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   numero di 01/11/2017
Fare Business

Bene le PMI italiane della meccanica e della subfornitura nel I semestre 2017
MECSPE: il 61,8% degli imprenditori parla di performance aziendale molto positiva, il 32,7% che si dice mediamente appagato

C'è un'Italia che è da sempre il fiore all'occhiello della produzione industriale e che tutto il mondo ci riconosce. E che il mercato premia.
Secondo l'Osservatorio MECSPE per le imprese del comparto della meccanica e della subfornitura, l'andamento aziendale attuale risulta complessivamente soddisfacente. Il 61,8% degli imprenditori parla di performance aziendale molto positiva, il 32,7% che si dice mediamente appagato e solo il 5,5% contrariato. Soddisfazione che si può in parte spiegare guardando, in prima battuta, all'andamento generale nel I semestre 2017 e alle previsioni per l'anno in corso.
Nella prima metà del 2017 rispetto al 2016, infatti, i fatturati hanno registrato una crescita per il 48,8% delle aziende, mentre il 40% dichiara stabilità e il 11,2% un calo. Un aumento significativo anche dal punto di vista del confronto con il 2016, con ben 9,7 punti percentuali in più. Il portfolio ordini è giudicato "adeguato" ai propri livelli di sostenibilità finanziaria dal 77,6% delle imprese, contro un 22,4% per cui è insufficiente.
Per quanto riguarda le previsioni per la restante parte dell'anno in corso, sul fronte dei fatturati il 57,9% si aspetta una crescita, il 31,8% stabilità e il 10,3% prospetta un calo. Numeri decisamente migliori rispetto a quelli di un anno fa, quando la percentuale delle aspettative positive era solo del 37,1%
L'export resta fattore di traino per le PMI italiane con quasi 8 su 10 (78%) che dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un'incidenza variabile. Il 33% dichiara di realizzare all'estero meno del 10% del proprio fatturato, l'11,6% "dall' 11% al 25%", il 15,8% "dal 26% al 45%", l'11,6% "dal 46% al 70%" e il 6% "oltre il 70%".
Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell'Europa Centro-Occidentale (84,1%), seguiti da quelli dell'Europa dell'Est (37,6%) e del Nord America (30,6%). Circa il 23,6% esporta in Asia, mentre il Medio Oriente per il 17,2%, la Russia per il 15,9%, il Sud America per il 14,6%, l'Africa Settentrionale per il 10,2%, l'Oceania per il 6,4% e l'Africa Meridionale per il 3,8% rappresentano gli altri mercati di sbocco.

Non ci sono dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3 anni, solo il 6,6% si aspetta una contrazione dello scenario in cui opera contro un 59,1% apertamente convinto dello sviluppo del proprio mercato di riferimento e un 34,3% che crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all'andamento attuale.



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