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   numero di 04/10/2017
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Cattoglio (IKN): solo la formazione porta l'azienda a raggiungere i suoi obiettivi

Corsi pratici, specifici e personalizzati. Questa è la metodologia di cui ha bisogno il middle management per esser aggiornato e dare il meglio di sé. Con un pizzico di networking

Ogni lavoratore ha bisogno di formazione. Possibilmente continua. Ma il middle management, coloro che devono guidare la digital tranformation e il cambiamento nelle aziende, hanno necessità specifiche. Per questo occorrono know how, specializzazione e metodo per offrire loro soluzioni pratiche. Ne abbiamo parlato con Francesca Cattoglio, CEO di IKN Italy.

Qual è la situazione del panorama e del mercato della formazione aziendale in questo momento?

Dopo un periodo di crisi quello che vediamo è una ripresa della richiesta, soprattutto dovuta alla digital transformation. Dopo una crisi c'è sempre un grande cambio, quindi ci sono due realtà: quella del cambio generazionale, che vede l'arrivo dei giovani con forte conoscenza digitale, e la necessità di personale in azienda che richiede di acquisire questa conoscenza. C'è quindi una domanda di formazione molto tecnica e molto pratica per chi ha gli skill ma non ha esperienza aziendale, e per chi è in azienda ma non ha le conoscenze digitali. IKN si rivolge quindi al middle management con una formazione tecnica - nei diversi settori - basata sulle necessità del mercato.

Qual è la peculiarità della vostra offerta formativa?

In tre parole: pratica, specifica e personalizzata. I soggetti che scelgono la nostra formazione vengono prima di tutto con una necessità, con l'obiettivo di uscire il giorno dopo con una soluzione o con gli strumenti per trovarla e implementarla. Per questo motivo noi utilizziamo come formatori persone d'azienda, con esperienze presenti o passate, e ogni corso è formato da un gruppo molto ristretto, meno di 15 persone, quasi una tavola rotonda. Questo permette sempre di lavorare su soluzioni pratiche, concrete e, soprattutto, personalizzate. E' così che si induce il "cambiamento", quello dettato dalla Digital Transformation, nel middle management, cioè formando le persone che in prima persona devono portarlo avanti in azienda e ne vengono stimolati.
La nostra forza è la ricerca. I corsi IKN vengono creati, non sono standard, grazie al continuo contatto con le aziende. Ci confrontiamo sulle evoluzioni delle tematiche e la loro attualizzazione è continua. Anche per questo uno dei nostri punti di forza è la collaborazione con le imprese, che possono essere - di volta in volta - tra i formatori oppure tra i partecipanti. L'interscambio della conoscenza tra aziende funziona e lo vediamo dall'alto indice di soddisfazione dei nostri corsi. In sintesi, la nostra formula è: numero limitato, concretezza e tecnicalità.
IKN in questi trent'anni di attività in Italia ha avuto, tra corsi ed eventi, 70.000 partecipanti di 20.000 aziende con la collaborazione di 10.000 tra relatori e docenti. Questo significa che le aziende ci conoscono.

Quali sono le principali criticità dell'offerta formativa?

Il palcoscenico è piuttosto nutrito di attori. Se si va sul web a cercare "formazione", le risposte sono infinite. E questa è certamente una difficoltà, poiché un'azienda come può sapere chi è realmente in grado di erogare una formazione adatta alle sue esigenze? Noi questo scoglio l'abbiamo superato, nel senso che abbiamo una credibilità data da oltre 30 anni di esperienza, e questo le aziende lo sanno.
Le difficoltà che abbiamo con chi non ci conosce bene è far capire che noi tocchiamo realtà concrete e non offriamo solo teorie. Abbiamo una metodologia, siamo strutturati al nostro interno, siamo flessibili e sempre aggiornati. La fiducia ce la guadagniamo giorno dopo giorno.
Sappiamo che la formazione (come la comunicazione) viene vissuta all'interno delle aziende come un costo. Ma abbiamo resistito a vari momenti difficoltà del mercato poiché accompagniamo sempre le aziende nelle loro trasformazioni, offrendo loro ciò che serviva.
Le difficoltà maggiori sono convincere le aziende che la formazione è importante, e poi far capire le reali differenze tra un corso e un altro, che non possono essere ridotte al mero prezzo.
Peraltro. noi pratichiamo l'ascolto attivo. Andiamo direttamente al responsabile aziendale, al direttore, e si cerca di parlare, dialogare, scoprire le sue problematiche e fargli capire la necessità della formazione, spiegandone i benefici. E' un lavoro molto lungo.

