La rivoluzione del retail con l'Intelligenza Artificiale
Davalli (Cegid): tecnologia al servizio del retail per un'esperienza unica e una gestione a tutto campo
Nel cuore pulsante della Boemia, dove la storia si intreccia con l'innovazione tecnologica più spinta, si è appena concluso il Cegid Connections Retail 2026. Un evento che non è stato solo una vetrina di prodotti, ma un vero e proprio manifesto programmatico per il futuro del commercio fisico mondiale. Al centro di questa visione ci sono due figure chiave: Mario Davalli, Southern & Eastern Europe Country Manager di Cegid, e Marco Gorla, Delivery Manager Italy & Southern Europe, protagonisti di una trasformazione che sta portando il gruppo francese a superare traguardi storici. Il contesto è quello di un'azienda in salute straordinaria, che ha saputo cavalcare l'onda del cloud e dell'intelligenza artificiale per trasformarsi da fornitore di software a partner strategico globale.
I numeri parlano chiaro e a sottolinearli con orgoglio è lo stesso Davalli durante l'incontro: "Dal 2018, quando fatturavamo poco meno di 300 milioni, siamo arrivati a oltre un miliardo: direi che siamo una delle prime aziende in Europa in termini di crescita". Con un fatturato di 1,069 miliardi di euro nel 2025, oltre 5mila dipendenti e una presenza in 130 Paesi, Cegid gestisce oggi oltre mille brand per un totale di circa 100mila negozi. La fine della frammentazione: nasce la Super App Il tema centrale del dibattito praghese è stato il superamento della cosiddetta app fatigue che affligge i punti vendita. In un mondo dove la digitalizzazione è stata spesso frammentata, i sales assistant si sono ritrovati sommersi da strumenti verticali disconnessi tra loro.
"La richiesta arriva dai nostri clienti" spiega Davalli, evidenziando una realtà operativa spesso caotica: "Ci sono clienti che hanno 15-20 app a disposizione dei propri dipendenti per fare il lavoro che oggi viene diversificato. La nostra super app deriva da questa richiesta: unificare, mettere insieme sotto una unica user experience tecnologica le attività che ognuno di loro deve fare".
Questa nuova piattaforma, battezzata Cegid Retail One, non è un semplice aggiornamento, ma un ecosistema modulare e multilingue progettato per integrare tutto ciò che serve in negozio in un'unica interfaccia. L'obiettivo è chiaro: eliminare le barriere tecniche che sottraggono tempo al cliente. "Il Sales Assistant non deve avere più le conoscenze specifiche di ogni singola applicazione che presenta i negozi" sottolineano i manager durante i colloqui a Praga. L'idea è quella di un Single Sign-On che permetta di passare da una funzione all'altra (vendita, stock, customer engagement) senza continui inserimenti di password e cambiamenti di layout.
Marco Gorla e Mario Davalli descrivono Cegid Retail One come uno strumento volto a massimizzare le vendite attraverso l'uso intelligente dei dati. "La super app si occuperà di veicolare la domanda del sales assistant attraverso lo strumento giusto per dare la risposta pertinente al cliente che ha di fronte con lo scopo di massimizzare le vendite, fare upsell e far sì che il cliente abbia la migliore customer experience possibile".
L'Intelligenza Artificiale come Coach e Veggente
Se la super app è il corpo, l'intelligenza artificiale ne è il cervello. Nel 2024 l'AI è diventata il pilastro della roadmap retail di Cegid. Non si tratta di una tecnologia astratta, ma di soluzioni concrete che entrano nel quotidiano della vendita.
Un esempio lampante fornito durante l'incontro riguarda il settore beauty: "Prendiamo per esempio una crea (è un caso reale). So che questa crema usata regolarmente ha una vita, il prodotto ha un consumo di un mese. L'intelligenza artificiale fa sì che a quel cliente, a un mese meno di una settimana, io inizi a proporre un messaggio mirato perché so che molto probabilmente avrà terminato quel prodotto". Questo livello di proattività trasforma il venditore in un vero consulente personalizzato. "L'analisi dei dati e l'intelligenza artificiale ci aiutano in tutto questo" ribadisce la dirigenza.
All'interno di Cegid Retail One batte un cuore di AI conversazionale, accessibile via voce o testo, che permette di consultare lo stock, la cronologia degli acquisti o ricevere suggerimenti di prodotto in tempo reale durante la conversazione con il cliente. Mario Davalli vede nell'AI anche un potente strumento di democratizzazione dell'eccellenza: "L'AI dà la possibilità a ogni sales assistant di fare di più: anche il meno bravo ha un coach a disposizione, e questo permette di alzare l'eccellenza dell'intero team". È una visione che non sostituisce l'umano, ma lo potenzia, permettendo un onboarding molto più rapido per i nuovi assunti.
