Cyberattacchi in Italia: +38% di minacce, budget sicurezza in forte crescita
Battelli (Deloitte): la progressiva digitalizzazione di servizi, pagamenti e infrastrutture critiche rendono la sicurezza una componente strategica per il sistema economico e finanziario, la tutela di cittadini e imprese e la continuità del business
L'Agenzia per Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha segnalato che nel 2025 le attività ostili sono state 2.729, con una media mensile di 227 eventi, rispetto ai 165 del 2024 (+38%). Gli incidenti con impatti confermati sono saliti a 615 (+7%). Il rapporto "Cybersecurity, Frodi e Data Privacy" di Deloitte, Knowledge Partner di WeSec, evidenzia che la digitalizzazione di servizi, pagamenti e infrastrutture critiche rende la sicurezza informatica strategica per la continuità del business e la fiducia di cittadini e imprese.
"La progressiva digitalizzazione di servizi, pagamenti e infrastrutture critiche contribuisce a rendere la sicurezza informatica una componente strategica per la resilienza del sistema economico e finanziario, la tutela della fiducia di cittadini e imprese e la continuità del business. Per il settore bancario, la cybersicurezza rappresenta un fattore abilitante dell'innovazione digitale e, sempre più, dell'adozione sicura dell'Intelligenza Artificiale, oltre che una componente essenziale del risk management e della conformità al quadro regolamentare europeo", afferma Fabio Battelli, Enterprise Security Leader di Deloitte.

Il Rapporto Clusit 2026 conta 507 incidenti gravi in Italia nel 2025, contro 357 nel 2024 (+42%), pari al 9,6% del totale globale di 5.265 casi. L'Osservatorio del Politecnico di Milano stima una spesa nazionale in cybersecurity di 2,78miliardi di euro per il 2025 (+12%), con incrementi più marcati nella Pubblica Amministrazione (+28%), nel Finance (+22%) e nella Logistica e Trasporti (+18%).
Le grandi imprese hanno subito attacchi: il 34% ha subito almeno un attacco nel 2025, il 3% ha registrato impatti operativi, il 57% ha avviato una revisione dei piani di risposta e il 70% prevede un aumento del budget per la sicurezza nel 2026.
Nel sistema di pagamenti, i dati della Banca d'Italia mostrano un tasso di frode di 3euro ogni 100.000euro transati (0,003%) e 10 operazioni fraudolente ogni 100.000 transazioni nel secondo semestre 2025. Le carte usate nell'e-commerce hanno un tasso di frode del 0,060% in valore, rispetto allo 0,006% per i POS fisici.
La Polizia Postale ha trattato 51.560 casi nel 2025, di cui 27.085 riconducibili al cybercrime, con somme sottratte superiori a 269milioni di euro (+16% rispetto al 2024). L'impiego dell'IA per frodi è in crescita: voci clonate, deepfake e phishing personalizzato aumentano la sofisticazione degli attacchi.
Le notifiche del Garante della Privacy sono state 2.415 nel 2025 (+10% rispetto all'anno precedente), con sanzioni superiori a 37milioni di euro, focalizzate soprattutto sulle carenze delle misure di sicurezza.
Settore bancario: maturità alta grazie a regolamentazioni europee, ma emergono rischi legati a manipolazione del pagatore, bonifici istantanei e credenziali vendute su mercati illeciti.
Sanità: la quota di attacchi nel campione Clusit è scesa all'1,8% nel 2025, ma la vulnerabilità rimane elevata per i dati sanitari di alto valore e la tolleranza zero all'indisponibilità dei servizi.
Trasporti e Logistica: incidenti aumentati del 134,6% nel 2025 (Clusit), con campagne DDoS e integrazione IT/OT che amplifica il rischio di interruzioni operative.
Pubblica Amministrazione: oltre 1.100 eventi registrati dall'ACN nel 2025; il 28% degli incidenti italiani (Clusit) sono attacchi dimostrativi, spesso legati a banche dati pubbliche e fornitori web compromessi.
Manifatturiero: il 16% degli attacchi globali colpisce organizzazioni italiane, con ransomware che colpisce soprattutto le PMI e convergenza IT/OT che genera fermi di produzione.
Energia: bersaglio di phishing mirato, con rilevanza sistemica per criminalità organizzata e attori statali.
L'IA generativa è documentata da ACN, Clusit ed ENISA come acceleratore di campagne di phishing e spear-phishing più credibili, automatizzando fasi dalla ricognizione alla creazione di codice maligno. Nelle frodi, le voci clonate e i video deepfake supportano truffe e falsi investimenti, mentre gli agenti basati su IA stanno assumendo ruoli più autonomi, riducendo i tempi di risposta dei difensori.
"ll quadro che emerge dal report evidenzia come la variabile decisiva sarà la capacità di governo del rischio", conclude Daniele Frasca, Senior Partner di Deloitte. "In questo contesto emergono cinque priorità per gli organi di vertice: portare il rischio cyber stabilmente nell'agenda del Board; spostare il baricentro dalla sola protezione alla resilienza; rafforzare il presidio del fattore umano e delle identità digitali; governare l'IA contemporaneamente come leva di difesa e nuova fonte di rischio; estendere infine il presidio all'intera filiera digitale di tutti i fornitori. Anche la compliance deve evolvere in questa direzione: GDPR, NIS2, DORA, CRA e AI Act non possono essere gestiti come esercizi separati, ma devono convergere in un framework integrato di rischio e controllo".

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