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   numero di 07/02/2018
Idee e opinioni

La giustizia che funziona spinge la crescita del Paese
Dalla relazione sul funzionamento della Corte di Appello di Milano, un segnale concreto che è possibile migliorare la situazione sia per i cittadini sia per le imprese e il business

Quante volte abbiamo sentito affermare che una delle carenze del sistema paese è una giustizia civile troppo lenta e farraginosa? Molte volte, e torna sempre in occasione delle consultazioni elettorali, la tiritera: bisogna snellire le procedure e rendere celere la giustizia. Quante imprese scappano dal sistema Italia anche per colpa di processi troppo lunghi".
Ebbene, Milano, lo sappiamo, è una delle città metropolitane più avanzate, capace da sola di indirizzare la rotta attraverso la quale colmare il gap con il resto del mondo che corre (e conta).
Interessante a questo riguardo, dedicare del tempo a scorrere l'interessantissima relazione tenuta sabato 27 gennaio dalla d.ssa Marina Anna Tavassi, Presidente della Corte di Appello di Milano, sull'amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di Milano.
Un testo che, come fosse un bilancio di esercizio di un'impresa italiana, traccia un quadro dell'attività svolta.
Qui pochi brevi flash, interessanti a dare l'idea della complessità della macchina ma, è anche vero, dell'ottimo miglioramento raggiunto.

Si lavora meglio e di più.

I tempi di durata del settore civile (compreso il contenzioso laburistico), hanno una durata media che è scesa a 21 mesi (rispetto ai 24,8 mesi precedenti), raggiungendo così in modo pieno e stabile il termine massimo di durata (due anni) stabilito dalle norme sul giusto processo e mettendo al riparo il grado d'appello dai procedimenti della Legge Pinto.
Le pendenze complessive del settore civile sono pari a 12.655 procedimenti (al 30.11.2017 13.802), registrando una flessione del 18,5% rispetto al 2014, frutto sia della riduzione delle sopravvenienze (7.7793 a fronte di 8.745 dell'a.g. 2015/2016), sia del consistente aumento nelle definizioni (9.066 nell'ultimo a.g., 8.821 dell'a.g. precedente).

Organici

Sono stati assegnati alcuni assistenti giudiziari, grazie ad un bando di concorso varato dal Ministero dopo circa vent'anni di blocco delle assunzioni. Ciò significa 200 nuovi assistenti giudiziari per tutto il Distretto, 83 per il Tribunale di Milano, 13 per la Corte d'appello. I numeri sembrano rilevanti, ma si deve considerare che la sola Corte soffre di 75 scoperture.
Dal 31.12.2017 la pianta organica è quindi di 127 magistrati; di cui a detta data ne erano in servizio solo 114, con una scopertura oggi aggravatasi fino al 14,8 % circa, aggravata dalla fuoriuscita di ulteriori 11 magistrati. Tale tasso di scopertura rende difficoltoso fornire una risposta adeguata alle esigenze del territorio, che vede un rapporto tra numero magistrati e numero di abitanti particolarmente ridotto, pari, nel distretto, a 1 magistrato ogni 55.794 abitanti (Roma 1 magistrato ogni 36.126 abitanti; Napoli 1 magistrato ogni 32.274).

Attività

Nel settore civile i positivi risultati conseguiti sono stati raggiunti nonostante l'aggravio dei procedimenti di protezione internazionale, passati dai 272 del 2015, ai 1.728 del 2016, fino ai 2.506 dell'ultimo anno.
Nel settore penale, si è ugualmente registrata una significativa diminuzione delle pendenze, passate da 12.333 del 31.12.2014 a 8.368 al 30.6.2017, evidenziando quindi una riduzione del 32,1 % rispetto al 2014. Le sopravvenienze nel periodo in esame sono state 7.028, mentre le definizioni hanno raggiunto quota 8.768, con un indice di ricambio pari a 114, laddove l'indice nazionale è rimasto a 96,83 (Napoli 91, Roma 70, Firenze 71). Tra gli Uffici giudiziari che hanno ridotto maggiormente le pendenze nel settore penale, l'analisi del CSM segnala Milano al terzo posto (dopo Ancona e Messina, ma primo fra i grandi uffici: Milano -32%, Roma +31,6%, Napoli -4,9%, Firenze +30,5%).

