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   numero di 09/04/2014
Fare Business

Nel quarto trimestre 2013 in calo protesti e ritardi nei pagamenti
Secondo Cerved Group, diminuisce del 9,4% su anno il numero di società protestate. in calo anche i tempi di liquidazione delle fatture: dagli 83,8 gg del quarto trimestre 2012 ai 79,3 gg dello stesso periodo 2013

Gli ultimi tre mesi del 2013 confermano la positiva inversione di tendenza del trimestre precedente, sia sul versante dei protesti, sia dei ritardi nei pagamenti.
“L’uscita in massa dal mercato delle società più fragili – commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group – documentata dalla nostre analisi sulle chiusure d’impresa, coincide nell’ultima parte dell’anno con un miglioramento delle condizioni economiche – finanziarie delle aziende che hanno resistito alla crisi”.
I dati analizzati da Cerved, leader in Italia nell’analisi delle imprese e nello sviluppo dei modelli di valutazione del rischio di credito, indicano una netta caduta del numero di società protestate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra ottobre e dicembre si contano 59mila aziende cui è stato levato almeno un protesto, il 13,7% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2012. Per il secondo trimestre consecutivo il calo interessa non solo le imprese individuali (-15,8%), per cui il miglioramento è in atto dalla fine del 2012, ma anche le altre forme giuridiche: si riduce infatti del 9,4% il numero di imprese non individuali protestate, portando così il numero complessivo per l’intero anno a quota 42mila, l’1,8% in meno rispetto al 2012.
A livello annuale, nell’ambito delle imprese non individuali, si riscontrano segnali positivi in tutti i settori analizzati anche se il fenomeno rimane a livelli storicamente alti nelle costruzioni e nel terziario. Proprio l’edilizia si conferma il comparto caratterizzato dalla maggiore diffusione del fenomeno, con indici quasi doppi rispetto al resto dell’economia: è stato protestato un assegno o una cambiale al 3% delle aziende del comparto contro l’1,6% dell’industria. Anche il terziario, pur facendo registrare un calo dei protestati dell’1,7% rispetto al 2012 rimane a livelli elevati (quasi 23mila aziende protestate), superiori rispetto a quelli toccati durante la recessione del 2009.
Dal punto di vista geografico, la riduzione del fenomeno dei protesti interessa tutta la Penisola a eccezione del Nord–Est che, nonostante il lieve calo dell’ultimo trimestre, non riesce a invertire il trend negativo dei primi nove mesi del 2013. Nell’intero anno si sono registrate quasi 5mila imprese protestate nell’area, il 2,1% in più rispetto al 2012. Il Nord–Ovest evidenzia una diminuzione del fenomeno del 2,4%, il Mezzogiorno dell’1,2% mentre il Centro traina il miglioramento con un -3,8%.

Le abitudini dei pagamenti

Le statistiche tratte da Payline – il database di Cerved Group che raccoglie le abitudini di pagamento di 2,5 milioni di imprese – evidenziano un generale miglioramento nei pagamenti tra le imprese nell’ultimo trimestre dell’anno, che segue i segnali positivi già evidenziati nel terzo trimestre.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, negli ultimi tre mesi del 2013 si è ridotto il valore dei mancati pagamenti delle fatture in scadenza, dal 36,3% al 35,7%. “Inoltre, – prosegue De Bernardis – dopo un lungo periodo, è tornata ad aumentare la quota di transazioni che prevedono l’anticipo della merce e il pagamento differito della stessa, un segno di rinnovata fiducia nel rapporto cliente-fornitore. Anche i dati sulle fatture liquidate nell’ultimo trimestre confermano il trend positivo: tra il 2012 e il 2013 si sono ridotti di 4,5 gg i tempi medi di pagamento, con un calo dei ritardi medi che passano da 23,2 a 20,4 giorni”.

Tempi più rapidi di liquidazione delle fatture sono stati accompagnati da un aumento della presenza di imprese puntuali: la percentuale di aziende che regolano le fatture entro i tempi concordati con i fornitori è passata dal 43,9% al 45%. Questo fenomeno è stato accompagnato da una netta riduzione delle imprese in grave ritardo: si riduce dal 10,8% all’8,6% la presenza di realtà che sforano le scadenze pattuite di oltre 60gg. Casi quest’ultimi che spesso sfociano in mancati pagamenti o veri e propri default.
I dati indicano inoltre che questo miglioramento interessa tutte le fasce dimensionali e tutta l’economia con poche eccezioni negative come la filiera dell’auto, in cui le aziende in grave ritardo è continuata a incrementare anche negli ultimi mesi del 2013.



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