Usa il mouse, frecce o sfoglia se touch
   numero di 03/06/2015
Idee e opinioni

Starace (ENEL): l'era del carbone sta per finire
Le cause sono le difficoltà economiche e le crescenti problematiche della sua implementazione. E non possiamo far nulla su questo se non prenderne atto. Per questo si punta su fonti rinnovabili e efficienza energetica

Aveva destato una certa curiosità un incontro tra una delegazione di Enel, guidata dall'Amministratore Delegato Francesco Starace, e Greenpeace, la cui delegazione era guidata dal direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo e da Andrea Purgatori presidente di Greenpeace Italia. La curiosità nasceva dal fatto che la visione di medio-lungo termine di un sistema energetico per larga parte basato su uscita dal carbone, generazione da fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica, sia oggi un elemento condiviso tra l'azienda e l'associazione.
E in una recente intervista al Financial Times, Starace ha ribadito la bontà della visione sulla riduzione di produzione di CO2, anche in vista della Conferenza di Parigi sul Clima.
"Io penso che le energy companies si stiano muovendo più o meno tutte nella giusta direzione", ha affermato Starace. "C'è una qualche incertezza sul come dovremmo essere più decisivi o attivi. Penso che sia arrivato il momento di prendere una posizione sulla questione. Noi abbiamo preso una posizione sulla strategia, e il cambiamento strategico deve essere inserito nella strategia stessa e questo è il motivo per cui Greenpeace ha detto che alla fine della giornata che se noi capiamo le vostre strategie, siamo molto più allineati di quello che pensavamo. Credo che se guardiamo più da vicino le strategie delle aziende, e loro tendono ad andare in quella direzione, penso che vi sia stata una forte spinta verso Parigi".
Enel condivide, infatti, le preoccupazioni sul clima globale espresse da gran parte della comunità scientifica internazionale e l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2°C. Per questa ragione Enel è pronta ad affrontare questa sfida e a porsi alla guida del settore per il raggiungimento di tale obiettivo. L'azienda ritiene fattibile il conseguimento della propria "carbon neutrality" anche prima del termine del 2050, aumentando in particolare i suoi già significativi investimenti nello sviluppo delle rinnovabili e nella promozione dell'efficienza energetica.
Ma le altre energy companies cosa ne pensano? Saranno necessari incontri congiunti per arrivare a qualche sorta di accordo?
"Penso che non ce ne sia bisogno", ha proseguito Starace nell'intervista. "Abbiamo idee più o meno simili in questo senso, e siamo più allineati di quanto pensassimo, noi e la gente. Questa era del carbone sta finendo, a causa delle difficoltà economiche e crescenti problematiche della sua implementazione. E non possiamo far nulla su questo se non prenderne atto".

Il Gruppo Enel ha già ridotto le emissioni specifiche di CO2 di oltre il 36% rispetto al 1990. Nel periodo 2007-2013 la riduzione è stata del 15%, raggiungendo così in largo anticipo l'obiettivo che era stato prefissato per il 2020 di 395 g/KWh.
La convergenza di vedute tra Enel e Greenpeace su questi ed altri temi costituisce un importante punto di partenza per verificare le rispettive proposte metodologiche e la maniera in cui politiche di sostenibilità ed una più consapevole gestione ambientale possano essere realizzate.



Idee e opinioni

numero di 03/06/2015
SOMMARIO di questa settimana

Condividi su LinkedIn




Continua a sfogliare per il prossimo articolo -->

*/ ?>