Eredi sotto pressione: la consulenza finanziaria chiave nel Great Wealth Transfer | BusinessCommunity.it
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04/11/2026

economia

Eredi sotto pressione: la consulenza finanziaria chiave nel Great Wealth Transfer

Henriques (Capital Group): la ricezione di un'eredità comporta spesso decisioni finanziarie, legali e amministrative immediate, prima ancora che molti eredi abbiano avuto il tempo di definire gli obiettivi che intendono perseguire

Una indagine condotta da Capital Group sul "Grande Trasferimento di Ricchezza" evidenzia una diffusa insicurezza tra gli eredi nel gestire il patrimonio ricevuto. Il 91% dei soggetti intervistati ha effettuato la prima operazione finanziaria rilevante entro tre mesi, ma solo il 18% si è sentito pienamente a proprio agio nelle settimane successive. Guy Henriques, President, Europe and Asia-Pacific Client Group di Capital Group, ha dichiarato: «La ricezione di un'eredità comporta spesso decisioni finanziarie, legali e amministrative immediate, prima ancora che molti eredi abbiano avuto il tempo di definire gli obiettivi che intendono perseguire con il patrimonio ricevuto. La nostra ricerca evidenzia come questa pressione possa tradursi in opportunità mancate: molti eredi, infatti, dichiarano che avrebbero voluto investire una quota maggiore dell'eredità. Una consulenza finanziaria di fiducia può fare davvero la differenza, aiutando gli eredi a gestire la complessità, a prendere decisioni con maggiore sicurezza e a definire un piano d'investimento di lungo periodo. In Capital Group lavoriamo al fianco dei gestori patrimoniali, mettendo a disposizione analisi e approfondimenti sugli investimenti e una prospettiva di lungo termine per aiutarli ad accompagnare la prossima generazione di eredi». 
La mancanza di un quadro di riferimento solido può tradursi in opportunità perse, soprattutto per chi avrebbe voluto destinare una quota maggiore dell'eredità a investimenti.

I risultati più rilevanti dell'indagine sono sintetizzati nei cinque punti seguenti:

- Il 91% degli eredi ha agito entro tre mesi dall'eredità.
- Solo il 18% si è dichiarato pienamente sicuro nelle prime settimane.
- Il 19% esprime piena soddisfazione per l'impiego del patrimonio.
- Il 60% avrebbe preferito investire una quota più alta in strumenti finanziari o previdenziali.
- Il 49% segnala difficoltà dovute all'eccessiva varietà di opzioni o a consigli contrastanti.
Il ruolo della consulenza finanziaria appare determinante: il 78% degli intervistati ritiene che un rapporto consolidato con un consulente abbia facilitato le decisioni iniziali, mentre il 70% riconosce l'influenza della consulenza sull'utilizzo del patrimonio. Inoltre, l'88% indica un supporto emotivo fornito dal professionista, oltre alla guida tecnica. Nonostante ciò, meno della metà (48%) ha seguito integralmente i suggerimenti ricevuti; la percentuale scende al 42% tra le donne.

Le donne mostrano una propensione maggiore a integrare la consulenza professionale con strumenti digitali, amici, familiari e soluzioni basate su intelligenza artificiale: il 73% utilizza piattaforme digitali rispetto al 62% degli uomini, il 78% si affida a contatti personali contro il 68% maschile e il 69% ricorre a AI rispetto al 56% dei colleghi maschi.
La Generazione Z emerge come segmento più dinamico: il 54% ha individuato un nuovo consulente finanziario dopo l'eredità, contro il 38% della Generazione X e il 28% dei Baby Boomer. Inoltre, il 24% della GenZ investe esclusivamente per rendimento, rispetto all'11% della GenX e al 5% dei Baby Boomer.


In Italia la pressione a decidere rapidamente è più marcata: il 59% degli eredi italiani ha compiuto la prima operazione rilevante nei giorni o settimane successive, rispetto al 43% a livello globale, e il 36% ha agito immediatamente, contro il 14% globale. Solo il 14% si è sentito pienamente a proprio agio nelle prime settimane, rispetto al 18% globale.
Gli italiani si affidano a un ecosistema di informazione più ampio: l'87% ha consultato un consulente finanziario, mentre il 80% ha integrato la consulenza con piattaforme digitali (vs67% globale), l'83% con amici e familiari (vs72% globale), il 50% con social media e finfluencer (vs30% globale) e il 50% con reti di contatti professionali (vs32% globale). Le donne italiane utilizzano i social media al 53%, contro il 32% a livello mondiale.


Infine, la traduzione dei consigli in azioni concrete è più frequente in Italia: il 60% degli eredi italiani ha seguito integralmente le indicazioni ricevute, rispetto al 48% globale. Tra le donne italiane la percentuale sale al 57%, contro il 42% delle donne a livello internazionale.

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