Giustizia veloce, il Paese migliora

É stato dimostrato che nei Paesi in cui i sistemi giudiziari assicurano una corretta esecuzione dei contratti ed una rapida soddisfazione dei diritti, le imprese e i singoli sono dissuasi dall'assumere comportamenti opportunistici; i costi delle operazioni si riducono e gli investimenti possono essere indirizzati verso settori innovativi, contribuendo così a creare nuovi posti di lavoro ed a migliorare non solo l'economia e gli interessi commerciali, ma anche il livello di vita dei singoli ed il benessere della società.
Il recente studio condotto da The European House-Ambrosetti riferisce che, per esempio, la riduzione dei tempi di una causa civile di circa 5 giorni corrisponderebbe ad un aumento del PIL pro capite annuo dello 0,5%, pari ad Euro 135 per cittadino. Lo studio paritetico condotto da Confesercenti rappresenta che la lentezza della Giustizia costa al nostro Paese 2,5 punti del PIL, pari a circa 40 miliardi di Euro; gli effetti si riverserebbero anche sui posti di lavoro che aumenterebbero di circa 130 mila posti all'anno, con effetti positivi anche sull'erogazione di finanziamenti alle Pmi da parte del sistema bancario, per circa 32 miliardi di euro di prestiti in più all'anno.
La classifica di Doing Business (elaborata dalla Banca Mondiale a Washington, sulla capacità di fare impresa, punto di riferimento per gli investitori internazionali) nel 2015 poneva l'Italia, per l'indicatore riferito, su un totale di 189 Paesi al 124° posto; nel 2016 al 111° posto, con un recupero di ben 13 posizioni e finalmente con attribuzione di un segno positivo, nel 2017 al 108° posto, recuperando così altre 3 posizioni. Nella più recente classifica del 2018 l'Italia ha scalato ancora 4 posizioni. Con riferimento all'indice più generale "Ease of Doing Business rank", il nostro Paese, che nel 2017 era al 50° posto, è risalito ora al 46° posto. É sicuramente importante rilevare come l'Italia si trovi ancora oggi al primo posto della classifica per il parametro relativo al Commercio con l'estero e sia risultato il Paese con le migliori performance nell'area OCSE.

Lavoro, sempre al top

Nell'anno 2017 le cause di licenziamento trattate con il rito c.d. Fornero sono state 126, rispetto alle 193 del 2016 e alle 109 del 2015 e hanno avuto una durata media non superiore a 5 mesi, dal deposito del ricorso alla pubblicazione della sentenza (5 mesi l'anno precedente). Il fatto che le sopravvenienze nel 2017 siano state in netta diminuzione (126) induce a ritenere che inizino a manifestarsi i benefici connessi all'intervento dei decreti attuativi del jobs act, che hanno infine eliminato il "rito Fornero".


Milano, business city

Resta di significante rilievo, sotto l'aspetto qualitativo, il complesso contenzioso finanziario, relativo a emissioni obbligazionarie di società italiane ed estere, ai derivati (interest rate swap, forward, futures, opzioni, ecc.), contenzioso che richiede di addentrarsi nella difficile comprensione non solo delle normative regolamentari, ma degli stessi meccanismi di operatività del mercato finanziario, rimessi a competenze statistiche e matematiche estranee alla preparazione giuridica del magistrato. Tuttavia la Sezione 6° civile ha da tempo acquisito una valida specializzazione che la mette in grado di affrontare anche le fattispecie più complesse presenti sul territorio.
Quanto alle procedure fallimentari, si registra una diminuzione delle istanze di fallimento, dei rigetti, degli accoglimenti, ma anche delle definizioni, con un lieve aumento delle pendenze, mentre sembrano sotto controllo i tempi di definizione.
In notevole crescita, invece, le procedure di sovraindebitamento, con difficoltà di esaurimento effettivo che sembrano riferibili in buona parte alla inadeguatezza del dettato normativo.

@federicounnia - Consulente in comunicazione
@Aures Strategie e politiche di comunicazione



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