L'87% dei consumatori non si fida completamente dell'AI e verifica le informazioni sul web
Bersini (The Trade Desk): l'AI accelera l'accesso alle informazioni ma la fiducia resta cruciale. I brand devono puntare su credibilità e media premium
The Trade Desk, azienda indipendente nel settore dell'advertising technology, ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta con PA Consulting. Lo studio analizza il ruolo dell'intelligenza artificiale, dell'open internet e dei media premium nei percorsi di ricerca, valutazione e acquisto dei consumatori.
Il dato più rilevante mostra che il 77% degli utenti prevede un aumento dell'utilizzo dei motori di ricerca basati sull'AI. Tuttavia, l'87% dichiara di non fidarsi completamente di questi strumenti, preferendo verificare le informazioni su altre fonti dell'open internet. Inoltre, il 95% del tempo digitale dei consumatori si svolge al di fuori degli ambienti AI, includendo CTV, podcast, app mobile, siti web e open web.

Le principali conclusioni della ricerca sono:
- due consumatori su tre considerano affidabili gli strumenti di AI per attività semplici, ma non per decisioni ad alto impatto.
- l'88% non si sente a proprio agio nell'utilizzare esclusivamente l'AI per scelte importanti.
- i consumatori sono 1,6 volte più propensi a completare un acquisto sull'open internet rispetto a un percorso concluso tramite AI.
- due consumatori su tre ritengono che l'ispirazione generata dall'AI sia meno originale e creativa rispetto a quella umana.
- il valore dei contenuti media premium cresce, poiché gli utenti cercano fonti autorevoli per confermare le informazioni.
"L'AI sta cambiando profondamente il modo in cui le persone accedono alle informazioni, ma non elimina il bisogno di fiducia, anzi lo rende ancora più urgente", ha commentato Angela Bersini, General Manager Italy di The Trade Desk. "Per i brand, questo significa ripensare la propria presenza digitale non solo in funzione della visibilità immediata, ma anche della credibilità che riescono a costruire nel tempo. Essere intercettati da un sistema di AI è importante, ma essere scelti da un consumatore richiede familiarità, autorevolezza e presenza negli ambienti in cui le persone si informano davvero".
Il rapporto evidenzia che l'AI velocizza la scoperta iniziale, sintetizzando le opzioni e orientando il consumatore. Tuttavia, la fase decisiva si sposta verso l'open internet, dove le persone approfondiscono, confrontano e validano le informazioni su siti editoriali, piattaforme di comparazione, recensioni e contenuti specialistici.
In questo contesto, i media premium assumono un ruolo centrale. Poiché gli algoritmi tendono a omogeneizzare i risultati, i brand devono offrire contenuti originali, riconoscibili e di alta qualità per emergere.
"I marketer dovrebbero costruire strategie capaci di presidiare entrambe le dimensioni: da un lato la capacità di essere riconoscibili e leggibili dagli ecosistemi AI, dall'altro la presenza continuativa negli ambienti premium dell'open internet, dove fiducia, preferenza e decisione prendono forma", ha concluso Bersini. "L'AI può rendere più efficiente la scoperta, ma la costruzione di una marca resta un processo umano, fatto di coerenza, contesto, qualità dei contenuti e relazione con ambienti percepiti come autorevoli. In un mondo sempre più automatizzato, la fiducia diventa il vantaggio competitivo più importante".
In sintesi, la sfida per le imprese non è solo essere trovate dagli algoritmi, ma essere scelte dalle persone. La fiducia diventa il vantaggio competitivo più importante in un panorama sempre più automatizzato.

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