Identità digitale e IA: la nuova frontiera della sicurezza in Italia | BusinessCommunity.it
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23/09/2026

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Identità digitale e IA: la nuova frontiera della sicurezza in Italia

Capitanio (Deloitte): le organizzazioni che sapranno integrare tecnologie, dati e modelli di governance efficaci potranno non solo rafforzare la sicurezza, ma trasformarla in un reale vantaggio competitivo

L'Italia sta colmando il divario con la media europea nell'uso di internet, nella connettività domestica e nelle competenze digitali. Nel 2025, il 79,5% delle PMI ha almeno un livello base di intensità digitale, rispetto al 72,8% della media EU20 secondo Eurostat. Parallelamente, circa 12milioni di cittadini hanno impiegato la CIE per accedere a servizi online negli ultimi dodici mesi, facendo dell'identità digitale un'infrastruttura di fiducia. Il rapporto "Identità Digitale, Intelligenza Artificiale e Fiducia by Design", redatto da Deloitte, evidenzia che l'intelligenza artificiale è la leva per evolvere l'identità da semplice autenticazione a valutazione dinamica del rischio in tempo reale, prevenendo frodi e rendendo più fluide le procedure di onboarding.

Identità digitale e intelligenza artificiale - afferma Luigi Capitanio, Strategy and Business Design Leader di Deloitte Emea - si configurano come architetture sempre più complementari e interdipendenti. La prima garantisce fiducia, sicurezza e interoperabilità in linea con l'evoluzione normativa mentre la seconda ne amplifica il valore, abilitando il passaggio da una logica di semplice verifica a una valutazione dinamica del rischio in tempo reale. Le organizzazioni che sapranno integrare tecnologie, dati e modelli di governance efficaci potranno non solo rafforzare la sicurezza, ma trasformarla in un reale vantaggio competitivo".
"La fiducia nelle interazioni - dichiara Manuel Pincetti, Managing Partner di Monitor Deloitte - è il prerequisito fondamentale per garantire la stabilità e lo sviluppo responsabile dei mercati digitali, soprattutto al fine di valorizzare gli investimenti in innovazione realizzati negli ultimi anni. Sostenere lo sviluppo in quest'ambito significa orchestrare diversi fattori abilitanti come infrastrutture digitali resilienti, gestione efficace dei dati, interoperabilità e sicurezza, in modo da permettere al nostro Paese di assecondare comportamenti di consumo sempre più orientati al digitale in ambito bancario e non solo".

La digitalizzazione della popolazione è cresciuta a un tasso annuo composto del 3,3%, quasi il doppio della media EU20, riducendo il gap da 14 a meno di 4 punti percentuali. Il 94,1% delle famiglie italiane è connesso, quasi al pari del 94,5% europeo. Nel 2025 i pagamenti digitali hanno raggiunto 518 miliardi di euro (+7% rispetto al 2024) e l'e-commerce 62,8 miliardi (+8%). Tuttavia, solo il 43,5% dei cittadini utilizza servizi pubblici online, contro il 66,7% della media EU20. L'arrivo dell'EUDI Wallet, previsto dal regolamento eIDAS 2.0, estenderà l'identità digitale alla gestione di credenziali verificabili (documenti, titoli di studio, patente) con la "selective disclosure" che consente di condividere esclusivamente le informazioni richieste. Il report di Deloitte mostra che l'IA consente il passaggio dalla verifica statica a una valutazione continua della fiducia: uno studio su 1,85 milioni di transazioni bancarie ha ridotto del 54% i falsi positivi rispetto a sistemi basati su regole fisse. Le principali applicazioni identificate includono:

- fraud detection in tempo reale, con modelli capaci di individuare anomalie e comportamenti sospetti.


- digital onboarding evoluto, che integra verifica documentale automatizzata, biometria e controlli KYC/AML.
- continuous authentication, per monitorare costantemente l'affidabilità dell'interazione e rilevare segnali di compromissione.
- personalizzazione dei servizi, combinando identità, dati comportamentali e transazionali nel rispetto della privacy.
- IA agentica, in grado non solo di generare output ma anche di pianificare ed eseguire azioni per conto dell'utente.
La sinergia tra identità digitale e IA non si limita al settore bancario. In sanità, può supportare triage digitale e monitorare l'aderenza terapeutica; nei trasporti, favorire la manutenzione predittiva delle infrastrutture; nel consumer, i 14 milioni di italiani che hanno pagato con wearable o smartphone nel 2025 (+40% rispetto al 2024) creano un terreno fertile per agenti IA nell'e-commerce, con previsioni che ne attribuiscano il 25% delle vendite entro il 2030. Tuttavia, l'IA introduce rischi emergenti: deepfake, furti di identità sintetica, phishing potenziato da IA e bias nei dati, che possono minare accuratezza, equità e conformità al quadro normativo europeo. La sfida per le organizzazioni pubbliche e private sarà costruire architetture di fiducia che integrino IA, identità digitale, gestione dei dati e governance del rischio fin dalla fase di progettazione.




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