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28/10/2026

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Previdenza complementare: 12 milioni di aderenti accelerano la digitalizzazione

Sertorio (Kirey): l'obiettivo non è standardizzare indiscriminatamente, ma rendere i processi più affidabili, tracciabili e aggiornabili nel tempo, senza aumentare il carico operativo delle funzioni interne

La Previdenza complementare registra a fine giugno 2026 oltre 12 milioni di posizioni, con un incremento di 558mila unità rispetto a dicembre 2025, secondo i dati COVIP. Michela Sertorio, Business Line Manager - BU Pension Funds di Kirey, descrive il comparto come in rapida espansione, ma evidenzia la necessità di avvicinare un servizio complesso alle aspettative degli utenti.
Fino a poco tempo fa, l'adesione a un fondo pensione implicava pratiche lunghe, modulistica complessa e numerosi passaggi intermedi, gravando sia sugli iscritti sia sui fondi, che dovevano gestire flussi frammentati e operazioni manuali. "Oggi chi si avvicina alla previdenza complementare porta con sé le abitudini maturate in altri ambiti finanziari, desiderando comprendere con immediatezza la propria situazione, seguire le richieste, accedere ai servizi e compiere operazioni in autonomia, attraverso esperienze digitali semplici e affidabili", spiega Sertorio.

La Legge di Bilancio 2026, pubblicata a luglio, amplia le opzioni per gli aderenti nella fase di erogazione delle prestazioni e modifica i processi amministrativi dei fondi. Non si tratta solo di recepire le novità entro i termini previsti, ma di trasformarle in servizi disponibili, governabili e tempestivi, adottando soluzioni tecnologiche flessibili e integrate.
Le recenti evoluzioni normative impongono ai fondi una riflessione oltre il semplice rispetto delle disposizioni: la compliance diventa un elemento di competitività. La digitalizzazione semplifica l'onboarding, riduce la burocrazia legata a firmi e verifiche e, con l'ampliamento delle prestazioni, richiede una gestione fluida anche nella fase post-adesione, consentendo agli iscritti di controllare e gestire la propria posizione nel tempo.

Un'infrastruttura modulare è fondamentale per rispondere a queste esigenze. Sertorio spiega: "È fondamentale guardare alla tecnologia non come un insieme di funzionalità da aggiungere, ma come un'infrastruttura strategica modulare e integrata". Ciò implica interventi puntuali su regole, parametri di calcolo e workflow amministrativi, mantenendo coerenza con i sistemi esistenti e continuità operativa.
Sul piano applicativo, la flessibilità deve coprire sia il backend (gestione pratiche, motori di calcolo, verifiche, liquidazioni) sia il frontend (aree riservate, autenticazione sicura con OTP, tracciamento richieste). Un'architettura cloud-first, dotata di sicurezza, resilienza e disaster recovery, tutela i dati e garantisce la continuità dei servizi.


In un contesto normativo destinato a evolvere, l'obiettivo non è aggiungere singole funzionalità, ma disporre di un'infrastruttura capace di assorbire i cambiamenti lungo l'intero processo. È indispensabile affiancare la tecnologia a competenze di dominio sulla previdenza complementare, comprendendo logiche amministrative, vincoli regolamentari, esigenze operative dei fondi e aspettative degli aderenti. Solo una visione end-to-end permette di collegare regole, processi, sistemi e canali digitali, dalla gestione della pratica all'erogazione del servizio.
"L'obiettivo non è standardizzare indiscriminatamente, ma rendere i processi più affidabili, tracciabili e aggiornabili nel tempo, senza aumentare il carico operativo delle funzioni interne. Questo rafforza la capacità di governo e audit del fondo e, allo stesso tempo, permette di offrire agli iscritti un'esperienza più chiara e continua", prosegue Sertorio. 

Ogni fondo opera con specificità organizzative e relazionali proprie; pertanto, accanto a soluzioni solide e modulari, è cruciale disporre di interlocutori capaci di adattare l'applicazione al contesto e di supportare le funzioni interne nei percorsi di trasformazione.


"Per la previdenza complementare non si tratta quindi solo di garantire l'adeguamento alle nuove disposizioni, ma di cogliere questa occasione per ripensare i propri servizi e prepararsi a rafforzare nel tempo la relazione con i propri iscritti, trasformando la complessità in un'esperienza semplice e di qualità", conclude Sertorio.

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