Distretti industriali: fatturato 343 mld, export +0,9% e un futuro di investimenti
Secondo un report di Intesa Sanpaolo, i distretti fanno leva su una maggiore solidità patrimoniale, buoni livelli di redditività e una forte capacità di presidiare i mercati internazionali
Intesa Sanpaolo ha pubblicato la diciottesima edizione del Rapporto Economia e finanza dei distretti industriali, evidenziando che, nonostante il rallentamento della crescita globale, i distretti italiani hanno mantenuto un fatturato di circa 343miliardi di euro nel 2024. La redditività resta solida, con un EBITDA margin dell'8%, quasi pari al picco del 2023. Il patrimonio netto sul passivo è salito al 36,6% nel 2024, segnando un miglioramento di 2,6 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Le disponibilità liquide, pari al 9% dell'attivo, garantiscono capacità di autofinanziamento per gli investimenti futuri.
L'export dei distretti ha registrato una crescita dello 0,9% nel 2025, mantenendo un avanzo commerciale di 97,4miliardi di euro, cioè circa l'85% del surplus manifatturiero nazionale. La diversificazione geografica ha favorito l'espansione verso Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna, mercati che hanno mostrato i maggiori aumenti in valore. Nuovi accordi commerciali tra UE e Mercosur, India, Australia e Messico offrono ulteriori opportunità di crescita, soprattutto per i settori già presenti in queste aree.
Le imprese di dimensioni medie e grandi hanno consolidato la loro importanza: rappresentano quasi il 60% del fatturato totale, mentre includendo le medie imprese la quota sale all'83%. Questo nucleo di aziende capofila è affiancato da numerose piccole e micro imprese che forniscono componenti chiave, soprattutto nei settori della moda e delle calzature sportive, dove le relazioni di prossimità sono strategiche.
Il rapporto individua un gruppo di imprese "champion", pari al 7% del totale, caratterizzate da EBITDA margin superiore al 20% e da elevata internazionalizzazione e innovazione. Queste imprese, spesso a conduzione familiare, guidano la produttività, l'occupazione e la crescita salariale, con una presenza più marcata di realtà medie e grandi.
L'analisi dei consigli di amministrazione mostra che la presenza di manager giovani è associata a una crescita più dinamica e a una maggiore propensione a investire in qualità, sostenibilità e asset immateriali. Le imprese guidate da under 35 mostrano migliori aspettative di crescita, un più forte orientamento all'export e una maggiore capacità di affrontare le difficoltà di approvvigionamento.
Per il 2026 le priorità di investimento dei distretti si concentrano su tre aree chiave:
- impianti di autoproduzione di energia.
- soluzioni di intelligenza artificiale (AI).
- sistemi di cybersecurity.
Le politiche di welfare aziendale, smartworking, premialità sul raggiungimento degli obiettivi, riconciliazione lavoro-vita privata e formazione sono considerate le leve più efficaci per attrarre e trattenere talento qualificato.
Le strategie emergenti puntano alla difesa del mercato statunitense, all'esplorazione di nuovi mercati, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità. Questi fattori di competitività sono rafforzati dalla vicinanza alle forniture, alla presenza di competenze locali, enti di formazione e centri di ricerca, elementi che hanno sostenuto anche il successo dei cinque poli aerospaziali descritti nel rapporto, concentrati in Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia, responsabili del 90% dell'export del settore in Italia.

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