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   numero di 21/01/2015
Idee e opinioni

Moneta elettronica e moneta virtuale: differenze nell'utilizzo e nello scopo
Bottaro (Assiom Forex): Le due tipologie sono molo diverse. Il Bitcoin fornisce un sistema di pagamento molto più economico e più veloce di quello che è attualmente disponibile, soprattutto per i trasferimenti internazionali

L'Ufficio di informazione finanziaria per l'Italia (UIF) di Bankitalia, nel rapporto 2013, informava che "Le operazioni in Bitcoin [... ] non consentono di identificare i soggetti intervenuti nelle transazioni, facilitando lo scambio di fondi in forma anonima e l'utilizzo [...] nel contesto dell'economia illegale".
Partiamo da questa informativa dell'UIF sul Bitcoin, per definire meglio il campo di applicazione e l'impatto che questa nuova moneta insieme ad altri sistemi di pagamento virtuale stanno avendo sull'eCommerce e sul mercato finanziario. I regolatori internazionali stanno seguendo con molta attenzione le dinamiche complesse legate a questa nuova moneta, valutandone attentamente i vantaggi ed i rischi connessi, al fine di agevolarne l'utilizzo ma allo stesso tempo limitandone l'uso improprio. Spesso vi è confusione tra Bitcoin e moneta elettronica (e-money). Cerchiamo di chiarire il più possibile la differenza sostanziale tra i due metodi di pagamento.
Attualmente esistono due principali tipologie di monete elettroniche, le card-based e le software-based anche se lo sviluppo tecnologico e l'implementazione di nuovi strumenti informatici e di nuovi brevetti lascia pensare, in un futuro abbastanza prossimo, alla proliferazione di nuove forme di moneta elettronica.

La moneta elettronica

Nella moneta card-based, il valore monetario viene immagazzinato nel microchip che si trova sulla carta mentre nella software-based le disponibilità liquide dell'acquirente sono memorizzate in locale su di un file ed è il POS virtuale, fruibile online, che stabilisce un collegamento informatico con il computer dell'utilizzatore, sul quale è stato memorizzato tale file.
L'uso generalizzato di strumenti di pagamento elettronico, anche per acquisti di minimo importo, già diffuso in altri Stati comunitari (e non), è un obiettivo che l'Italia deve raggiungere nell'immediato futuro. Infatti il passaggio dalle banconote di carta alla moneta elettronica è un progetto ampiamente condiviso, perché persegue finalità che soddisfano esigenze pubbliche e private.
I sistemi di pagamento elettronici, seppur differenti tra loro, sono accumunati dall'uso di strumenti diversi dal contante. Per citare solo i più importanti e conosciuti, si va dal trasferimento elettronico di fondi tra banche, bonifici bancari, ai pagamenti tramite carte di credito e di debito fino ad arrivare ai pagamenti online.
La riduzione del costo del contante, stimato da Banca d'Italia in 8 Mld di Euro, la tracciabilità di tutte le transazioni, con evidenti riflessi positivi alla lotta contro il riciclaggio e l'evasione fiscale, la possibilità di creazione di nuove imprese attorno a questo business con ripercussioni importanti sul lato occupazionale e lo stimolo alla diffusione della cultura digitale sono sicuramente gli elementi positivi dell'introduzione della moneta elettronica.
Le principali tipologie di moneta elettronica, attualmente in circolazione, sono le carte di credito (circuito Mastercard, Visa e American Express e Diners), le carte di debito (esempio in Italia il circuito PagoBancomat), le carte prepagate e le carte a spendibilità limitata (di recente emissione).
Infine, c'è la versione online della carta prepagata, cioè la moneta elettronica computer-based o network-based ed è il ben noto sistema PayPal, nel quale l'utente si registra ed apre un conto precaricato, dal quale viene prelevato l'ammontare della transazione.
Purtroppo esistono dei seri rischi, legati a queste monete elettroniche: il rischio di frodi, derivante dall'uso delle carte, ed il rischio di speculazioni monetarie, difficilmente controllabili, di creazione incontrollata di liquidità, soprattutto in riferimento alla creazione di monete virtuali, sono gli elementi apparentemente ostativi ad uno sviluppo maggiore, almeno in Italia, di questa tipologia di moneta.
La moneta virtuale, o denaro digitale, è un tipo di moneta non regolamentato che viene rilasciato e di solito controllato dai suoi sviluppatori.
Tale moneta viene, di solito, utilizzata e accettata tra i membri di una specifica comunità virtuale.
Attualmente ci sono varie tipologie di moneta virtuale in circolazione sulla rete ma quelle che si vuole approfondire sono quelle con flusso bidirezionale poiché sono valute che sono più direttamente collegate con l'economia reale.
Le valute virtuali con flusso bidirezionale possono essere acquistate e vendute in base al tasso di cambio prevalente e possono essere utilizzate per l'acquisto di beni e servizi reali e virtuali, la più nota delle quali è il Bitcoin.

