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   numero di 11/10/2017
Fare Business

Pagamenti alle aziende ed export: Italia 12a in Europa per rispetto delle scadenze
Galassi (API): il governo ci faccia combattere ad armi pari. Il nostro Paese si posiziona al quarto posto per le esportazioni. Danimarca e Germania i Paesi più virtuosi

Export e puntualità dei pagamenti sono due fattori che dovrebbero convergere per mantenere in sano equilibrio le economie dei diversi Paesi. Specialmente in un territorio come quello dell'Unione Europea che agevola gli scambi di merci e servizi tra gli stati membri.
Lo Studio Pagamenti 2017 di Cribis, partner dell'Associazione Piccole Imprese (API) ha esaminato complessivamente il grado di virtuosità delle imprese associate dal punto di vista dei pagamenti verso i loro fornitori, e questo presenta in Europa una situazione molto eterogenea.
Se Danimarca e Germania si contraddistinguono per le maggiori quote di pagatori puntuali nel 2016, rispettivamente l'86,5% e l'81,7% del totale, Romania e Portogallo registrano invece i risultati peggiori, inferiori al 20% nella classe di pagamento alla scadenza (17,6% e 19,5%).
Forti i segnali di ripresa dalla Grecia: è il Paese che mostra i miglioramenti più elevati, con un significativo aumento dei pagatori puntuali che passano dai 22,7% del 2015 ai 32,4% del 2016 e una diminuzione dei pagamenti in ritardo di oltre 30 giorni, che dal 53,1% si abbassano al 29,8. Anche la Germania incrementa ulteriormente i propri risultati, con una crescita dei pagatori puntuali, che passano dal 72,3% del 2015 all'81,7% del 2016 e una riduzione dei gravi ritardatari, che sono solo lo 0,7%.
In aggiunta, la buona salute dell'Europa è confermata dall'assenza di gravi variazioni negative sia nei pagamenti puntuali, sia oltre 30 giorni di ritardo.

Italia 12a nella classifica europea per rispetto delle scadenze

Lo Studio Pagamenti 2017 mostra una situazione stabile nel nostro Paese, con una leggerissima variazione negativa nei pagamenti a scadenza, che passano dal 35,7% nel 2015 al 35,6% nel 2016, compensata tuttavia da una discreta diminuzione dei pagatori oltre 30 giorni, che si riducono dal 14,3% al 12,3%.
Ciò nonostante, l'Italia si colloca nella seconda metà della classifica europea dei Paesi più virtuosi, ottenendo il 12° posto, dopo, rispettivamente, Polonia, Francia e Belgio, con ben 6,6 punti di scostamento dalla media europea, che vede nel 2016 il 42,3% di aziende puntuali nei pagamenti.
L'Italia, a fronte delle migliori prestazioni di altri Paesi europei nei pagamenti, mostra una forte apertura al commercio con l'estero e, secondo i più recenti dati Eurostat, si posiziona al 4° posto in UE per esportazioni, dopo Germania, Olanda e Francia. In dettaglio, vanta un valore pari a 223,3 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2017, in crescita del +8% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale di 126,1 miliardi di export in nazioni dell'Unione Europea e 97,2 miliardi di euro in Paesi extra UE.
Secondo Paolo Galassi, presidente di API, "le PMI sono il cuore pulsante della nostra economia e, come dimostra anche il sondaggio che abbiamo recentemente rivolto alle associate, hanno un ruolo non solo attivo ma anche fondamentale nell'accrescere il grado di internazionalizzazione dell'Italia. Il mio suggerimento è dunque che il Governo ascolti le loro istanze e adotti misure volte a incentivare una concorrenza sul mercato ?ad armi pari' con le aziende estere, per tornare finalmente a essere più competitivi anche in termini di prezzo e non solo di qualità. Auspico che l'Europa faccia la sua parte, promuovendo politiche fiscali e attuando un piano europeo straordinario per gli investimenti che sia davvero comunitario, a supporto delle aziende che fanno import-export dentro i confini dell'Unione, per eliminare così la rivalità interna".



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