Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 22/03/2017
Fare Business

PMI italiane pronte a cogliere le opportunità del mercato per crescita e internazionalizzazione
Liotti (American Express): le nostre imprese più ottimiste rispetto al resto del mondo. Sono abituate a doversi confrontare costantemente con fattori di incertezza, di contesto politico e normativo, e questo le rende forti

Le Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane sono fiduciose in merito alle future performance del proprio business e guardano con ottimismo ad una ripresa dell'economia, in quanto ritengono di aver posto in essere le giuste strategie per poter superare questi anni di incertezza sui mercati. Sono questi i principali risultati per il nostro Paese che emergono dalla ricerca Global SME Pulse di American Express.
La ricerca, che ha visto il coinvolgimento di dirigenti d'azienda e decision-makers delle PMI in 15 Paesi, ha evidenziato che le aziende sono ottimiste rispetto alla loro capacità di far crescere fatturato e redditività. A livello globale, in aree diverse come America, Asia ed Europa, il 58% delle PMI oggetto dell'indagine si attende per i prossimi dodici mesi una significativa crescita del fatturato.
In linea con l'ottimismo già rilevato a livello globale, circa la metà (49%) delle PMI italiane intervistate ha dichiarato di aspettarsi una crescita dei ricavi di almeno quattro punti percentuale nei prossimi 12 mesi. Maggiore ottimismo è dimostrato dal 14% delle PMI italiane, che stimano un fatturato in crescita di almeno l'8% per lo stesso periodo.
Le PMI italiane sono altresì fiduciose riguardo al miglioramento della redditività: circa la metà degli intervistati (49%) prevede un aumento dell'utile netto pari ad almeno il 4% all'anno per i prossimi tre anni, mentre un ulteriore 19% prevede utili superiori all'8% per lo stesso periodo.

Un salutare ottimismo

All'interno di un quadro più ampio, a livello mondiale le PMI si sono dimostrate ottimiste a proposito dello stato di salute dell'economia internazionale per i prossimi dodici mesi. I decision makers delle PMI italiane mostrano una maggiore propensione ad essere ottimisti piuttosto che pessimisti in merito allo scenario economico internazionale (32% positivi, contro il 19% di negativi). Si sentono fiduciosi anche riguardo alle prospettive del mercato interno e risulta il doppio della probabilità che si sentano ottimisti piuttosto che pessimisti riguardo alla situazione economica del Paese (35% positivi, 19% negativi).

Incertezza economica e politica sono percepiti come opportunità

Nonostante l'ottimismo manifestato dalle Piccole e Medie Imprese verso lo scenario economico e l'evoluzione delle proprie attività, le aziende evidenziano anche alcune aree di preoccupazione. Sia per le PMI italiane che per quelle dei diversi Paesi analizzati, l'incertezza economica e politica nel proprio mercato domestico è vista come la minaccia più grande per il business.
Nello specifico, le PMI italiane sono preoccupate soprattutto dai cambiamenti regolatori. Inoltre percepiscono l'incertezza nei mercati europei in cui esportano come un'ulteriore minaccia per il proprio business: lo stesso sottolineano le altre PMI europee intervistate.
Ciononostante, le PMI italiane rispetto ai "peers" europei sono tra quelle che mostrano minore preoccupazione (26%), mentre quelle del Regno Unito (35%) registrano il maggior livello di preoccupazione.

Il focus resta sulla crescita del business e delle vendite come elemento trainante delle performance finanziarie

Le PMI si stanno concentrando sulle strategie di crescita e di espansione per migliorare le loro prestazioni finanziarie, sia a livello globale che in Italia: il 40% delle imprese italiane delinea come obiettivo prioritario per i prossimi tre anni la crescita della propria quota di mercato; una percentuale maggiore rispetto a quella delle PMI nei principali mercati europei. Inoltre, il 34% delle PMI italiane vede come chiave per lo sviluppo futuro la possibilità di crescere in nuovi segmenti del proprio mercato domestico.
Accanto alle strategie di crescita, le PMI italiane, si concentreranno sul miglioramento dell'efficienza operativa come strumento per raggiungere i propri obiettivi finanziari: un terzo degli intervistati (33%) lo considera un elemento chiave per il raggiungimento delle proprie performance finanziarie nel corso dei prossimi tre anni.

