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   numero di 13/09/2017
Finanza e investimenti

Crescita globale destinata a restare robusta
Secondo gli analisti di Credit Suisse l'economia globale continuerà a crescere a un ritmo sostenuto nel II semestre, con prospettive ancora ottimistiche per le principali economie quali USA, Eurozona e Cina

Il contesto favorevole caratterizzato da una crescita robusta e un'inflazione bassa è proseguito nel T3. L'indice dei direttori agli acquisti di luglio (PMI) per il settore manifatturiero globale ha addirittura evidenziato una lieve accelerazione, guidato dai miglioramenti registrati nei mercati sviluppati e in quelli emergenti. Visto che gli effetti base dei prezzi dell'energia sono diventati ampiamente neutrali, l'inflazione headline in molte economie ha cominciato a oscillare attorno all'inflazione core.

Stabilizzazione dell'inflazione USA, crescita ancora robusta

L'economia USA ha riaccelerato nel T2, con il PIL in crescita a un tasso annualizzato del 2,6% QoQ dopo un fiacco 1,2% QoQ nel T1. Il rimbalzo è stato determinato principalmente dai consumi privati e dagli investimenti delle imprese. Questi ultimi in particolare sono un segnale positivo, dato che il secondo aumento consecutivo della spesa per investimenti indica che la crescita potrebbe rimanere robusta nei prossimi mesi. I valori ancora elevati degli ultimi indicatori sulla fiducia di imprese e consumatori avallano tale parere. Analogamente, la situazione resta positiva sul mercato del lavoro, con un forte aumento dell'occupazione e la crescita dei salari nominali che mostra segni di stabilizzazione dopo mesi all'insegna della debolezza. Inoltre la recente flessione dell'inflazione core potrebbe essersi arrestata. Pertanto ci aspettiamo che la Fed proceda coi suoi piani di normalizzazione della politica monetaria. A settembre potrebbe annunciare una riduzione del bilancio a partire dal mese di ottobre. Ci aspettiamo anche un terzo rialzo dei tassi alla riunione di dicembre.

Crescita solida nell'Eurozona. Migliorano le prospettive di inflazione

Accelerazione della crescita anche nell'Eurozona secondo le prime stime del PIL per il T2. Tuttavia, in contrasto con gli USA, l'accelerazione nell'Eurozona è successiva a un T1 già piuttosto forte. Pochi gli elementi che possano far presagire un rallentamento della crescita più significativo a breve: i PMI sono ancora molto elevati nonostante il recente moderato attenuamento. Pertanto la crescita potrebbe non accelerare nuovamente ma dovrebbe mantenersi solida. Vale la pena notare che riscontriamo i primi segnali di un possibile trend al rialzo dell'inflazione core. In Spagna questo processo è già ben avviato, mentre in Germania un bottom out prolungato si è probabilmente concluso negli ultimi mesi. Solo Francia e Italia appaiono in leggero ritardo in tal senso. La Banca Centrale Europea (BCE) probabilmente resterà cauta rimandando la decisione sul futuro del suo programma di QE solo dopo la riunione di settembre. Ci aspettiamo ancora una riduzione degli acquisti trimestrali a partire da gennaio 2018, così da porre fine al programma nel T3 2018.

ME: dinamiche buone ma ancora dietro ai MS


Il quadro economico generale nelle economie dei mercati emergenti (ME) è migliorato leggermente a luglio, anche se il miglioramento è stato guidato principalmente da Cina e Russia. Nel caso della Cina, continuiamo ad aspettarci un lieve rallentamento della crescita nei prossimi mesi, con gli effetti base dell'accelerazione della crescita nel S2 dello scorso anno destinati a essere più che d'ostacolo. La Russia, tuttavia, dovrebbe proseguire nel suo percorso di ripresa, pur con progressi destinati a rimanere piuttosto limitati. Lo stesso vale per il Brasile, dove la ripresa è stata smorzata negli ultimi mesi. Complessivamente ci aspettiamo una crescita ancora stabile nei ME, seppur priva della robusta accelerazione osservata in molte economie dei mercati sviluppati (MS).



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