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   numero di 24/05/2017
Finanza e investimenti

Elezioni in UK: la Brexit è il tema chiave
Iggo (Axa IM): con la vittoria di Macron in Francia e la rielezione di Merkel in Germania, credo che assisteremo a un divorzio più amichevole, che potrebbe aprire la strada a una riforma dell'UE e consentire il proseguimento dell'attuale ciclo di ripresa

Sarà la Brexit il tema attorno al quale ruoteranno le elezioni nel Regno Unito. Il Paese lascerà l'Unione Europea, ma le condizioni del divorzio devono ancora essere discusse. Le elezioni sono importanti nella misura in cui daranno al governo britannico un mandato abbastanza forte da combattere per un accordo che garantisca il miglior rapporto possibile con l'Unione Europea e che sia in linea con l'orientamento storico del Regno Unito, favorevole all'apertura e al libero commercio.
Per i mercati, un risultato che non porti a un governo forte sarebbe un fattore negativo che si ripercuoterebbe principalmente in una rinnovata debolezza della sterlina. Sul fronte obbligazionario, la Banca d'Inghilterra resterà a guardare. Alcune componenti dell'economia stanno andando meglio del previsto, ma i consumatori devono fare i conti con un reddito reale più basso. I rendimenti dei Gilt restano bassi e probabilmente saliranno solo se lo faranno quelli globali, oppure se si aggraveranno i rischi politici interni. Nel breve termine, le elezioni nel Regno Unito sono importanti, tuttavia l'esito più probabile non dovrebbe sconvolgere i mercati.

Brexit, tema chiave

È opinione comune che più ampia sarà la maggioranza di Theresa May, maggiori saranno le probabilità di concludere una "soft Brexit"; il numero di coloro che seguono la linea dura nel partito è inferiore a chi invece punta a ottenere un "buon accordo" per il Paese. Questo sembrerebbe l'esito più favorevole per i mercati finanziari poiché lascerebbe aperta la possibilità di mantenere, nel tempo, buoni rapporti commerciali con i paesi europei, senza limitare molto la possibilità delle persone di lavorare e vivere nel Regno Unito, e viceversa.
Inoltre, il settore dei servizi finanziari che è importante per il Paese continuerebbe a ricoprire un ruolo decisivo in tutta Europa. Con la vittoria di Emmanuel Macron al secondo turno delle elezioni francesi e l'eventuale rielezione di Angela Merkel come Cancelliere in Germania il prossimo autunno, credo che assisteremo a un divorzio più amichevole, che potrebbe aprire la strada a una riforma dell'UE e consentire il proseguimento dell'attuale ciclo di ripresa. Sarebbe uno scenario win-win, favorevole per entrambe le parti.

Tutto ruota attorno all'accordo

Se non si raggiungerà un accordo sul "passaporto" dei servizi finanziari, è possibile che si acceleri il trasferimento dei posti di lavoro del settore bancario e di altri ambiti correlati al di fuori del Regno Unito verso altre destinazioni nell'UE. Nel più lungo termine, il risultato elettorale migliore per l'economia e per i mercati sarebbe un governo che si concentra sulla tradizione del Paese, anche se si dovrà affrontare un periodo difficile.
Quel che è importante per l'economia britannica e per i mercati finanziari nel tempo sono le implicazioni economiche dell'accordo per uscire dall'UE. Il rischio è che diminuiscano gli investimenti nell'economia britannica, con la perdita di posti di lavoro e il rallentamento della crescita. Questo potrebbe indebolire ancora la sterlina, soprattutto se la Banca d'Inghilterra tornerà al Quantitative Easing. In ogni caso, i tassi di interesse probabilmente non saliranno molto presto poiché la banca centrale sarà preoccupata per i rischi per l'economia durante il periodo dei negoziati.
A livello macroeconomico è difficile in questo momento formulare una previsione con convinzione. Probabilmente possiamo escludere un boom per il Regno Unito, una stretta monetaria aggressiva e il rafforzamento della sterlina, ma lo scenario di base caratterizzato da una crescita stagnante e dall'incertezza politica rende difficile prevedere grandi oscillazioni sul fronte degli investimenti.

Rischi interni

Per i mercati credo che saranno le elezioni stesse ad essere importanti per chiarire il punto di partenza di questo divorzio. Il risultato previsto dal consensus è a rischio? La Gran Bretagna ha avuto il suo momento populista lo scorso giugno quando una maggioranza di elettori, seppur risicata, ha deciso di uscire dall'UE. Il sistema elettorale maggioritario a turno unico implica che è molto difficile per i partiti minori entrare in Parlamento. Dunque, a differenza della Francia e di altri Paesi europei, probabilmente non assisteremo alla frammentazione dei partiti politici oltre alle tradizionali destra e sinistra. Forse la minaccia più grave per le finanze britanniche e per la stabilità dei mercati proviene dall'interno e non dall'esterno.

Il tentativo di indire un secondo referendum sull'indipendenza scozzese e la questione dei rapporti a lungo termine tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda rappresentano un rischio non trascurabile per la stabilità del Regno Unito. La dissoluzione dello stato sovrano aprirebbe molte questioni, non da ultimo sulla ripartizione delle passività dello stato e sulla valuta in cui saranno denominati i debiti di una Scozia indipendente.
L'instabilità politica ed economica causata da un eventuale tracollo dell'Unione graverebbe sulla sterlina, sollevando interrogativi sull'affidabilità di credito dei mutuatari costituenti. Tuttavia, si tratta di tail risk in questo momento, e almeno nel breve periodo il mercato azionario britannico potrebbe continuare a beneficiare della solidità dell'economia globale e dell'inossidabile fiducia delle imprese britanniche, mentre i Gilt si muoveranno entro una banda di oscillazione e seguiranno le dinamiche del mercato dei Treasury. Questo probabilmente significa rendimenti leggermente più alti nei prossimi mesi.

Chris Iggo, CIO Obbligazionario, Axa Investment Managers



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