Il Bitcoin

I Bitcoin sono definiti, dallo stesso sito (bitcoin.org) "la prima valuta digitale decentralizzata". Il Bitcoin è stato lanciato nel 2009 come metodo di pagamento virtuale ed in virtu' della sua natura ha attirato l'attenzione sia degli investitori convenzionali così come il cosiddetto mercato illegale parallelo.
Il Bitcoin è una cripto-valuta, ossia il suo funzionamento si basa su una complessa serie di calcoli che hanno a che fare con la crittografia, in modo da garantirne la sicurezza. Un Bitcoin, come suggerisce il nome, è costituito da bit, ovvero da numeri, operazioni matematiche. Quindi non è una valuta con un supporto fisico quale una banconota o una moneta.
I Bitcoin sono la moneta digitale che viene scambiata sull'omonima piattaforma, definibile come un registro digitale di transazioni, che rende ogni spostamento di valuta pubblicamente visibile. Questa piattaforma, insieme alla crittografia della valuta, consente allo stesso tempo la garanzia e l'anonimato delle transazioni. Per effettuare queste operazioni correttamente e velocemente è necessaria un'elevata capacità di calcolo. Buona parte di questi calcoli è necessaria per verificare che le transazioni di denaro virtuale avvengano in modo lecito e sicuro. Questa verifica viene fatta da utenti specializzati nel cosiddetto "mining" denominati miner.
Un'altra caratteristica particolare del Bitcoin è relativa al numero massimo di monete in circolazione: l'algoritmo che regola la piattaforma prevede che si arriverà ad un massimo di 21 milioni di bitcoin, emessi in maniera controllata in funzione delle transazioni effettuate. Ad oggi siamo a circa 15 milioni ed il limite di 21 milioni, ossia la saturazione dell'algoritmo, sarà toccato nel 2140 (ovviamente la crescita non è proporzionale, difatti nel 2020 si avrà in circolazione già il 95% della disponibilità totale).

I pagamenti in bitcoin non richiedono intermediari né spostamenti fisici di valuta, e possono essere effettuati in qualsiasi momento verso persone o istituzioni in ogni parte del mondo. Evidentemente la moneta digitale attrae tutti coloro che hanno desiderio di fare acquisti in maniera rapida e su tutta la rete globale senza dover dipendere dalle società che erogano tali tipi di servizi in maniera più limitata. Allo stesso modo possono interessare le imprese che hanno così la capacità di vendere i propri prodotti in ogni parte del mondo, sempre libere da vincoli con gli istituti di credito.
Nonostante i rischi e l'uso improprio dei Bitcoin, i sostenitori di questa moneta virtuale ritengono che l'architettura peer-to-peer e le basse barriere all'entrata porteranno alla creazione di una generazione di servizi finanziari innovativi tanto quanto l'architettura aperta di Internet ha portato alla nascita di nuovi servizi on line e di un vero e proprio mercato virtuale, che non ha sostituito bensì ha affiancato quello reale.
I fautori di tale moneta sostengono che il Bitcoin fornisce un sistema di pagamento molto più economico e più veloce di quello che è attualmente disponibile, soprattutto per i trasferimenti internazionali. La vera e propria sfida sarà proprio quella dei Governi e dei politici internazionali che non devono fare l'errore di confondere la moneta elettronica con quella virtuale e che dovranno cercare di regolamentare il più possibile senza reprimere l'utilizzo di questa valuta, in modo da controllarne i rischi intrinsechi.

Riccardo Bottaro, Socio Assiom Forex

 



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