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   numero di 16/04/2014
Finanza e investimenti

Domanda di mutui delle famiglie: +9,6% nel I trimestre 2014
Capecchi (CRIF): Siamo ancora lontanissimi dai livelli di pre-crisi, ma il trend è positivo. La prudenza del mercato confermata anche dal calo dell’importo medio richiesto

Il mese di marzo appena concluso ha fatto registrare un nuovo incremento nel numero delle richieste di mutui da parte delle famiglie italiane: +10,0% rispetto al corrispondente mese del 2013 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi). Per la seconda volta negli ultimi tre mesi la crescita raggiunge la doppia cifra. Il dato di marzo porta la domanda aggregata a livello di primo trimestre 2014 a segnare un incremento del +9,6% rispetto al pari periodo dello scorso anno e in recupero rispetto ai valori del 2012.
Nonostante il segno positivo accompagni l’andamento mensile della domanda di mutui dal luglio dello scorso anno, occorre però sottolineare come la distanza rispetto agli anni precedenti risulti ancora significativa, con volumi quasi dimezzati.
“La ripresa della domanda di mutui che si è consolidata negli ultimi 3 trimestri è sintomatica della crescente fiducia da parte delle famiglie, dopo un biennio in cui il mercato aveva di fatto toccato il fondo, e del progressivo ritorno ad una situazione di 'normalità' per quanto su livelli ancora molto distanti rispetto ai periodi pre-crisi", commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF. “Questo non significa che il comparto abbia definitivamente messo alle spalle questa difficile fase ma, piuttosto, al risultato positivo registrato in questi ultimi mesi possono aver contribuito congiuntamente diversi fattori, non ultimi un'offerta più dinamica da parte degli Istituti finalizzata a stimolare il mercato, tassi più appetibili nonché la flessione, seppur lieve, dei prezzi degli immobili residenziali".
Per altro, la perdurante prudenza che ancora caratterizza i comportamenti delle famiglie è confermato dall’importo medio richiesto che a marzo risulta in ulteriore calo, attestandosi a 123.331 Euro e toccando il valore più contenuto dall’inizio delle rilevazioni del Barometro. Prendendo in considerazione il primo trimestre dell’anno, l’importo medio è stato pari a 124.778 Euro rispetto ai 127.621 Euro del primo trimestre del 2013.
Per quanto riguarda la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo, invece, si conferma la preferenza delle famiglie italiane verso le fasce più basse: nel I trimestre dell’anno la classe prevalente è stata quella compresa tra 0 e 75.000 Euro, con una quota del 28,6% (in aumento di 2,5 punti percentuali rispetto al pari periodo del 2013), seguita da quella compresa tra i 100.000 e i 150.000 Euro (28,4%).
Relativamente alla distribuzione della domanda di mutui per fascia di durata, infine, la classe compresa tra i 25 e i 30 anni si conferma quella maggiormente richiesta, attestandosi a una quota pari al 28,2% del totale, anche se in lieve calo (-0,6 punti percentuali) rispetto al I trimestre 2013.

"In questa fase gli Istituti di credito dispongono di maggiore liquidità da impiegare ma alla luce di una qualità del credito che ancora sconta la fragilità dei bilanci familiari, condizionati da un tasso di disoccupazione che si conferma su livelli record e dalla frequente contrazione dei redditi disponibili, anche nell'immediato futuro è plausibile che l’offerta possa mantenersi selettiva”, conclude Capecchi. “Al contempo, le famiglie si stanno confermando estremamente attente nell'individuazione delle soluzioni in grado di incidere il meno possibile sul reddito disponibile, richiedendo un importo più contenuto rispetto al passato e allungando i piani di rimborso".



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