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   numero di 12/11/2014
Finanza e investimenti

India: La piu' grande democrazia del mondo e' in fibrillazione
Secondo un report di Raiffeisen Capital Management, gli attuali sviluppi economici globali favoriscono l'economia del Paese. Dopo gli afflussi di capitali dall'estero, aumentano anche gli investitori locali

Il mercato azionario dell'India passa da un record all'altro e da parecchio tempo è uno dei più forti a livello mondiale. Negli ultimi cinque anni ha guadagnato circa il 60%. Con un aumento del 20% circa dall'inizio dell'anno, anche quest'anno sorpassa di gran lunga tutte le borse azionarie dei paesi sviluppati. Quanto potenziale avrà, dunque, ancora il mercato azionario indiano dopo questi guadagni? Un report di Raiffeisen Capital Management analizza la situazione del Paese.
Da tempo si sta concretizzando un enorme cambiamento, anche se non rappresenta sempre un vantaggio, e di recente si è fatta largo una certa agitazione in gran parte del Paese che conta 1,3 miliardi di abitanti. Dopo decenni di stallo politico sempre più accentuato, la vittoria schiacciante dell'opposizione ha fatto nascere nuove speranze di riforme radicali.
Il nuovo governo centrale guidato dal partito nazionalista indù BJP per la prima volta da anni non deve tener conto di innumerevoli partiti di coalizione e dei loro interessi speciali. La speranza che questo margine di manovra politico venga effettivamente sfruttato ha dato un forte impulso al mercato azionario. Allo stesso tempo, questo implica un certo rischio di delusione nel caso in cui tali aspettative non fossero soddisfatte.
Finora, tuttavia, il nuovo governo si sta comportando molto bene per quanto riguarda la lotta alla corruzione, la deregolamentazione e le riforme economiche. Inoltre, l'India trae vantaggio da diversi trend economici a livello globale. In questo senso, il calo significativo dei prezzi del petrolio ha nettamente limitato l'impatto del ridimensionamento delle sovvenzioni per diesel e benzina avvenuto in parallelo.
Come nessun'altro, il solido settore IT indiano approfitta del trend ininterrotto dell'esternalizzazione dei servizi (contabilità, call center, web hosting) e del boom delle applicazioni web-based. L'industria farmaceutica indiana, d'altra parte, si è posizionata bene sul mercato dei medicinali generici in crescita negli USA e si impegna sempre di più anche in Europa. Nel complesso, la crescita economica potrebbe di nuovo accelerare dall'attuale 5-6% al 7-8% p.a.
Uno dei maggiori punti deboli del Paese tuttavia è l'infrastruttura spesso insufficiente. La burocrazia e le casse dello Stato vuote hanno impedito numerosi progetti di espansione in passato. Ma anche qui si intravedono miglioramenti.
Il premier Modi intende sfruttare i suoi buoni contatti con il Giappone e i legami economici storicamente forti tra i due Paesi per sviluppare la rete stradale e ferroviaria. Inoltre, l'India è destinata a diventare un centro per la produzione industriale di beni di alta qualità. Per quanto riguarda la lotta all'inflazione, invece, si prevedono progressi solo modesti nel prossimo futuro. Di conseguenza, al momento non si attendono manovre importanti sui tassi d'interesse da parte della banca centrale.
Dopo che in un primo momento sono stati in particolare gli investitori stranieri a immettere capitali nel mercato indiano, di recente anche gli player locali sono tornati a investire. Dal punto di vista delle valutazioni, il mercato non è particolarmente caro, nonostante gli aumenti delle quotazioni, tuttavia, i complimenti già fatti, ora devono essere confermati da una crescita forte e duratura degli utili aziendali. Ci sono buone possibilità di riuscita; nell'esercizio finanziario in corso gli aumenti degli utili potrebbero raggiungere il 15% circa e, se tutto va bene, continuare così per i prossimi 4-5 anni. Ci potrebbero ovviamente essere dei problemi determinati da una congiuntura globale inaspettatamente debole, ma a questo proposito l'India, rispetto alla maggior parte degli altri Paesi emergenti, è molto meno sensibile.

In conclusione, secondo Raiffeisen Capital Management, "le azioni indiane hanno ancora un buon potenziale di rialzo anche nei prossimi anni e nei nostri fondi azionari corrispondenti stiamo tuttora sovraponderando il Paese. Nel breve periodo, però, agli aumenti dei corsi potrebbero far seguito delle correzioni significative, in particolare, se dovessero esserci delle delusioni riguardo alle riforme e all'andamento degli utili".

 



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