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   numero di 10/05/2017
Finanza e investimenti

L'Europa esce dal rischio politico
Dücker (Kempen CM): per i mercati emergenti bene il Brasile, Trump avrà problemi con Congresso e la Brexit non avrà impatto sull'economia della EU

Dopo ormai quattro mesi dall'inizio dell'anno è possibile tracciare un quadro generale sull'andamento che dovremmo aspettarci sui mercati nei prossimi mesi. Ne abbiamo parlato con Cor Dücker, International Business Development Manager in Italia, Kempen Capital Management.

Quali saranno i macrotemi per il 2017?

Quello che vediamo è che siamo usciti da un ambito politico molto incerto, e allo stesso tempo c'è una ripresa economica sia negli USA sia in Europa. Dall'inizio dell'anno, proprio nel vecchio continente abbiamo visto ad una accelerazione abbastanza forte. Il che ci rende molto fiduciosi per l'outlook del 2017.

Esiste un rischio politico con le elezioni europee di Francia e Germania?

Il rischio c'è ma è un rischio di coda o tail risk. In Francia è molto probabile che vinca Macron, e quindi la parte liberale e centrista della politica, un candidato pro-Europa, ma esiste una piccola possibilità che vinca Le Pen. In questo caso, andiamo incontro ad una situazione politica completamente nuova e molto imprevedibile. Se vince Macron è "business as usual".
Per la Germania non vediamo nessun rischio politico. Questo ci sarà forse in Italia. Però sarà probabilmente per il 2018.

Mercati emergenti quali i top e i flop del 2017?

Noi vediamo positivamente, per esempio, il Brasile. Dopo un periodo negativo ci sono i primi segnali che l'economia si sta riprendendo. Peraltro, la parte commodities dell'economia si sta risollevando perché vediamo un mercato più positivo per quest'anno, a parte il petrolio. Tutti gli altri fattori, come i metalli e prodotti agricoli, saranno in territorio positivo, facendo del Brasile un mercato interessante.
Il Sudafrica è invece un mercato problematico che sta diventando ancora più problematico. Alla luce degli sviluppi della politica interna, a nostro giudizio sta andando proprio nella direzione sbagliata.
Tra Brasile e Sudafrica si trova la Cina. Si tratta ovviamente di un mercato enorme, molto importante anche per tutti gli altri Paesi emergenti. Per Pechino vediamo uno scenario di rallentamento della crescita economica, che comunque permane positiva, ma non una crisi finanziaria come invece si aspettano alcuni player del mercato.

Il Messico andrà incontro a problemi con Trump alla presidenza degli USA?

Trump è una storia particolare. Onestamente, Trump ha detto tante cose e il problema principale è la sua imprevedibilità, che si mostra principalmente sul campo geopolitico. Soprattutto Russia e Cina hanno un problema di mancanza di visibilità sul futuro della sua politica. Invece, ciò che ha detto in termini di politica interna deve sempre essere approvato dal Congresso, e già adesso si vede che quest'ultimo sta frenando molto su tutti i progetti lanciati dal Presidente. Quindi noi non ci aspettiamo grandi sorprese in termini di politica interna USA e neanche rispetto al Messico. Del resto, abbiamo osservato una ripresa del peso messicano fin dall'inizio dell'anno. Il che significa che anche i mercati non si aspettano grandi cose dal governo Trump.


Parliamo di Brexit: cosa succederà?

La Brexit è un fenomeno negativo soprattutto per la Gran Bretagna. Noi non vediamo alcun impatto positivo per il Paese. Avrà invece effetti limitati per l'Europa e non ci aspettiamo un grande impatto in termini di attività economica. L'impatto ci sarà invece sul clima politico e questo è molto importante. Abbiamo infatti visto un periodo abbastanza negativo sull'opinione e sulla visione dell'Unione Europea, mentre invece crediamo che la Brexit possa avere l'effetto di riunire ulteriormente i Paesi europei e scatenare un po' più di ottimismo sull'integrazione continentale.

Quindi Europa ed euro non sono in pericolo?

Secondo noi no.



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