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   numero di 01/02/2017
Fare Business

Automazione e lavoro: ottimismo tra gli imprenditori italiani
Scabbio (ManpowerGroup) secondo una nostra indagine globale presentata a Davos, le aziende italiane puntano sullo sviluppo professionale dei dipendenti per restare competitive sul mercato

La digitalizzazione e l'automazione del lavoro rappresentano un'opportunità: a rivelarlo è una ricerca di ManpowerGroup - dal titolo "Skills Revolution", presentata al World Economic Forum 2017 di Davos.
L'indagine, condotta tra 18.000 datori di lavoro in 43 Paesi del mondo, affronta il tema dell'impatto della digitalizzazione sull'occupazione e dello sviluppo di nuove competenze dei lavoratori.
I risultati rivelano che, a livello mondiale, oltre il 90% dei datori di lavoro intervistati prevede che la propria azienda verrà impattata dalla cosiddetta quarta rivoluzione industriale nei prossimi due anni, e che questo fattore influenzerà la caratterizzazione delle competenze dei lavoratori verso una sempre maggiore digitalizzazione, creatività, agilità e learnability - l'attitudine a rimanere costantemente aggiornati e a continuare ad imparare.
L'83% del campione intervistato ritiene che l'automatizzazione e la digitalizzazione del lavoro faranno crescere il totale dei posti di lavoro. Inoltre, si prevede che questi cambiamenti avranno un impatto positivo sull'aggiornamento delle competenze dei lavoratori, rispetto al quale i datori di lavoro prevedono di implementare specifici programmi formativi nel prossimo futuro.
Tra i 43 Paesi oggetto dell'indagine, è l'Italia ad aspettarsi il maggior incremento di nuovi posti di lavoro grazie alla quarta rivoluzione industriale al netto di un "upskillng", un aggiornamento delle competenze, con una creazione di nuovi posti di lavoro prevista tra il 31% ed il 40%.
Secondo Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterranea ed Europa Orientale ManpowerGroup, "la rivoluzione delle competenze ci mette di fronte ad una scelta obbligata, quella di affrontare un cambiamento culturale. Questo vale sia per le aziende, che hanno il compito di accompagnare i propri dipendenti verso un aggiornamento del proprio set di competenze, che per gli individui stessi proiettati verso il futuro. La formazione così come l'abbiamo intesa fino ad oggi non è più sufficiente: tutti noi dobbiamo partecipare attivamente a questa crescita personale. Oggi più che mai i leader devono essere responsabili e pronti allo stesso tempo".
Seguono - tra i Paesi più ottimisti - Portogallo, Guatemala, Perù e Panama, e subito dopo Stati Uniti, Sud Africa, Messico e Nuova Zelanda che prevedono una crescita compresa tra l'11 e il 20%. Si aspettano un incremento compreso tra l'1 e il 10% Regno Unito, Spagna, Canada e Giappone. Meno rosee invece le prospettive per i datori di lavoro di Germania, Francia, Finlandia, Svezia e Svizzera, secondo cui l'impatto potrebbe essere nullo o addirittura negativo (tra lo 0 e il - 9%). Chiude la classifica l'India, che prevede un calo dei posti di lavoro post quarta rivoluzione industriale intorno al -20/-30%.

A beneficiare degli effetti positivi della digitalizzazione del lavoro, conclude l'analisi, le professioni in ambito IT, Risorse Umane e Customer Facing, che si prevede registreranno un aumento di nuovi occupati del 26%, 20% e 15% rispettivamente.



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