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   numero di 10/01/2018
Fare Business

Per il comparto della ceramica cauto ottimismo per il 2018
Borelli (Confindustria Ceramica): crescono gli investimenti, tengono produzione e vendite grazie ad una buona dinamica dell’export. Fondamentale il rinnovo dei dazi antidumping per il Fair Trade e la competitività internazionale

Quello della ceramica è da sempre uno dei settori più importanti dell’industria italiana, grazie anche ai suoi numeri che ne fanno una delle storiche eccellenze del Made in Italy. Un comparto che risente della concorrenza straniera sempre più agguerrita, ma che grazie a ricerca e innovazione, oltre che al dinamismo delle imprese, riesce comunque a crescere, almeno nell'export.
Il 2017 registra un consolidamento della ripresa in termini di produzione e vendite complessive, in crescita di oltre 2 punti percentuali sul dato 2016, grazie ad una espansione delle esportazioni leggermente superiore al dato di mercato e ad un mercato interno che, pur chiudendo positivamente, ha rallentato nel corso dell’anno.
E’ questo il quadro di pre consuntivo che emerge dalle elaborazioni di Prometeia, che stima per il 2018 un rafforzamento di tutte le variabili, nell’ordine di un ulteriore punto percentuale, con la sola eccezione del mercato interno che è atteso confermare i livelli attuali. Sono queste alcune delle principali evidenze presentate durante il Convegno di fine anno di Confindustria Ceramica, desunti dagli studi e e dalle analisi realizzati dal Centro Studi dell’Associazione in collaborazione con Prometeia e BPER Banca Spa.

Un anno positivo

Il preconsuntivo elaborato da Prometeia sui dati di settore evidenzia per l’industria italiana delle piastrelle di ceramica volumi di produzione e vendite intorno ai 425 milioni di metri quadrati, derivanti da esportazioni nell’ordine di 340 milioni e vendite sul mercato nazionale per 85 milioni. Elemento di novità è che in tutte le aree di destinazione del prodotto si registra un segno positivo, in modo particolarmente marcato nell’Europa Centro Orientale (variazione superiore al 5%) e nel Far East – tre punti e mezzo percentuali. Le previsioni per il 2018 descrivono un rafforzamento di circa un punto percentuale di produzione e vendite, attese attestarsi nell’ordine del +3%, trainate soprattutto dalla componente export. Tra i mercati più brillanti, i Paesi del Golfo ed il nord Africa.
Secondo Vittorio Borelli, Presidente di Confindustria Ceramica, “il quadro macroeconomico previsionale presentato da Prometeia delinea, allo stato delle cose e delle conoscenze, un quadro di riferimento per il 2018 in crescita, anche se su valori inferiori rispetto al recente passato. I nostri mercati tradizionalmente più forti (Usa e Germania) registrano infatti una crescita rallentata, mentre gli exploit più forti emergono dal Golfo, India e Nord Africa. Questo ci richiederà di guardare con maggiore attenzione verso destinazioni non tradizionali.
L’edilizia non residenziale a livello internazionale sembra avere una dinamica interessante e può costituire un crescente potenziale per le lastre ceramiche, tecnologia che il nostro settore sta mettendo a regime.
Il mercato italiano, pari al 50% dei volumi pre crisi, richiede un cambio di passo ed adeguate risorse, di rendere permanenti gli incentivi energetici e sismici, di sottolineare le nuove opportunità oggi estese anche ai condomini. Nuovi investimenti sono necessari per la riqualificazione delle nostre città: misure tutte necessarie per rimettere in moto l’industria edile del nostro paese.
Abbiamo ottenuto nelle scorse settimane il rinnovo, fino al 2022, dei dazi antidumping sull’import cinese, una misura fondamentale per il Fair Trade e per dare certezza al quadro di riferimento a livello europeo. Le misure di difesa commerciale approvate in sede comunitaria mostrano luci ed ombre. Se l’accordo per la nuova procedura da applicare nei casi di antidumping, che supera la questione del riconoscimento dello status di ‘economia di mercato’, è stata la migliore possibile – anche se resta da verificare la sua reale applicazione –, forti perplessità permangono in merito ad alcune misure tecniche applicative dei dazi antidumping.
La ridefinizione del carico sugli oneri elettrici che gravano sulle imprese energivore è un provvedimento molto atteso dal nostro settore e dal sistema manifatturiero italiano. Lo schema firmato lo scorso 30 novembre dal Ministro Carlo Calenda supera un approccio troppo legato ai soli volumi di consumo e riequilibra le riduzioni minimali che erano finora riconosciute alle imprese ceramiche”, conclude Borelli.



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