Il fascino del Titanic che strega l'Europa
L'Europa si sta piano piano sgretolando. Non parliamo delle istituzioni di Bruxelles, che stanno facendo di tutto per allargare il numero di stati aderenti, ma dall'economia dei singoli Paesi che compongono il mercato unico. Sembra che la Commissione agisca come completamente scollata dalla realtà, con atteggiamenti e dichiarazioni che assomigliano sempre di più a proclami disperati degni del libro "Personaggi in cerca di autore". Ormai l'Europa rimira le macerie della propria economia interna distrutta, e l'inconsistenza politica estera rispetto al resto del mondo che va a velocità completamente diversa. Le sue due nazioni storicamente più importanti sono in crisi profonda e i partiti dei governi attuali sono ai minimi storici e saranno spazzati via alle prossime elezioni. Macron e Mertz sanno di non rappresentare più i propri elettori e si agitano insieme al discusso leader UK Starmer (altro zombie) più per il sostegno all'Ucraina che alle proprie popolazioni, alle prese con problemi enormi con gli immigrati. E con il lavoro che svanisce ogni giorno che passa causa costi energetici troppo alti, chiusure o delocalizzazioni.
La Germania, ex locomotiva d'Europa è proprio il simbolo di questa caduta. L'istituto Dastatis (il nostro ISTAT) ha rivelato che ad aprile gli ordini reali nel settore manifatturiero sono crollati del 3,8% rispetto a marzo. Su base annua l'indice segna ancora un +1,6%, ma la tendenza di breve periodo fotografa una domanda in rapido e preoccupante deterioramento, come certificato dall'Indice ZEW. I dati disaggregati principali recitano un -16,3% per le apparecchiature elettroniche, -7,4% per l'ingegneria meccanica, mentre il settore automotive lascia sul campo un -5,3%, I beni di consumo precipitano del 6,7%, sintomo evidente di un potere d'acquisto che si sta prosciugando. Ma il dato che preoccupa di più è il -11% degli ordini dei partner europei e il -2,9% di consumi interni. E' ormai chiaro che tutti gli stati, chi più chi meno (l'Italia per ora regge), attraversano un periodo di grave crisi economica.
Alla luce di questi dati la Germania assomiglia sempre di più ad un treno lanciato in corsa verso un burrone. E la Francia con i suoi debiti gemelli (interno ed estero), pure. In tutto questo, che senso ha seguirli con entusiasmo? Vogliamo ripetere la storia del Titanic?
Claudio Gandolfo

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