Il valore del negozio fisico nell'era post-Covid
Nonostante l'ascesa dell'e-commerce, la visione di Cegid resta fermamente ancorata al valore del punto vendita fisico, inteso come luogo di relazione e di efficienza economica. "Il grosso limite dell'e-commerce è che non hai un rapporto diretto con il consumatore e con i suoi feedback. E poi c'è il tema delle marginalità basse, su cui la quantità di resi impatta tantissimo" osserva Davalli.
Il negozio diventa così il baluardo contro lo spreco e un'opportunità di business circolare: "Oggi il problema ambientale a livello europeo obbliga le aziende a non poter più distruggere l'invenduto, e quindi il negozio diventa fondamentale per ridurre il problema del reso, perché il reso in negozio diventa un'opportunità per i sales assistant di fare una nuova vendita". Questa centralità richiede però una gestione chirurgica delle performance. Cegid non si limita a fornire strumenti di vendita, ma permette di tracciare KPI complessi. "Ogni negozio è una macchina complessa" viene spiegato, e gli obiettivi vengono declinati fino al singolo venditore.
"Tracciamo anche le performance dei singoli venditori perché poi molto spesso questi venditori sono retribuiti con la parte variabile legata all'obiettivo che hanno fatto, quindi loro possono controllare in tempo reale la loro performance". Un KPI che sta guadagnando sempre più importanza nelle conversazioni con gli investitori è il Net Promoter Score (NPS). "Da due anni a questa parte se ne parla sempre di più" rivela Gorla. "Il cliente finale è quello che paga lo stipendio: è contento? Raccomanderebbe il brand? È un indicatore che restituisce meglio il valore del brand e dell'azienda rispetto ai soli parametri di vendita".
Geopolitica del retail: dall'Italia al Giappone
L'esperienza globale di Cegid permette a Davalli e Gorla di avere una prospettiva privilegiata sulle differenze tra i mercati. Se l'Italia e la Francia restano i "mercati principe per il lusso", il panorama sta cambiando rapidamente. "Il settore medio tende quasi a scomparire in Italia, mentre per esempio in Spagna il settore intermedio è più importante".
Curioso è il caso della percezione dei marchi a seconda della latitudine: "Un marchio che in Italia consideriamo media gamma, in Giappone è high level e ha un posizionamento di prezzo e campagne marketing completamente diverse. Ogni mercato reagisce allo stesso brand in maniera completamente diversa". Un esempio storico citato è quello dei televisori LG, che in Asia erano inizialmente considerati quasi di "primo prezzo" mentre in Italia venivano posizionati in fascia medio-alta. Attualmente, mercati come Spagna e Portogallo sono segnalati come "molto frizzanti" e in piena espansione, con forti investimenti internazionali.
Oltre la tecnologia: l'etica del ruolo
Nonostante l'imponenza dell'apparato tecnologico presentato a Praga, l'azienda mantiene i piedi per terra riguardo al ruolo dell'uomo. "Bisogna sempre mantenere il rispetto della attività di ogni singolo dipendente, quindi bisogna distinguere tra assistant, stock operator, cassieri e così via" ha commentato Gorla. La tecnologia deve servire a esaltare gli aspetti peculiari di ogni figura professionale, non a omologarle.
Cegid si definisce ormai un orchestratore di sistemi complessi. Anche se il cuore è il software proprietario, l'apertura verso l'esterno è totale tramite API che permettono il dialogo con altri sistemi come SAP o middleware aziendali.
"La nostra missione è quella di accompagnare i retailer nella gestione del retail tra brick & mortar e online, fornendo tutti gli strumenti che servono per vendere di più e meglio, a raccontare il valore del prodotto, a rispondere sempre di sì alle domande del cliente" conclude Davalli.
Cosa ci riserva il futuro dopo la Super App Cegid Retail One?
La risposta resta aperta, ma carica di ottimismo. "L'intelligenza artificiale ci sta aprendo scenari inaspettati solo pochi anni fa, quindi purtroppo o per fortuna non possiamo ancora sapere dove andremo a finire" ha concluso Gorla. Quello che è certo è che il percorso tracciato a Praga segna un punto di non ritorno: il retail del futuro sarà fluido, intelligente e, soprattutto, finalmente libero dalla complessità inutile delle troppe interfacce, restituendo al fattore umano il tempo per fare ciò che sa fare meglio: creare una connessione con il cliente.

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
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