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   numero di 07/02/2018
Fare Business

DOP IGP: un patrimonio da 15 miliardi di euro
Secondo il Rapporto 2017 ISMEA - Qualivita, +6% di crescita record. Parma sempre più leader nell'agroalimentare, cresce Mantova. Verona traina con Treviso e Siena il vitivinicolo

Si rafforza il primato mondiale dell'Italia per numero di prodotti DOP IGP con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo. É quanto emerge dal Rapporto 2017 ISMEA - Qualivita. Il comparto esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all'export. Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella GDO del +5,6% per le vendite Food a peso fisso e del +1,8% per il Vino.
Anche il trend degli ultimi 10 anni mostra una crescita continua del sistema DOP IGP che ha così affermato il proprio peso economico nel Paese fino a rappresentare l'11% dell'industria alimentare e il 22% dell'export agroalimentare nazionale.
Il settore Food, che nel 2016 conta 83.695 operatori (+5% sul 2015), vale 6,6 miliardi di euro alla produzione e 13,6 miliardi al consumo, con una crescita del +3% sul 2015, con l'export che continua a crescere (+4,4%) e un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5,6% per il secondo anno consecutivo.
Il comparto Wine - oltre 3 miliardi di bottiglie - vale 8,2 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +7,8% e sfiora i 5 miliardi di valore all'export (su un totale di 5,6 miliardi del settore). Il Sistema delle DOP IGP in Italia garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che, alla fine del 2017, conta 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 10mila interventi annui effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

Scenario DOP IGP Europa e Italia

L'Italia mantiene il primato mondiale nel settore delle produzioni certificate DOP, IGP, STG, con 818 prodotti dei comparti Food e Wine e 4 nuove registrazioni nel corso del 2017. Crescono anche a livello globale le DOP IGP STG con 46 nuovi prodotti nel 2017 di cui 43 in Paesi UE e 3 in Paesi Extra UE. Inoltre, per la prima volta dal 2013, si riscontrano nuove registrazioni anche nel comparto Wine, 7 vini DOP in Paesi europei.

Consumi GDO

Nel 2016 sono cresciute del +5,6% le vendite in valore dei prodotti Food DOP IGP a peso fisso nella Grande Distribuzione nazionale, con un trend più sostenuto di quello totale dell'agroalimentare a peso fisso (+1,2%).

Impatto economico del sistema IG per provincia italiana

Le analisi territoriali e gli impatti economici per provincia italiana mostrano un comparto, quello delle DOP IGP, che coinvolge capillarmente tutto il Paese. Per quanto l'impatto del sistema risulti concentrato geograficamente - con le prime aree del Nord-Est in cui si trova la maggioranza dei distretti più rilevanti economicamente (58% valore Food, 56% valore Wine), dalla "Food Valley" emiliana al "sistema Prosecco" veneto-friulano - non sono pochi i territori che hanno beneficiato della forte crescita relativa delle proprie filiere di riferimento. Produzioni più piccole, che esprimendo al massimo il proprio potenziale, riescono a trainare il settore agroalimentare di qualità da nord a sud del Paese. Ma andiamo nello specifico per comparto.
Nel settore Food, Parma si conferma la provincia che maggiormente contribuisce al valore della produzione con 1.45 miliardi di euro (+28%), seguita anche per il 2016 da Modena (583 mln di euro, -6%). Da segnalare invece la crescita di Mantova che con l'aumento del +81% in valore è la terza provincia italiana per impatto economico con 437 milioni di euro. Seguono nell'ordine le province di Reggio nell'Emilia, Brescia e Udine. Caserta è la prima provincia del Mezzogiorno con i suoi 186 milioni di euro. Per quanto riguarda le variazioni di impatto economico rispetto al 2015 sono da segnalare anche le performance positive delle province di Novara (+296%), Pavia (+119%), Bergamo (+112%), Bologna (+40%) e Salerno (+23%).

Nel comparto Wine, Verona si afferma come prima provincia con 392 milioni di euro di ritorno economico (del vino sfuso) cui seguono Treviso con 324 milioni di euro e Siena con 250 milioni di euro: si confermano così le prime tre province per impatto territoriale del 2015. Ancora province venete nelle posizioni successive con Vicenza (194 mln) e Padova (166 mln), che salgono rispettivamente di quattro e dieci posizioni nella graduatoria nazionale. Una posizione più in alto, si conferma, nella "top five", Cuneo con 189 milioni di euro. Sopra i cento milioni di euro anche le province di Udine e Belluno - che salgono di molte posizioni - e Trento, cui seguono Bolzano (95 mln) e Asti con (85 mln). Lecce è la prima provincia del sud Italia con 42 milioni di euro di impatto economico del vino sfuso, seguita da Chieti con 36 milioni di euro.

L'edizione completa del Rapporto Ismea-Qualivita 2017: http://www.qualivita.it/15-rapporto-ismea-qualivita/  



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