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   numero di 11/10/2017
Leisure

Immagine, maledetta immagine
Il libro dello storico Peter Burke ripercorre ad analizza come la composita ed articolata campagna di comunicazione abbia permesso di affermare la figura, l'autorevolezza e il culto del monarca

Abbiamo spesso abusato della pazienza dei lettori parlando da queste colonne di social e del peso che hanno oggi nel costruire la brand reputation e nel vendere servizi e beni.
La comunicazione oggi sarebbe monca senza un fatidico http://www., un profilo, un #hashtag. Eppure, nei tempi addietro, campagne assai complesse, personaggi di grande caratura di molti attuali influencer, autori ben più conosciuti e stimati, si sono affermati grazie all'arte della persuasione.
Per capire quindi il pensiero, valore, la strategia che hanno fatti si che personaggi si affermassero nell'immaginario collettivo e segnassero la storia dell'umanità, merita fare cenno a due episodi. Una riflessione manageriale, utile anche a capire e a far propri, se del caso, stili di leadership.
Proprio recentemente, il Corriere della Sera, pubblica la notizia di un Proust inedito, capace di ammorbidire e commissionare recensioni entusiastiche ad un suo libro (onore al merito, poi divenuto ed apprezzato capolavoro) pur di uscire e di vincere la naturale diffidenza che accompagna le prime mosse di un genio. Inutile dire che oggi la musica non sia cambiata, con i media che chiedono sempre di più risorse per promuovere uscite centrate su prodotti ed eventi (e perché no anche manager) ed imprese che - non curati della propria credibilità, foraggiano il sistema.
Da Proust al Re Sole - Luigi XIV Re di Francia - il passo, a ritroso, è lungo ma monto opportuno.
E' stato appena riproposto da il Saggiatore un testo magistrale, scritto da Peter Burke, storico britannico e professore all'Università di Cambridge, dal titolo appunto Il Re Sole. L'opera venne pubblicata nel 1992 ma con un diverso titolo: La fabbrica del Re Sole. E qui sta tutto. Un testo che - come spiegava bene l'edizione del 1992 racconta la politica dei media nell'età dell'assolutismo: l'industria della gloria e dell'immagine pubblica del grande re.
Lo scritto ripercorre ad analizza come la composita ed articolata campagna di comunicazione abbia permesso di affermare la figura, l'autorevolezza e il culto del monarca, contribuendo al rilancio della monarchia francese.
Chi avesse curiosità di leggere il testo si imbatterebbe in quello che a tutti gli effetti è un piano strategico di immagine, fatto di buona stampa, ma anche di eventi, gadget, musica, monete, arazzi, spettacoli, statue, abbigliamento, location, rituali come la sveglia, la vestizione, il pranzo e la cena, il giuoco. Una miriade di atti e strumenti funzionali a fare del re il centro del mondo.
Tutto questo, mutatis mutandis, vale anche oggi. Quanti manager si atteggiano a profetici messia di un mondo migliore?
Questa settimana una nota marca elettronica coreana ha organizzato uno show all'arena cinica di Milano per lanciare l'ultimo modello di mobile. La presentazione di una nuova auto, la condivisione di un progetto no profit a supporto di associazioni di pazienti affetti da gravi forme tumorali, la presentazione di una squadra di calcio, fino alla convention del movimento politico.

Tutto è spettacolo, tutto è emozione. Manca, viene da chiedersi, la substantia, come dicevano i latini. Merce rara la cultura e la curiosità. Anche tra chi possiede l'ultimo mobile o la macchina del futuro.

Titolo:Il Re Sole
Autore: Peter Burke
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 345
@federicounnia - Consulente in comunicazione



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