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   numero di 04/10/2017
Finanza e investimenti

Mutui: Italia più conveniente di molti Paesi europei
Secondo un'analisi di Mutui.it e Facile.it. in UK e Grecia tassi doppi o tripli per chi compra casa. In Svizzera le indicizzazioni più basse. Fuori Europa anche tassi a doppia cifra

Si parla molto di "credit crunch", ma se è difficile arrivare all'agognata erogazione, occorre però dire che a livello di tassi applicati non siamo certo oltre la media europea. Infatti, secondo un'analisi di Mutui.it e Facile.it, i mutui in Italia costano meno e i tassi applicati dalle banche che operano nel nostro Paese sono, ad oggi, fra i più convenienti, con oscillazioni sul variabile comprese fra lo 1,03% ed il 2,08% a seconda dell'istituto e del tipo di tasso scelto. Facile.it e Mutui.it hanno voluto analizzare come lo stesso finanziamento per l'acquisto casa venga indicizzato in 14 nazioni diverse e, almeno per questa volta, le notizie per i mutuatari italiani sono più che positive.

Il confronto europeo

Per tutte le nazioni la simulazione è stata compiuta considerando un immobile di valore pari a 180.000 euro, una richiesta di mutuo di 120.000 euro ed un piano di restituzione ventennale.
In Italia questo finanziamento oggi è indicizzato con TAEG compresi fra 1,03% e 1,10% se a tasso variabile e fra 2,01% e 2,08% se a tasso fisso. Nel vecchio continente va meglio solo ai tedeschi e ai francesi (che per il tasso fisso si vedono applicare, rispettivamente TAEG all'1,70% e 1,87%) e, soprattutto, agli svizzeri; al di là delle Alpi chi decide di comprare casa col mutuo dovrà considerare un tasso dell'1,65% se sceglierà il tasso fisso e appena dello 0,65% se opterà per il variabile.
Se in Spagna i tassi non sono troppo lontani da quelli italiani (fra 1,85% e 2,10% se fisso; fra 0,80% ed 1,20% se a tasso variabile), va decisamente peggio a chi la casa vuole comprarla nel Regno Unito o in Grecia. In UK le banche applicano al momento indici pari al 4,20% se a tasso fisso e al 3,30% se a tasso variabile; se si guarda ad Atene, invece, i tassi applicati per i mutui salgono ancora, arrivando al 3,62% nel caso del variabile e al 5,50% per un fisso.
"I tassi nell'area euro restano abbastanza allineati tra di loro visto che tutti i paesi utilizzano gli stessi indici di riferimento (Irs e Euribor). Le variazioni del costo del denaro che notiamo sui mutui sono quindi riconducibili a dinamiche competitive tra gli istituti di credito presenti in ciascuna nazione e al cosiddetto "rischio Paese", un concetto simile a quello di spread usato per i titoli di stato", spiega Ivano Cresto, responsabile business unit mutui di Facile.it. "Un discorso diverso vale invece per il Regno Unito, dove i mutui, non essendo denominati in Euro, hanno dinamiche slegate da quelle del resto di Europa".

I mutui al di fuori dell'Europa

L'analisi di Mutui.it e Facile.it non si è fermata alla sola Europa e ha verificato quali siano le condizioni applicate ai finanziamenti anche in molte altre parti del mondo. Se a Singapore la situazione è tutto sommato positiva con tassi dell'1,45% per il mutuo fisso e dell'1,28% per il variabile, in quasi tutte le altre nazioni considerate le percentuali applicate sono alle soglie del proibitivo.
Negli Stati Uniti chi compra con un mutuo a tasso fisso ottiene TAEG quasi doppio rispetto a quello italiano, con valori compresi fra 3,38% e 3,96%. In Australia la situazione non è troppo dissimile e le banche concedono finanziamenti con TAEG al 4,25% per il tasso fisso e fra 3,66% e 3,74% per quello variabile.

Spostandoci in Cina si vede come anche questa volta i tassi applicati siano doppi per mutui indicizzati con tasso variabile (2% la media rilevata da Facile.it e Mutui.it) e più che doppi per quelli con tasso fisso (4,90%).
Se fino a qui i tassi vi sembravano alti, chissà quale sarà la vostra reazione nel sapere che in alcune aree del mondo si arriva addirittura alla doppia cifra; in Russia chi sottoscrive un mutuo a tasso fisso ha un indice del 12,50%, comunque ancora poco se si considera che in Uganda il variabile arriva al 20% e in Nigeria il fisso addirittura al 23%.
"Tassi di interesse così elevati denotano un'economia in forte evoluzione con inflazione, e crescita potenziale, tipica dei Paesi in via di sviluppo e delle economie non ancora mature", conclude Cresto.

 



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