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   numero di 25/06/2014
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Imprese brasiliane scettiche sulle ricadute economiche dei Mondiali

Blankenstein (Grant Thornton Brasil): Quasi un terzo dei business leader ritiene che la costruzione degli stadi nella propria città abbia influito negativamente sulla vita quotidiana e soltanto il 40% crede che gli stadi verranno ben utilizzati una volta finito il torneo

Le imprese brasiliane sono molto meno entusiaste di ospitare l’evento rispetto a due anni fa. È quanto rivela la ricerca condotta da Grant Thornton nell’ambito dell’International Business Report (IBR) su un campione di 675 imprese brasiliane quotate e non, intervistate dal 2012 ad oggi. Tuttavia, nonostante poche imprese prevedano maggiori investimenti o maggiori profitti per il fatto che il Brasile ospiterà la competizione, la speranza è che i miglioramenti apportati alle infrastrutture e il maggior afflusso di turisti abbiano ricadute positive a lungo termine.

L’IBR rivela che la percentuale di imprese brasiliane che ritiene che ospitare i Mondiali si tradurrà in una crescita economica più rapida è scesa dall’80% del 1° trimestre 2012 a 33% soltanto nel 1° trimestre 2014. Allo stesso modo, solo l’11% delle imprese ora pensa di effettuare investimenti extra in vista dell’evento, contro il 23% nel 2012. Un ulteriore 19% di imprese prevede un incremento dei profitti, e il 52% ritiene che sarà il turismo il settore ad avere il maggior incremento dell’attività.

Madeleine Blankenstein, partner di Grant Thornton Brasile ha commentato: “L’entusiasmo delle imprese per i Mondiali è sicuramente diminuito man mano che la situazione economica brasiliana è andata peggiorando negli ultimi 24 mesi. Inizialmente c’era molta speranza tra le imprese che gli investimenti in infrastrutture necessari per preparare il Paese ad accogliere 600.000 turisti quest’estate – per non parlare di quelli previsti per le Olimpiadi nel 2016 – avrebbero dato impulso alle prospettive di crescita dell’economia a lungo termine. Avrebbe dovuto essere un’opportunità per mettere il Brasile nella vetrina globale, invece l’attenzione dei media internazionali si è focalizzata sui ritardi nella costruzione degli stadi e sulle proteste pubbliche contro sia il governo che la FIFA.”

Oltre due imprese su cinque prevedono che gli investimenti in infrastrutture – in particolare quelli nel settore dei trasporti – saranno il lascito più a lungo termine dei Mondiali (42%), con un ulteriore 26% che prevede un maggior afflusso di turisti. Tuttavia, quasi un terzo dei business leader ritiene che la costruzione degli stadi nella propria città abbia influito negativamente sulla vita quotidiana e soltanto il 40% crede che gli stadi verranno ben utilizzati una volta finito il torneo.

Madeleine Blankenstein ha aggiunto: “Come per il Nido d’uccello a Pechino e il Green Park Stadium di Città del Capo, è difficile immaginare l’Amazonas Stadium di Manaus ben utilizzato dopo l’evento, ma ci sono buoni esempi da seguire così che i nuovi stadi non cadano in disuso, in particolare quello della zona est di Londra in seguito alle Olimpiadi del 2012. L’evento ha permesso a questa parte trascurata della capitale inglese essere modernizzata e successivamente di attrarre significativi investimenti commerciali e residenziali.

Sfortunatamente alcuni dei miglioramenti negli stadi e nelle aree circostanti saranno portati a termine troppo tardi per i Mondiali di calcio. Tuttavia, c’è ora maggior consapevolezza nel governo e nel settore privato delle mancanze nelle infrastrutture e delle priorità, prima di tutto per preparare il Paese alle Olimpiadi e in secondo luogo affinchè una crescita sostenibile possa diventare realtà”.

 



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