Il settore italiano delle macchine per calzature, pelletteria e conceria cerca nuova spinta di crescita
Bergozza (Assomac): il vero rischio oggi è rappresentato dal progressivo indebolimento degli ecosistemi produttivi che generano valore, innovazione e occupazione. Proponiamo un tavolo permanente di filiera
Il comparto italiano delle tecnologie per calzature, pelletteria e conceria continua a registrare una flessione avviata nel 2023, ma conserva punti di forza unici: competenze tecnologiche riconosciute a livello globale, solide basi patrimoniali e una quota export pari al 27% del mercato mondiale. Per invertire la tendenza è necessario un approccio sistemico che includa una politica industriale favorevole, investimenti mirati e un'integrazione più stretta tra tutti gli attori della filiera.
I dati del Centro Studi Assomac mostrano che, dopo un calo del 12% nel 2024, la produzione nel 2025 è scesa dell'11%, attestandosi a 512 milioni di euro. L'export rimane il motore principale, mentre la domanda di macchine da conceria è diminuita del 24,49%, quella da pelletteria del 9,80% e quella da calzatura del 4,08%; i ricambi e la manutenzione sono rimasti sostanzialmente stabili.
Nel 2025 l'Italia ha mantenuto la seconda quota di mercato globale (27%) contro il 42% del 2005. La Cina, supportata da sussidi fino a otto volte superiori alla media OCSE, è salita al 49% del mercato, diventando il principale esportatore grazie a prezzi competitivi e capacità di servire grandi volumi. L'Italia, pur riducendo i volumi, ha puntato su qualità, lusso e prodotti di alto valore, conservando la leadership nelle macchine per conceria, pelletteria e parti di ricambio.
Secondo Mauro Bergozza, Presidente di Assomac, "Il Made in Italy non nasce nel momento in cui un prodotto viene venduto, ma molto prima: nei beni strumentali, nelle competenze, nella manifattura e nella capacità di fare impresa. Un patrimonio strategico che alimenta la forza delle nostre filiere e la competitività del sistema industriale italiano. Per questo il vero rischio oggi non è rappresentato soltanto dalla crescente competizione internazionale, ma dal progressivo indebolimento degli ecosistemi produttivi che generano valore, innovazione e occupazione. La moda è l'incontro tra creatività, stile e impresa. La dimensione industriale è la condizione che consente al settore di continuare a generare valore, export, occupazione e crescita. La proposta di un tavolo permanente di filiera nasce dalla volontà di rafforzare il dialogo tra tecnologia, materiali e prodotto finale e di rappresentare con maggiore efficacia le esigenze delle filiere manifatturiere italiane. Non esiste Made in Italy senza filiera, non esiste filiera senza manifattura, non esiste manifattura senza tecnologia".
Un esempio concreto di integrazione è il distretto di Vigevano, dove il rapporto tra produttori di macchinari e produttori di calzature è oggi di otto a uno, evidenziando le conseguenze di una filiera disallineata e la necessità di intervenire prima che il processo diventi irreversibile.
Le leve strategiche individuate durante l'Assemblea per sostenere la competitività includono:
- Presidio dei mercati esteri attraverso forme di presenza continuativa.
- Sviluppo di nuove partnership industriali.
- Continuità generazionale nelle imprese.
- Promozione tramite le manifestazioni fieristiche.
- Accompagnamento dei processi di trasformazione organizzativa e digitale.
Il confronto ha evidenziato che nessuna singola impresa può affrontare da sola le sfide attuali. Innovazione, internazionalizzazione e collaborazione lungo tutta la catena di valore sono imprescindibili per rafforzare l'ecosistema produttivo italiano e garantire crescita sostenibile.

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