Il divario tra ambizione AI e trasformazione reale nelle aziende italiane
Montanino (Avanade): occorre integrare l'AI nelle strategie aziendali, riprogettare i processi e accompagnare l'evoluzione delle competenze e dei ruoli
Avanade ha pubblicato il Build Beyond Limits: AI Reality Report. Lo studio evidenzia un netto scollamento tra la maturità dichiarata nella intelligenza artificiale e i cambiamenti effettivi nei processi aziendali.
A livello globale, il 77% delle organizzazioni si definisce in una fase consolidata, avanzata o "AI-first", mentre il 72% ha fiducia nella capacità dei propri team di usare l'AI. Tuttavia, solo il 18% afferma di aver ristrutturato radicalmente il modo di operare grazie all'AI. Inoltre, il 75% dei partecipanti ritiene che le imprese si presentino più mature di quanto siano realmente.
Lo studio ha coinvolto 3.600 decision-maker in 11 mercati (Nord America, EMEA, Asia-Pacifico e Giappone). Gli intervistati provengono da aziende con fatturato annuo superiore a 500 milioni di dollari, attive nei settori finanziario, dei beni di consumo, energia, sanità, manifatturiero, retail, distribuzione e trasporti.

In Italia, il 68% dei rispondenti ritiene il proprio team in una fase consolidata, avanzata o "AI-first". Solo il 12% dichiara che l'AI abbia trasformato radicalmente il lavoro quotidiano. Il 72% crede che le imprese continuino a focalizzarsi sul miglioramento dei processi esistenti anziché ripensare il modello operativo.
L'esigenza di accelerare la trasformazione è riconosciuta dall'82% dei manager italiani. Tra le difficoltà più citate troviamo:
- integrazione dell'AI con sistemi e dati aziendali (47%).
- preparazione della forza lavoro e carenza di competenze (39%).
- sicurezza, privacy e conformità normativa (39%).
- difficoltà di integrazione o scalabilità delle soluzioni AI (34%).
- governance dei dati e gestione dei rischi (dato non specificato, ma implicito). Il 55% degli intervistati ritiene che i benefici dell'AI non siano ancora sufficienti a giustificare gli investimenti. Solo il 5% delle aziende ha riprogettato radicalmente il proprio modello operativo, mentre il 46% ha effettuato modifiche parziali e il 36% interventi significativi.
Chris Howarth, CEO di Avanade, ha dichiarato: "L'AI non è più una questione puramente tecnologica, ma di trasformazione. La nostra ricerca mostra che, sebbene le organizzazioni stiano ottenendo valore dall'intelligenza artificiale, molte continuano ad applicarla ai modelli di lavoro esistenti, anziché ripensare ciò che è possibile realizzare. L'opportunità non consiste semplicemente nel tenere il passo, ma nell'andare oltre i limiti attuali. Stiamo già osservando ciò che diventa possibile quando le organizzazioni vanno oltre i benefici in termini di produttività e riprogettano i flussi di lavoro attorno all'AI".
"Per le imprese italiane, la sfida non è più soltanto adottare l'intelligenza artificiale, ma riuscire a trasformarla in una leva concreta di cambiamento e crescita. Oggi il rischio è limitarsi a utilizzare l'AI per rendere più efficienti attività e processi già esistenti, senza cogliere l'opportunità di ripensare in profondità il modo in cui le aziende operano e creano valore. È proprio su questo terreno che si giocherà la capacità delle organizzazioni di ottenere un ritorno reale dagli investimenti: integrare l'intelligenza artificiale nelle strategie aziendali, riprogettare i processi e accompagnare l'evoluzione delle competenze e dei ruoli. Governance, sicurezza e centralità delle persone saranno determinanti per rendere questa trasformazione concreta e sostenibile nel tempo", ha commentato Paolino Montanino, Amministratore Delegato di Avanade Italia.
"L'intelligenza artificiale è entrata in una fase di maggiore maturità e l'obiettivo per le aziende non è più soltanto sperimentare nuove soluzioni, ma creare le condizioni per adottarle su larga scala e generare risultati concreti. Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal divario tra le ambizioni delle organizzazioni e la reale capacità di sostenere l'adozione dell'AI. Colmare questo divario richiede solide basi in termini di governance dei dati, sicurezza e integrazione dei sistemi. Senza queste condizioni, il rischio è quello di moltiplicare iniziative isolate, senza riuscire a trasformarle in valore per il business. Il passaggio cruciale, oggi, è superare la fase di sperimentazione e adottare un modello in cui l'intelligenza artificiale sia integrata nei processi aziendali in modo sicuro, scalabile e sostenibile", ha aggiunto Roberto Chinelli, AI Lead di Avanade Italia.
Il report conclude che la vera trasformazione richiede non solo tecnologia, ma anche governance, sicurezza e una forza lavoro adeguatamente formata. Solo integrando l'AI nelle strategie aziendali, rinnovando processi e ruoli, le imprese potranno tradurre gli investimenti in valore reale e sostenibile.

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