L'eCommerce italiano genera 993 miliardi di valore: il ruolo della rete del valore digitale | BusinessCommunity.it
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01/07/2026

marketing

L'eCommerce italiano genera 993 miliardi di valore: il ruolo della rete del valore digitale

Liscia (Netcomm): la filiera genera 293 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13% del PIL, coinvolge 2,2 milioni di occupati e contribuisce con circa 69 miliardi al sistema fiscale del Paese

Il valore complessivo dell'eCommerce in Italia è pari a 993 miliardi di euro, di cui 293 miliardi di valore aggiunto (13% del PIL previsto per il 2025) e 700 miliardi di consumi intermedi. Ogni euro speso online genera 5,6 di euro di valore economico lungo l'intera catena produttiva.
Occupazione e fiscalità: il settore impiega 2,2 milioni di persone (circa il 9% della forza lavoro nazionale) e contribuisce con 69 miliardi di euro di imposte dirette e indirette nel 2025.
L'evento Digital Value Chain Impact, organizzato da Netcomm presso lo Spazio Esperienza Europa "David Sassoli", ha presentato la ricerca "Il contributo della rete del valore digitale alla competitività del sistema Italia", realizzata in collaborazione con Nomisma. La ricerca scompone la filiera dell'e-commerce in tre macro-fasi interdipendenti:

- Operatori del canale (piattaforme e merchant);

- Fornitori di materie prime;

- Servizi di supporto (logistica, marketing, data analytics, packaging, sistemi di pagamento).

"Il commercio digitale è oggi una delle leve più strategiche dell'economia italiana: la filiera genera 293 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13% del PIL, coinvolge 2,2 milioni di occupati e contribuisce con circa 69 miliardi al sistema fiscale del Paese. Ogni euro speso online ne attiva 5,6 lungo l'intera catena produttiva: ciò dimostra cosa significa rete del valore: l'e-commerce non è un canale a sé, ma un'infrastruttura che mette in connessione imprese, competenze, logistica, pagamenti e occupazione, rafforzando l'intero tessuto economico", commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. "Eppure il nostro Paese sconta ancora un ritardo rispetto alla media europea su tre fronti interconnessi: la maturità digitale delle imprese, le competenze della forza lavoro e la capacità di crescere sui mercati esteri attraverso i canali digitali. È un divario non solo tecnologico, ma strutturale e culturale, che si colma solo con interventi coordinati tra politica industriale, formazione e quadro regolatorio. Per liberare il potenziale dell'Italia serve una politica industriale dedicata, che riconosca il commercio digitale come settore strategico e accompagni la sfida decisiva: la digitalizzazione delle PMI, cuore del nostro tessuto produttivo. Dobbiamo formarle, sostenerle e farle crescere, anche sui mercati internazionali, all'interno di un quadro normativo più semplice e armonizzato. La rete del valore del commercio digitale può diventare una leva di competitività per l'intero sistema Italia, a condizione che le istituzioni, in Italia e in Europa, scelgano la strada della semplificazione e dell'armonizzazione: norme proporzionate, applicabili dalle imprese e capaci di mettere al centro il cittadino-consumatore senza frenare l'innovazione".

Ritardi rispetto alla media europea: l'Italia resta indietro su tre fronti, maturità digitale delle imprese, competenze della forza lavoro e capacità di esportare tramite canali digitali. La soluzione proposta è una politica industriale dedicata, con normative più semplici e armonizzate a livello europeo, per favorire la digitalizzazione delle PMI, cuore del tessuto produttivo.
Andamento delle vendite B2C: nel 2025 le vendite e-commerce raggiungeranno 178 miliardi di euro, di cui 73 miliardi B2C e 105 miliardi B2B e B2G. Il tasso di penetrazione B2C supera il 13% del consumo totale degli italiani, con 62% di e-shoppers.


Export digitale: dal 2023 al 2025 l'export digitale è cresciuto del 9%, contro il +3% dell'export complessivo. L'indagine Netcomm-Nomisma evidenzia che il 20% delle aziende considera l'e-commerce il principale canale di vendita all'estero, il 26% lo usa come canale strategico di accesso al mercato e il 49% prevede investimenti nei canali digitali per l'export entro i prossimi tre anni.
Comportamento dei consumatori: l'87% degli intervistati ha effettuato acquisti online negli ultimi 12mesi. Le motivazioni principali sono prezzi più bassi (52%) e comodità (42%), quest'ultima particolarmente apprezzata dai Baby Boomers (51%). Le categorie più acquistate online sono: viaggi e soggiorni (hotel 63%, treni 56%, voli 55%), servizi (biglietti eventi e streaming 55%, assicurazioni 40%) e beni fisici (elettronica/elettrodomestici e abbigliamento 49%).


I marketplace generalisti sono i più utilizzati (83% dei rispondenti, picco 87% tra la GenX). Nei pagamenti, le carte tradizionali mantengono la quota maggiore (78%), ma i wallet digitali stanno guadagnando terreno, con il 45% degli utenti e il 50% della GenZ che li adotta.
Acquisti da Paesi extra-UE: il 44% degli italiani compra almeno la metà dei prodotti da mercati fuori dall'Unione Europea, con una maggiore propensione tra Millennials e GenZ. Una tassa fissa di 2 euro sui piccoli pacchi extra-UE sposterebbe il 31% degli utenti a ridurre gli ordini, il 30% a comprare meno frequentemente ma di importo maggiore, e il 17% a rinunciare del tutto, mentre solo il 22% manterrebbe le proprie abitudini.


Intelligenza artificiale (AI): il 44% degli intervistati utilizza assistenti virtuali o AI, facendo crescere la frequenza degli acquisti online (+38%) e l'importo medio speso (+30%). Il 71% di chi usa l'AI la impiega per orientare le decisioni d'acquisto, soprattutto tra Millennials (80%) e GenZ (79%). Le attività più comuni sono la ricerca di informazioni (51%), il confronto di alternative (42%) e la lettura di recensioni (32%). Entro il 2030, il 53% prevede un incremento dell'uso dell'AI per gli acquisti online, con un ulteriore 5% che intende adottarla entro la fine del decennio.
"Le potenzialità del settore sono indubbie, tanto che in questo scenario quasi 1 azienda su 2 prevede di investire entro i prossimi tre anni nei canali digitali per supportare il proprio export, confermando il ruolo strategico dell'e-commerce per ridurre le barriere all'ingresso e creare reti distributive efficienti", ha dichiarato Emanuele Di Faustino, Head of Industry & Retail di Nomisma.




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