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   numero di 21/01/2015
Fare Business

Aledima: nuovo artigiano del RE-arredo: la vague del design "eco" trentina
Presentata a Progetto Manifattura la nuova linea di arredi di interni basati sul concetto di Recylce Unique: rispetto dell'ambiente, stile e personalizzazione

Eco-design, riuso, stile e branding. Questi i 4 ingredienti alla base della nuova linea di design di Aledima, astro nascente del RE-arredo, la nuova vague del mobile basato sul REclyce, REuse, Reduce (ovvero riciclo, riuso e riduzione di materiali impiegati). Il concept pop classico vede l'impiego di due tipologie inusuali di oggetti: materiali d'uso sanitario di scarto come gli ausili che vengono trasformati in colorate e vivaci poltroncine a brand REDO Upcycling, e pezzi di striscioni e banner pubblicitari che diventano morbidi quanto ergonomici divanetti o pouf riempiti di palline di polistirolo. In termini tecnici: un grande esempio di design recycle - upcycle. Semplicemente, riciclo/riuso.
Il prodotto di punta è Barbapapà, arredamento di interni: cartelloni pubblicitari in PVC o TNT (tessuti impermeabili e resistenti), destinati alle discariche una volta terminato l'evento per il quale sono stati creati, che tornano a vivere come oggetti di design e arredo, di interni ma anche esterni. Eleganti ma ottimi anche come strategia branding proprio per le imprese che avevano realizzato i banner. Indicati per eventi a impatto-zero, fiere o come cadeaux per i clienti più stimati.
"Ironia e morbidezza, si celano dietro questo nome buffo. Tutti i creativi dicevano: non funziona. Poi vedevano la poltrona dal vivo la provavano e dicevano. "effettivamente è assomiglia ai barbapapà" (il nome viene da una nota serie illustrata ndr)", ha commentato il designer Alessandro Dimauro. "Sono poltrone che si adattano al corpo di chi vi siede, comode, ma anche personalizzabili grazie agli striscioni utilizzati per realizzare ognuna di loro. Infine a seconda di come lavoriamo sul rivestimento possiamo usare il brand o come decorazione o come elemento identitario".
Per dare avvio al progetto Aledima ha scelto come show-room Progetto Manifattura, il primo hub della green-economy trentina, dove lavorano oltre 45 imprese specializzate in green. "Un luogo per startup green che identifica meglio il mio progetto e che offre importanti opportunità di appoggio e confronto con altri green-designer, ingegneri esperti di impresa", ha spiegato Dimauro.
Aledima coniuga attività imprenditoriale e sociale: organizza corsi di arte e design per bambini insieme all'artista trentino Matteo Boato, corsi basati sulla filosofia del riciclo, per insegnare loro come dietro ad un sacchetto di plastica possa nascondersi ad esempio un fantasioso abito di carnevale, e sensibilizzarli verso la raccolta differenziata. "Credo che oggi il design per comunicare valori non può prescindere dal dare rilievo alla dimensione sociale del processo, oltre che del prodotto. Solo così possiamo veicolare, specie ai più giovani, il grande tema del riuso/riciclo", ha aggiunto Dimauro.

In ultimo, ma solo in ordine temporale non certo per importanza, sta nascendo un "Network del riciclo". Secondo Dimauro l'obbiettivo è creare "un consorzio di aziende, designer, creativi, pubblicitari, enti pubblici,per mettere al centro del lavoro comune il riciclo, la sensibilità sociale del ciclo produttivo ed il Made in Italy per aiutare le aziende ad interfacciarsi con le realtà internazionali più avanzate da questo punto di vista".
 



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numero di 21/01/2015
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