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   numero di 14/02/2018
Finanza e investimenti

L'importanza del pensiero positivo
Le Menestrel (La Financière de l'Echiquier): con l'allungamento dell'aspettativa di vita e la progressiva contrazione della remunerazione "priva di rischi", è più che mai fondamentale imparare a dominare i nostri istinti

La tempesta Carmen inaugura la sfilza di titoli ansiogeni che non mancheranno di scandire la nostra quotidianità nel corso del 2018. Già a fine anno, oltre ai rischi geopolitici e al meteo terrificante, anche i mercati finanziari avevano suscitato preoccupazioni: la lusinghiera performance del 2017 (circa il 10% per la maggior parte dei principali indici europei) è il più delle volte qualificata come "folle" e termini quali "enigma", "bolla" e vari "record incomprensibili" abbondano nelle rassegne borsistiche ad illustrare un anno che è stato senz'altro dinamico.
Peccato che dopo 26 anni di occhi puntati sull'attualità di borsa, passiamo sempre più tempo a rassicurare e decifrare le angosce dei nostri concittadini piuttosto che a far condividere il nostro tenace entusiasmo nei confronti dell'investimento azionario.
Eppure, anno dopo anno, la prima lezione di questo quarto di secolo è ciò che gli studi statistici dimostrano costantemente: l'investimento in azioni è, nel tempo, il miglior amico dei vostri risparmi.
Certo si dirà che "sono tutto questo appartiene al passato e che questa volta è diverso"! Ritornello sentito centinaia di volte dagli anni '80 in poi, ritornello sempre inadeguato rispetto alla realtà delle performance accumulate: da 26 anni, e nonostante due crisi finanziarie di portata colossale e alcune crisi congiunturali, il CAC 40 (che quest'anno festeggia il suo trentesimo compleanno) registra un aumento medio (dividendi compresi) del 7,3%. Echiquier Agressor dal canto suo mette a segno il 12,5% l'anno, mentre Echiquier Patrimoine, il fondo patrimoniale che si chiamava Echiquier1 nel 1991, evidenzia un risultato del tutto onorevole, superiore al 4%.
Allora perché, nonostante i fatti, le nostre comunità continuano a preoccuparsi del futuro dei loro risparmi?
I vecchi adagi "meglio un uovo oggi che una gallina domani" e "finché non vendo non perdo", spiegano ampiamente i nostri comportamenti istintivi. Questi riflessi che trovano la loro origine nel buon senso popolare sono difficilissimi da sradicare nello spazio di una generazione? soprattutto quando il risparmio delle generazioni precedenti è stato regolarmente distrutto dalle liti tra vicini. I risparmiatori europei vivono ancora in una fase di educazione finanziaria, cercando di recuperare il ritardo che li separa dagli anglosassoni i quali hanno un secolo di anticipo quanto a capacità di accumulare e gestire la ricchezza finanziaria in surplus.
Con l'allungamento dell'aspettativa di vita e la progressiva contrazione della remunerazione "priva di rischi", è più che mai fondamentale imparare a dominare i nostri istinti e saper andare oltre i riflessi? È in gioco il futuro dei nostri sistemi pensionistici.
Anziché temere un domani sempre più difficile, rallegriamoci del ritorno nel 2017 della performance della gestione attiva che ha battuto gli indici di riferimento. Chi accetta di assumersi rischi è logicamente meglio remunerato di chi si limita a rincorrere il movimento o di chi agisce soltanto con una visione a brevissimo termine?. Un movimento che dovrà essere confermato nei prossimi anni. Il contesto dei tassi di interesse e di inquadramento dei prezzi degli asset sarà per forza di cose più favorevole alla gestione attiva e alla corretta analisi delle società.

Occorre favorire da un punto di vista pubblico, normativo e fiscale tutti coloro che accettano di darsi il tempo per condurre riflessioni di lungo termine?
Nel 2018 questo è possibile!

Didier Le Menestrel, Presidente di La Financière de l'Echiquier



Finanza e investimenti

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