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   numero di 17/05/2017
Finanza e investimenti

Cina: chi vince puntando sull'ambiente
Bonthron (Kames Capital): il governo sembra davvero intenzionato a prendere seri provvedimenti in tema di emissioni, aprendo le porte ad interessanti opportunità di investimento

Dopo l'ennesimo avvertimento da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il governo cinese sembra davvero intenzionato a prendere seri provvedimenti in tema di emissioni, aprendo le porte ad interessanti opportunità di investimento. Non è la prima volta che il Dragone prova a dettare le regole del gioco, ma spesso queste non hanno avuto seguito, schiave della necessità di trovare il giusto equilibrio tra la tutela ambientale e la crescita economica di un Paese che conta ancora 55 milioni di persone in stato di povertà.
Tanti i tentativi non andati a buon fine, quindi, ma stavolta la Cina sembra fare sul serio. Oltre all'aumento delle sanzioni, stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe infatti al vaglio un programma che imporrebbe un taglio di almeno il 50% della produzione di acciaio e fertilizzanti e del 30% di quella di alluminio in 28 città durante il periodo invernale 2017/2018. Impegno, inoltre, anche nella riduzione dell'inquinamento di auto e camion, con la promozione e sovvenzione dello sviluppo di veicoli elettrici, incentivi per i proprietari e sanzioni normative per i produttori che non riorientano la propria gamma verso questo tipo di alimentazione.
In questo contesto si vengono a creare interessanti opportunità di investimento, anche se la scelta deve essere capillare. Di fatto, per noi non si tratta di un tema che può essere sfruttato mediante un paniere o un ETF in quanto l'alfa dipende dalle peculiarità dei singoli. Spesso, infatti, i migliori investimenti sono quelli apparentemente meno logici che richiedono una diligente ricerca bottom-up per essere individuati.
Tra le scelte figura A.O. Smith, società Usa di elevatissima qualità e attiva da oltre 20 anni nel settore industriale in Cina, che nel 2015 ha lanciato il business della filtrazione dell'aria domestica, riuscendo a rispondere alla domanda locale e a crescere rapidamente sfruttando la propria capacità di distribuzione. Le vendite dei sistemi di filtrazione dell'aria sono triplicate nel 2016 e, pur costituendo ancora solo una ridotta percentuale dei ricavi complessivi, questo business rappresenta una chiave interessante per la sostenibilità della crescita in un orizzonte di lungo periodo.
A seguire Huaneng Renewables e Xinyi Solar, le due società cinesi quotate a Hong Kong operanti nel campo delle energie rinnovabili che riteniamo di maggior qualità, grazie a posizioni e connessioni eccellenti, oltre che a un management superiore alla media. Occhi puntati anche su Albemarle, il maggiore e più economico produttore di litio per batterie a livello globale, che, oltre a produrre uno dei materiali chiave per la produzione di veicoli elettrici, gode anche di un buon margine per ampliare la sua produzione low cost ben oltre il 2020.
Infine, di buone prospettive è la produttrice di alluminio Norsk Hydro, la quale trae la maggior parte dell'energia usata nel processo industriale da fonti rinnovabili e punta a diventare una società ad emissioni zero entro il 2020, in netto contrasto con i competitor cinesi. La società è leader a livello mondiale a livello di standard ambientali, e beneficia del processo di sostituzione, al fine di contenere le emissioni, dei metalli più pesanti con l'alluminio in aerei, auto e barche. Norsk Hydro ha inoltre tratto diretto vantaggio dalla recente riduzione della produzione cinese della materia prima che per anni ne aveva limitato i prezzi, con l'azienda che ha di fatto quasi raddoppiato il suo valore in borsa da marzo 2016.


Craig Bonthron, co-gestore del Kames Global Sustainable Equity Fund di Kames Capital
 



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