Il Sangiovese che non ti aspetti - Vinicitor Sapiens
Vecchi (Società Agricola Corbaia): due premi per il Sangiovese Superiore Doc Màttero
Una storia unica nel suo genere, dallo sviluppo inatteso quanto meritato, a testimonianza che intuizione, dedizione e amore per la propria terra non precludono alcun traguardo. Nel nostro caso una doppia prestigiosa vittoria in due concorsi nazionali, ottenuta con il proprio vino, un Sangiovese Superiore Doc Màttero. Ma procediamo con ordine.
Siamo nelle colline cesenati, per l'esattezza a Santa Lucia di Roversano, nel cuore di un'area naturalistica protetta, in una struttura, il Corbaia Relais, gestito dai coniugi Pier Paolo Vecchi e Paola Zucconi, una struttura dove trovarsi immersi nella natura ma anche a stretto contatto con un territorio ricco di tradizioni. E'un territorio appartenuto da tempi remoti alla famiglia Vecchi, di cui Paolo ha recuperato un antico casolare, ora ristrutturato e sede del Relais e 7 ettari coltivati a vigna, oliveto, mandorli e alberi di ciliegio.
"Ci troviamo all'interno di un Sito SIC - Sito di Interesse Comunitario e di Natura 2000 - che abbiamo recuperato e dove abbiamo sviluppato una mirata attività agricola, tra cui la produzione di vino" ci racconta Paola. La produzione si è quindi focalizzata sul vitigno per eccellenza del territorio, il Sangiovese. Nel 2024 vede la luce la prima annata del Sangiovese Superiore Doc Màttero, da cui si ricavarono 1200 bottiglie. "Abbiamo privilegiato fin dall'inizio una viticultura totalmente rispettosa dell'ambiente. Controllo sulla quantità di grappoli per pianta, distanziamento. Insomma volevamo produrre un vino di alta qualità".
E così è stato dal momento che nel giro di pochi giorni il Sangiovese Superiore Doc Màttero ha ottenuto due importantissimi riconoscimenti. Il 3 giugno scorso, al Teatro La Fenice di Venezia, Paola e Pier Paolo hanno ricevuto la Medaglia d'Oro al 65° Concorso Enologico Nazionale di Pramaggiore 2026, Patrocinato dal Ministero dell'Agricoltura e dall'Associazione enologi italiani, concorso nazionale di rilevanza storica essendo il primo premio introdotto in Italia. "Questo Premio, l'unico a essere assegnato a un vino romagnolo, ci ha riempito di soddisfazione e rappresenta il riconoscimento a un lavoro di squadra" commenta. Il riferimento è all'enologo Giovanni Brighi di Rimini che ha sempre creduto nelle potenzialità del terreno e del vino.
Ma si diceva di due riconoscimenti. Il secondo, che Paola ci comunica al telefono, è arrivato venerdì 5 giugno, ovvero la Medaglia d'Oro al Concorso Internazionale Città del Vino 2026. Premiazione 11 luglio prossimo a Roma, in Campidoglio, alla Presenza del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Insomma, come inizio non è certamente male.
Per carattere Pier Paolo e Paola non amano fermarsi. Oltre al pluripremiato Sangiovese, che nell'annata 2025 è stato prodotto, sempre nel rispetto della massima qualità, in 1.500 bottiglie, ha visto la luce un Brut, il Màttero Spumante Brut di cui sono prodotte solo 500 bottiglie. Tutte le produzioni portano un'etichetta che richiama la tradizione e il territorio. Ad iniziare dal nome, Màttero, nome del torrente Màttero che si sviluppa nell'area collinare del comune di Cesena, e delimita la proprietà dove insiste il Corbaia Relais. "Questo torrente è parte della nostra storia così come il richiamo nell'etichetta a disegni e motivi della tradizione tipica romagnola nella produzione di stampe, realizzate grazie a sistemi di stampa incisi sul legno tipici del nostro territorio" ci spiega Paola.
Guardando al futuro, massima concentrazione sulla qualità, cercando di salvaguardare una tradizione e un ambiente unici nel suo genere. Una ricetta paziente che ha iniziato a dare i suoi primi importanti risultati.

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