Perché la formazione non è solo utile ma necessaria per le aziende?

Finchè l'azienda non comprende che la formazione è uno strumento per arrivare a raggiungere i propri obiettivi di eccellenza - aiutando la crescita professionale e personale a livello di motivazione del dipendente, integrando le persone con la mission aziendale attraverso questo strumento, con il supporto di uomini d'azienda e formatori che appoggiano tutto ciò - la formazione sarà oggetto di opinione.
Il punto è che le aziende, di servizi o di produzione, sono fatte da persone e queste vanno seguite attraverso una crescita professionale in un panorama che cambia continuamente. Prendiamo per esempio il marketing: soggetti pur con 15 anni di esperienza, se non formati con continuità, adesso devono correre per stare al passo con i tempi. Noi stessi investiamo in formazione interna. Deve quindi essere l'azienda a seguire e assicurare la formazione ai propri dipendenti

Ascoltare il cliente è un vostro segno distintivo. Cosa significa in concreto?

Sia nei corsi sia negli eventi che organizziamo, esortiamo le imprese ad ascoltare il proprio cliente, a migliorare il customer care e adattare azienda e prodotti, focalizzandosi sempre di più sulle esigenze del cliente. Vale per tutti i comparti.

Come si fa a convincere un'azienda a partecipare e ad investire in un evento o in un corso di formazione?

Con la metodologia, con la credibilità, azioni di marketing, e attraverso offerte di formazione sempre più specifiche e su misura. E poi facendogli capire che gli offri soluzioni concrete, anche con un networking profondo assicurato dai partecipanti. Spiegando magari la differenza tra formazione e informazione.

Cioe?

Nel nostro nuovo brand c'è Networking e Knowledge. Sono proprio i due concetti. Congressi, eventi, forum, conferenze è dare informazione: attualizzare una platea su determinati argomenti. E' come un media di cui si fruisce più o meno a senso unico. Si tratta poi dell'occasione migliore per fare networking.
La formazione (che comprende corsi, seminari, workshop ecc.) ha come obiettivo un cambiamento: si dà effettivamente al partecipante un qualcosa che viene assimilato, capito e che è poi in grado di mettere in pratica dal giorno dopo. E' per questo che la formazione deve essere pratica e non teorica, personalizzata e non accademica.

IIR, il brand da cui deriva IKN, è stata la prima a utilizzare uomini d'azienda per la formazione, affrancandosi dalle università, andando proprio a livello di middle management, i soggetti che devono quotidianamente prendere le decisioni.
Il web è pieno di corsi di formazione: basta andare, per esempio, su Youtube e se ne trovano infiniti. Ma quanti rispondono realmente alle esigenze delle aziende?

Qual è il peso dei social e del mondo digitale nel vostro lavoro?

IKN è un esempio della realtà della Trasformazione Digitale. Trent'anni fa venivamo da una cultura americana fatta di direct marketing e adesso siamo sui social. Quello che noi portiamo è ciò che noi abbiamo fatto, facciamo e faremo. Sui social siamo molto presenti: è una modalità di entrare in contatto con i clienti e informare "in pillole" sulle tematiche che trattiamo e come. E' uno degli strumenti che utilizziamo per dare credibilità al nostro lavoro di formazione.
Usiamo le piattaforme idonee per parlare con le aziende con un linguaggio rivolto al B2B, come LinkedIn e Youtube, dove abbiamo un canale. I nostri budget annuali più importanti sono proprio dedicati al digitale e, ovviamente, alla formazione.

Come vede la formazione del futuro?

Ho un sogno: una formazione obbligatoria, chiamiamola magari aggiornamento continuo, che consenta alle persone di vivere meglio la loro attività professionale e alle aziende di raggiungere i propri obiettivi.



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