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   numero di 25/02/2015
Fare Business

I Direttori Finanziari italiani sono ottimisti e continueranno ad investire
Secondo un sondaggio di American Express, per l'83% delle aziende permane la stessa linea di investimenti rispetto al 2014, privilegiando lo sviluppo e il miglioramento del prodotto/servizio e del processo produttivo. Pochi gli investimenti in innovazione tecn

I Direttori Finanziari hanno maggiore fiducia per il 2015: ci si aspetta un'inversione di tendenza rispetto agli anni passati, con uno scenario macro-economico che dovrebbe registrare una sostanziale stabilità (44%) o addirittura una crescita moderata (29%), garantendo così un leggero aumento degli investimenti.
In un contesto in cui l'attenzione alla gestione del flusso di cassa e all'efficienza rimane alta, l'area della finanza è determinante (38%) o molto influente (32%) nella definizione delle strategie e delle scelte aziendali.
La ricerca è stata effettuata da American Express per valutare ed esplorare gli atteggiamenti dei Direttori Finanziari relativamente alla situazione economica attuale ed alle prospettive future.
A conferma di questo approccio più positivo, anche per gli investimenti previsti nel 2015 si è rilevata una sostanziale stabilità rispetto all'anno passato: infatti, quasi la metà degli intervistati (44%) continuerà ad investire più o meno come l'anno precedente, mentre il 39% addirittura prevede di investire di più.

Si investe per efficienza ed efficacia

Per affrontare le nuove sfide di mercato, si continuerà ad investire nelle attività principali dell'azienda, ossia sullo sviluppo di prodotti e servizi (29%) e sul processo produttivo (18%). Anche la ricerca e il presidio di nuovi mercati continua a essere un elemento importante (15%). Solo invece il 6% dei Direttori Finanziari ha dichiarato che investirà in innovazione tecnologica e digitalizzazione, nonostante sia universalmente riconosciuta la strategicità di investimenti in questo ambito.
In linea con l'importanza ricoperta dalla presenza internazionale delle imprese, i viaggi di lavoro continuano ad essere una voce di spesa rilevante, un elemento su cui le aziende investiranno stabilmente anche nel 2015, mentre il 24% prevede addirittura di aumentarle soprattutto in ottica di vendita, per incontrare clienti attuali e potenziali. La necessità di controllare i costi ha invece spinto il 14% degli intervistati a tagliare questo tipo di viaggi.
A livello strategico, anche per il nuovo anno, le parole d'ordine sono insieme efficienza ed efficacia: i Direttori Finanziari continueranno a monitorare attentamente la capacità aziendale di controllare e cercare di ridurre i costi e di soddisfare al contempo le necessità dei clienti per aumentare i ricavi. Questo potrebbe passare per un ripensamento della filiera produttiva, in cui le attività a minor valore aggiunto potrebbero venire affidate in outsourcing. Sembra quindi essere questa la strada preferita per restare competitivi.
"La fiducia che mostrano i direttori finanziari intervistati è sicuramente un segnale incoraggiante per il 2015. Dal nostro osservatorio emerge una ritrovata propensione all'investimento che affianca la tradizionale ricerca di una maggiore efficienza, ha commentato Piotr Pogorzelski, Vice President & General Manager Global Corporate Payments Italy, di American Express.

Il nodo dei pagamenti

Per quanto riguarda i termini di pagamento, la maggior parte dei Direttori Finanziari deve far fronte ad una situazione che determina un pesante sbilanciamento dei flussi di cassa: se infatti per i 2/3 degli intervistati i termini di pagamento dei fornitori non hanno subito variazioni (solo per il 28% i tempi si sono allungati, preferendo soprattutto l'opzione di pagamento a 90 giorni), nel caso dei pagamenti dei clienti, i tempi si sono allungati ben nel 42% dei casi, con opzioni a 90 e addirittura 120 giorni.

Per far fronte a questa situazione, la maggior parte delle aziende cerca ancora di negoziare i termini di pagamento con clienti e fornitori (53%), mentre solo il 18% utilizza carte di credito aziendali che invece consentono di dilazionare i pagamenti.
"Controllo dei costi e gestione degli squilibri del capitale circolante determinati da uno sbilanciamento dei termini di pagamento, continuano a rappresentare una sfida per le imprese italiane. Grazie alla profonda conoscenza dei nostri clienti e delle realtà in cui operano, siamo in grado di aiutarli ad avere un livello minuzioso di dettaglio delle spese, aiutandoli così ad ottenere notevoli risparmi sui costi grazie a una maggiore efficienza e una più semplice negoziazione con i fornitori", ha concluso Pogorzelski.

 



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