L'Europa perde il suo fascino e il suo futuro è a rischio
Tempi duri per Bruxelles e la situazione si farà ancora peggiore il prossimo anno. L'Unione Europea vede il suo appeal in caduta libera presso i cittadini delle diverse nazioni. Ultima prova, il referendum in Islanda che ha bocciato solo l'ipotesi di sedersi al tavolo delle trattative per unirsi alla UE. Sovranità ittica, territoriale (sull'Artico) e monetaria sono stati i fattori chiave. Nessun decreto imposto da burocrati lontano dall'isola e che rispondono a logiche spesso opache o controproducenti.
Tutto ciò nonostante la martellante e costosa campagna messa in atto dalla Commissione, con tanto di soliti sondaggi truccati sui media, che ha ricevuto uno schiaffo completamente inatteso.
Ma sarà nel 2027 che si vedranno i veri fuochi d'artificio.
Si voterà infatti in Italia, Germania e Francia, e i partiti del centrodestra o di destra sono ampiamente favoriti.
E la Commissione Europea e il Parlamento sono a maggioranza socialista, PPE e di sinistra.
In Italia Meloni è stata indicata dal Times come la "nuova Merkel". Viene infatti descritta come "una leader capace di tenere compatta la coalizione, aumentare il prestigio internazionale dell'Italia e diventare una presenza centrale nei vertici mondiali mentre attorno a lei cambiavano governi e premier". E viste le difficoltà dei suoi avversari, dovrebbe esser confermata.
In Germania AfD (Alternative für Deutschland) viaggia ormai intorno al 30%, e per mandarla all'opposizione si dovrebbero creare alleanze improbabili, rendendo impossibile governare il Paese.
In Francia Marine Le Pen è data come strafavorita sia al primo che al secondo turno di elezioni. Difficile che dalle urne esca un risultato diverso, anche perché - diciamolo chiaramente - nessuno vuol prendersi la responsabilità della futura e necessaria austerity con cui la Francia dovrà confrontarsi. Peraltro, situazione economica analoga in Germania, dopo la fine del surplus commerciale e l'inizio di spesa a debito del cancelliere Merz.
E pure in Spagna il governo Sanchez è sotto attacco per come ha gestito l'assalto dei migranti dal Marocco a Ceuta, rivelando l'ipocrisia e l'inefficacia della sua politica e della strategia economica, che vede una disoccupazione al 10%.
Il rischio reale è che l'Europa sarà governata da esecutivi euroscettici o quantomeno tiepidi su molti dossier, in primis le politiche industriali, fiscali e l'Ucraina.
In tutto questo la Commissione prosegue tetragona con la propria agenda, che prevede accelerazioni su spese militari e altre misure che impatteranno ancora di più su imprese e famiglie. Del resto, 10 mila miliardi di risparmi depositati nelle banche fanno gola a molti e potrebbero essere "smobilizzati" per decreto per esser investiti nell'economia sotto una cabina di regia europea, come ha ben spiegato recentemente Von der Leyen agli imprenditori francesi, che ammutoliti non hanno affatto applaudito alla fine del discorso.
Chissà perché.
Claudio Gandolfo

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