Intersections 2026: intelligenza artificiale, retail media e magia della scelta
Fattori (IAB Italia): l'evento ha unito tecnologia, contenuti e intrattenimento per i brand
La scorsa settimana si è celebrato Intersections, una due giorni molto densa di contenuti. È stato un grandissimo piacere poter incontrare e parlare con così tante persone. Questo piccolo speciale è partito proprio con un'intervista a Erika Fattori, presidente di IAB Italia, che ha fatto un po' gli onori di casa insieme alle cinque associazioni che hanno lavorato intorno a questo grande evento.
Come vi siete avvicinati all'evento e come si sono preparate le varie associazioni?
Per noi Intersections è stato un momento importantissimo, l'occasione in cui abbiamo messo pienamente a sistema i tanti punti di vista delle diverse realtà partecipanti. Ovviamente IAB Italia è stata il cuore pulsante e l'aggregatore principale di questi contenuti, affiancata chiaramente da tutte le altre associazioni. Per questa edizione abbiamo messo insieme oltre 400 speaker e 100 workshop per riuscire a decodificare il mercato.

Un mercato che in quel momento si trovava chiaramente sotto il cappello dell'intelligenza artificiale, ma non solo. I fenomeni che abbiamo descritto sono stati tantissimi: dalle Connected TV al Retail Media, fino a tutti gli altri aspetti collegati alla comunicazione e al marketing digitale. La sfida più grande di questa edizione è stata proprio quella di mettere in bilanciamento sia la componente tecnica, sia la componente fondamentale del contenuto.
È stato un anno particolare: l'anno precedente l'intelligenza artificiale stava arrivando ma non era ancora mainstream, mentre in questa edizione sembrava comandare tutto.
Sì, comandava già tutto. Sono emersi dei dati del Next European Payment Report che ci dicevano che il 48% di chi utilizzava l'intelligenza artificiale aveva effettuato un acquisto o una prenotazione proprio sulla base delle raccomandazioni di strumenti come ChatGPT. Questo fenomeno aveva ormai raggiunto una maturità molto rilevante ed era quindi diventato fondamentale, per i brand, mettere a fuoco due cose.
Da una parte bisognava dominare la tecnica per farsi trovare, entrando in una logica nuova di performance media, di tagging e di ranking dei contenuti; questo aspetto lo abbiamo affrontato con l'aiuto di tantissime aziende e startup presenti a Intersections, che ci hanno aiutato a padroneggiare questa componente. L'altra faccia della medaglia riguardava invece ciò che determinava quel singolo secondo capace di far scegliere un brand piuttosto che un altro. Lì era più complicato trovare la ricetta, perché bisognava ragionare su tutte quelle leve "soft" legate al piacere della scelta: mettere in bilanciamento i ricordi di una bella esperienza passata o la prefigurazione del beneficio che una marca ci avrebbe dato.
Era più complesso, ma abbiamo ricordato la fortuna di vivere in Italia, un Paese meraviglioso che aveva già nel proprio DNA l'arte, la poesia, la cultura e la storia. Si trattava quindi di attivare anche quelle leve che facevano parte del nostro patrimonio, mantenendo un approccio aperto capace di mettere in equilibrio tutti gli elementi e comporre il valore e la "magia della scelta", fatta di segnali forse più deboli, ma potentissimi in termini di azione.
Al di là dell'incontro con tutti i vostri partner di settore, Intersections è diventato anche un evento sempre più "pop" grazie alla presenza di molti ospiti: da cosa è dipesa questa svolta?
Questa svolta è derivata dal fatto che la manifestazione non era soltanto un evento per imparare, ma anche un'occasione per connettere le persone, non a caso si chiamava Intersections. Nella logica del networking, la scelta fatta per quell'anno dai diversi team delle varie associazioni partecipanti è stata proprio quella di portare dei contenuti che fossero legati anche all'intrattenimento. Abbiamo avuto ospiti come Giacomo Poretti e Geppi Cucciari, e anche Fedez e Mr. Marra che hanno registrato lì il loro podcast.
Alla fine, la logica è stata quella di parlare, da un punto di vista più industriale, di tutta la filiera; e in questa filiera, per definizione, c'erano ormai anche i creator, i contenuti e l'intrattenimento. Lo abbiamo visto anche attraverso i tanti palchi tematici: uno per tutti, giusto per citare un piccolo esempio, è stato quello legato allo sport marketing, dove abbiamo analizzato cosa volesse dire unire il valore dei posizionamenti legati alle sponsorizzazioni sportive insieme alle strategie di brand. È stato quindi un vero mix: da una parte il media, dall'altra la creatività, sicuramente tutto ciò che riguardava la tecnologia, ma anche tantissimi contenuti.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
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