Aumentare le esportazioni come elemento di crescita

L'export si attesta come un fattore chiave nelle strategie di crescita di molte PMI a livello globale, e quelle italiane non fanno eccezione con circa un terzo delle imprese (31%) che identifica l'ingresso in nuovi mercati internazionali come una via per migliorare le proprie performance finanziarie nei prossimi tre anni. Circa la metà delle PMI italiane ritiene di essere pronta per iniziare una politica di crescita dell'export, con il 48% fortemente convinta che la propria azienda stia implementando un corretto piano per aumentare le vendite internazionali.
Ancor più significativo è il fatto che circa la metà delle PMI italiane crede che i tempi siano maturi per avviare le esportazioni e il 50% concorda che sia più semplice entrare in nuovi mercati adesso rispetto a tre anni fa.
La fiducia delle PMI italiane in merito alle esportazioni si riflette nelle loro proiezioni di fatturato: le società italiane che generano il 50% dei propri ricavi attraverso l'export crescerà significativamente - dal 19% di oggi al 32% - nei prossimi tre anni.

Differenziare le fonti di finanziamento per supportare la crescita

Circa la metà delle PMI italiane ha dichiarato di trovare difficoltoso l'accesso alle risorse finanziarie di cui hanno bisogno per la crescita del proprio business, mentre il restante 50% sostiene che flussi di cassa insufficienti influenzino negativamente la propria capacità di pagare i fornitori nei tempi stabiliti.
Il 42% si dichiara in qualche misura soddisfatto delle differenti soluzioni disponibili, mentre oltre un quarto (28%) degli intervistati è insoddisfatto delle condizioni concesse negli accordi finanziari.
In questo quadro emerge che attualmente le PMI per far fronte ai propri investimenti fanno affidamento principalmente su prestiti bancari (67%), sul capitale circolante (54%) e sui fidi concessi (44%).

Guardare oltre l'orizzonte di breve termine

La ricerca condotta ha interrogato i capiazienda delle PMI italiane anche sui loro obiettivi di lungo periodo. Mentre la crescita del fatturato (55%) e quella degli utili (51%) sono state identificate come una priorità - rispettivamente al primo e secondo posto nella lista degli obiettivi aziendali - solo un quarto (il 24%) ha dichiarato come obiettivo di lungo periodo l'importanza di creare un business sostenibile per le future generazioni. Mentre il 23% si è dimostrato concorde con l'affermazione per cui costruire una buona reputazione per l'azienda sia tra gli obiettivi principali di lungo periodo.

Secondo Carlo Liotti, Vice President & General Manager, Head of Global Commercial Payments, di American Express, "dopo anni di rallentamento dell'economia è molto incoraggiante respirare l'ottimismo e la fiducia dimostrata dalle PMI, cuore pulsante del nostro tessuto imprenditoriale. In questa ricerca l'Italia emerge più ottimista sotto molti aspetti rispetto al resto del mondo, con obiettivi di crescita importanti per il prossimo triennio. Le nostre imprese sono abituate a doversi confrontare costantemente con fattori di incertezza di mercato, del contesto politico e normativo, e questo le rende forti e capaci di affrontare nuove sfide e di prosperare anche in uno scenario frammentato e competitivo. American Express grazie al know-how, al proprio network globale e ad un set di strumenti innovativi dedicati, è un partner strategico per le imprese, un facilitatore nella gestione finanziaria del business per le PMI, un'opportunità in più per coloro che decidono di concentrare la pro-pria strategia su espansione e crescita internazionale".

Ulteriori aree prioritarie di investimento evidenziate dalle PMI italiane per i prossimi tre anni:

1. Rispondere rapidamente alle esigenze di cambiamento del mercato (il 73% degli intervistati)
2. Adeguamento tecnologico (66% degli intervistati)
3. Sviluppare e implementare un modello di business innovativo, che abbracci tutte le sfere aziendali: prodotti e servizi e nuovi modi di lavorare (62% degli intervistati)
4. Sviluppare e mantenere capacità e talenti (62% degli intervistati).



Fare Business


Condividi su LinkedIn numero di 22/03/2017
Torna al SOMMARIO






SEGUICI