend delle vendite verso l'Asia, in funzione di un flusso rallentato in Medio Oriente (soprattutto Arabia Saudita e Iran) e di una crescita tutto sommato contenuta (inferiore al +5%) verso i mercati del Far East, dove i due più importanti hanno mostrato un cedimento: Cina -2,5% e India -6%.
Quanto ai due principali mercati nordamericani:
- le vendite agli Stati Uniti registrano un incremento definitivo del 20%, dopo le variazioni fino al +30% messe a segno nel corso dell'anno;
- le forniture al Messico risultano in calo del 17% circa, ridimensionando le perdite oltre i venti punti subite nei mesi precedenti; del resto il boom del 2016 non avrebbe potuto reggere più a lungo.
In questo ambito vale la pena sottolineare come l'introduzione di dazi all'importazione di varie categorie di prodotti - minacciata in questi giorni dall'amministrazione Trump - non dovrebbe riguardare le macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma. La produzione statunitense di settore non è sufficiente a coprire la domanda dei trasformatori locali e l'imposizione tariffaria risulterebbe del tutto controproducente per il comparto.
In Sudamerica, non perde forza il recupero delle forniture in Brasile, che sfiora il +40% sul 2016, per un valore complessivo che ha nuovamente superato i 50 milioni di euro.
Dal punto di vista merceologico, si rileva l'andamento particolarmente positivo delle vendite all'estero di tutte le principali tipologie di macchinari per la trasformazione primaria, nonché degli stampi, che tradizionalmente rappresentano poco meno di un terzo dell'export italiano di settore. L'intera gamma di linee, macchine e ausiliari per la trasformazione delle materie plastiche e della gomma - insieme naturalmente a materie prime, semilavorati, prodotti finiti ecc. - sarà esposta da centinaia di aziende italiane e straniere alla specializzata PLAST 2018, che si svolgerà a Milano dal 29 maggio al 1° giugno.

Sono proprio i numeri relativi alla partecipazione dall'estero - che al momento risultano in crescita di oltre 20 punti percentuali rispetto alla precedente edizione della mostra - che confermano da un lato la rinnovata attenzione rivolta all'industria italiana della plastica e della gomma, dall'altro l'interesse degli operatori per la triennale di Milano, che riafferma così la propria internazionalità.
"I partecipanti a PLAST 2018 - continua Grassi - sono particolarmente fiduciosi e si attendono che la fiera possa diventare un vero e proprio momento di business, con una consistente raccolta di ordini direttamente in fiera. Anche perché", conclude il Presidente, "sono già diverse migliaia gli operatori che si sono pre-registrati per la visita e la nostra Segreteria sta lavorando per l'organizzazione di qualificate delegazioni di buyer da almeno una trentina di Paesi".



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