Daria Dodonova: strategia di crescita e innovazione per il futuro di MediaWorld
Festeggiare i 35 anni consolidando il primato dell'azienda grazie a solidi risultati finanziari
MediaWorld festeggia 35 anni di presenza in Italia delineando una strategia proiettata al 2030, fondata su espansione della rete fisica, innovazione digitale e sviluppo delle aree di crescita. In un settore complesso, la leadership si misura sulla capacità di costruire fiducia e valore sostenibile. Daria Dodonova, CFO di MediaWorld, racconta i traguardi superati, gli investimenti strategici e l'ambizione di consolidare il primato nell'esperienza omnicanale attraverso risultati finanziari solidi, sviluppo dei servizi e una relazione sempre più stretta con partner e clienti.
Qual è il bilancio del percorso compiuto rispetto alle promesse fatte negli ultimi anni?
Non partiamo da una semplice promessa, ma da risultati concreti e misurabili. Rispetto agli obiettivi fissati 3-4 anni fa per il mondo offline, online e per le aree di crescita, abbiamo superato tutti i nostri traguardi. Nel canale fisico avevamo previsto 150 punti vendita e oggi contiamo 153 store attivi sul territorio italiano. Nel digitale, nei primi tre trimestri dell'anno fiscale 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025, il traffico è cresciuto del 7% e l'assortimento è aumentato del 10%, raggiungendo una base di 15 milioni di clienti omnicanale. Le Growth Areas hanno registrato un incremento superiore al 32% nei primi tre trimestri dell'anno fiscale 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Complessivamente, nei primi tre trimestri dell'anno fiscale 2026 le vendite sono aumentate del 5% e gli investimenti del 16% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Se guardiamo al percorso dal 2020 ad oggi, i ricavi generali sono cresciuti del 15%, le vendite digitali del 40% e la nostra quota di mercato ha raggiunto il livello record del 29,7% nel panel di riferimento.

In che modo intende proseguire l'espansione della rete di negozi fisici nei prossimi anni?
La presenza offline rimane una priorità fondamentale per garantire un'esperienza omnicanale integrata e distintiva. Nei prossimi 4-5 anni l'obiettivo è raddoppiare il ritmo di sviluppo, aprendo più di 50 nuovi punti vendita. Già per la prossima peak season sono previste 5 nuove aperture, seguite da più di 12 store nel 2027, tra cui il punto vendita in formato Smart in Piazza Gae Aulenti a Milano. I negozi non sono più considerati meri punti di vendita come avveniva in passato, ma si stanno evolvendo in centri dedicati all'esperienza del cliente, alla consulenza e all'offerta di servizi avanzati. In Italia la capillarità è un fattore determinante: l'apertura di uno store fisico genera un beneficio diretto anche sulle vendite online, poiché moltissimi clienti utilizzano i negozi per il ritiro dei prodotti e per accedere ai servizi post-vendita.
Qual è la visione per affermare la leadership nell'esperienza omnicanale rispetto ai competitor puramente digitali?
La nostra ambizione è diventare il punto di riferimento numero uno nell'esperienza omnicanale. La nostra forza risiede nella sinergia tra rete fisica e canali digitali. Sul fronte eCommerce puntiamo a raddoppiare il business potenziando la velocità delle consegne, la personalizzazione dell'assortimento e l'assistenza, implementando soluzioni basate sull'AI per semplificare la ricerca e ottimizzare i tempi di spedizione. Questo percorso è guidato dalla strategia di gruppo Moments of Trust, pensata per rafforzare la fiducia in ogni interazione, dal primo contatto online alla consulenza in negozio. L'efficacia di questo approccio è dimostrata dal Net Promoter Score, che nei primi tre trimestri del FY26 ha raggiunto la quota record di 68 punti, con il target di arrivare a 80 entro il 2030.
Su quali leve puntate all'interno delle aree a maggior potenziale per diversificare il business?
La diversificazione del modello di business è stata avviata per creare fonti di valore stabili e complementari al retail tradizionale. Le direttrici principali comprendono Marketplace, Services & Solutions, Retail Media, Retail-as-a-Service e Private Label. Nel Marketplace puntiamo a raggiungere la posizione di primato nel settore. Per quanto riguarda Services & Solutions, stiamo razionalizzando la gamma per concentrarci sulle soluzioni a maggior valore aggiunto e coprire l'intero ciclo di vita del prodotto, dall'installazione alle opzioni di ricondizionato e circolarità. Il Retail Media si sta rivelando una leva strategica ad alta marginalità rispetto alla vendita diretta dei prodotti. Infine, sulle Private Label manteniamo obiettivi di crescita elevati e sviluppiamo partnership di grande visibilità, come la collaborazione avviata con Robbie Williams.
Come viene preparato il personale di vendita per gestire l'evoluzione dei servizi e delle tecnologie in negozio?
La formazione continua e la definizione delle priorità operative sono due pilastri centrali. Per la preparazione dei team utilizziamo il programma strutturato Casa MediaWorld, un framework interno sviluppato in diretta collaborazione con i principali produttori. In occasione del lancio di nuovi prodotti di rilievo, i nostri partner partecipano alla formazione del personale in store per illustrare le innovazioni tecnologiche. Allo stesso tempo, abbiamo razionalizzato l'operatività quotidiana focalizzando il lavoro delle persone in negozio su un massimo di 3-5 priorità strategiche, evitando dispersioni. Questo consente ai collaboratori di accompagnare i clienti anche nell'uso di nuove dotazioni come le casse self-service e di concentrarsi sulla qualità della consulenza, con l'obiettivo di portare l'indice di soddisfazione dei dipendenti (NPP) a 55 entro il 2030.
In che modo la solidità finanziaria e i risultati raggiunti stanno modificando i rapporti con partner e operatori immobiliari?
Negli ultimi 18 mesi la rilevanza strategica di MediaWorld nei confronti dei fornitori e dei partner del settore immobiliare è aumentata in modo consistente. Dal 2020 ad oggi abbiamo destinato circa 200 milioni di euro in investimenti per la trasformazione digitale, le infrastrutture e l'espansione della rete fisica. Presentare risultati economico-finanziari solidi e mantenere le promesse di crescita ci ha posizionati tra i primi interlocutori del mercato. Questo cambio di passo si avverte chiaramente anche nell'ambito dello sviluppo immobiliare: se in passato dovevamo muoverci attivamente per individuare nuove opportunità sul territorio, oggi sono gli stessi sviluppatori e proprietari a proporre progetti, come confermano i numerosi incontri registrati durante gli ultimi eventi di settore a Milano. Una struttura efficiente e diversificata ci permette così di generare valore sostenibile nel lungo periodo per tutto l'ecosistema.

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