Petrolio alle stelle: il rischio di recessione incombe sul mercato globale
Doyle (Columbia Threadneedle Inv.): il rialzo del greggio spinge su costi di plastica, fertilizzanti ed elio, minacciando la crescita mondiale
Petrolio e rischio di recessione
I prezzi del petrolio hanno superato i 100 $ al barile, una soglia che può far scendere la crescita globale. Paul Doyle, Responsabile azionario large-cap Europa di Columbia Threadneedle Investments, osserva: "Storicamente, le recessioni negli Stati Uniti sono state precedute da uno shock petrolifero, ad eccezione di quella innescata dalla pandemia del Covid". La domanda statunitense di petrolio è poco sensibile al prezzo: per ridurre il consumo del 10% occorrerebbe raddoppiare o triplicare il costo. Un salto da 60 $ a 100 $ al barile è già considerevole e fa lievitare i costi di materie plastiche, fertilizzanti ed elio.
Impatto sui costi di produzione
Dal 2022, il prezzo dell'urea è aumentato del 40%, mentre diesel e carburante per aerei hanno registrato incrementi vertiginosi. Le spese di trasporto, di conseguenza, si sono gonfiate. "La volatilità dei prezzi è destinata a persistere anche per mesi dopo la fine del conflitto, fino a quando i livelli della produzione non torneranno ai livelli pre-guerra", continua Doyle. Anche con un cessate il fuoco duraturo, il 12% della produzione petrolifera resta bloccato; la piena capacità richiederà mesi, gli investimenti per ricostruire le infrastrutture anni.
Conseguenze macroeconomiche
Il FMI stima che un rialzo del 10% del prezzo del petrolio riduca la crescita globale di 10-20 punti base. Se la crisi persiste fino a fine anno, la Dallas Federal Reserve Bank prevede una revisione al ribasso di 1,3% della crescita mondiale. Doyle avverte che "A preoccupare non sono solo gli effetti inflazionistici diretti, ma soprattutto quelli di secondo livello: la contrazione della spesa discrezionale delle famiglie, l'aumento della disoccupazione e il rischio di recessione".
Investimenti in AI negli Stati Uniti
Gli hyperscaler Amazon, Google, Microsoft, Meta e Oracle stanno destinando circa 700 miliardi di dollari a progetti legati all'intelligenza artificiale. Il flusso di cassa operativo è in crescita, ma le spese in conto capitale sono in calo. Nonostante le preoccupazioni, gli investitori non temono una bolla di CAPEX sull'AI.
Evoluzione del settore tecnologico
Nel primo trimestre 2026, metà della crescita degli utili dell'S&P 500 è riconducibile a Nvidia e Micron. Le valutazioni azionarie sono scese, ma le stime sugli utili sono state riviste al rialzo, creando una disconnessione tra utili e prezzi delle azioni. "In genere, le stime si muovono in ritardo rispetto agli sviluppi macroeconomici, provocando spesso una disconnessione tra utili e prezzi delle azioni", afferma Doyle.
Consumi delle famiglie americane
Le famiglie detenono titoli per 70 miliardi di dollari, pari al 220% del PIL, e questo patrimonio sostiene la spesa nonostante un mercato del lavoro debole. I non-farm payrolls sono cresciuti di appena 60.000 unità al mese, mentre i salari aumentano poco e le ore lavorate rimangono stabili. Il tasso di risparmio è sceso al 3,9%, lontano dall'1,4% pre-crisi finanziaria. Doyle aggiunge che "In assenza di una crescita più robusta dei salari nominali, l'inflazione energetica comprimerà i salari reali e le famiglie ridurranno la spesa. È però improbabile che si ripeta l'inflazione da spinta salariale del biennio 2021-22, perché all'epoca il mercato del lavoro era in tensione a causa dei pensionamenti anticipati causati dalla pandemia; da allora, il divario tra posti di lavoro e lavoratori si è ridotto".
Inflazione e aspettative di mercato
Gli swap CPI prevedono un rialzo dell'inflazione superiore al 3% negli Stati Uniti e in Europa per i prossimi 12 mesi. Se si realizza, i prezzi al consumo potrebbero salire di 3,9% negli USA e 3,5% in Europa, assorbendo l'undershoot post-crisi. "Nonostante l'impennata del petrolio, le aspettative di inflazione a lungo termine rimangono ancorate poiché la crescita dei salari rallenta, mentre le offerte di lavoro restano stabili. Ciò significa che probabilmente la Fed ridurrà i tassi, tassi, rendendo improbabile il concretizzarsi delle aspettative hawkish", afferma Doyle.
Situazione europea
Nel 2022 l'Europa ha diversificato le forniture di petrolio e gas, evitando carenze. Tuttavia, l'aumento dei costi energetici ha amplificato l'inflazione, già spinta da catene di approvvigionamento tese e politiche fiscali accomodanti. All'inizio del 2026 si prevedeva una crescita a doppia cifra, ma ora le previsioni oscillano tra il 5% e il 10% a seconda della durata della crisi mediorientale. Doyle avverte che un rialzo dei tassi da parte della BCE potrebbe rivelarsi un errore di politica monetaria, mentre la Germania continua a allentare la politica fiscale, opzione non disponibile per gli altri Paesi.
Cina: eccesso di offerta edilizia
In Cina, i cantieri sono diminuiti del 75% rispetto al 2019, ma i progetti completati sono calati solo del 44%, creando un accumulo di lavori sospesi. I rendimenti da locazione sono i più bassi al mondo, spingendo i prezzi al ribasso. La popolazione in età lavorativa potrebbe ridursi del 70% entro la fine del secolo, arrivando a 700 milioni di persone. Le misure anti-involuzione, mirate a limitare la sovracapacità, finiscono per deprimere gli investimenti in tutti i settori.
In conclusione, "sebbene lo shock petrolifero non si traduca automaticamente in una recessione, ne aumenta certamente il rischio. Con le criticità legate al petrolio, l'inflazione in aumento e la crescita dei salari che non agisce più come ammortizzatore per le famiglie, il rallentamento della domanda è probabilmente destinato ad intensificarsi nel corso dell'anno. I margini aziendali forniscono un cuscinetto temporaneo, ma i costi del carburante pesano sui consumatori, rendendo l'ottimismo sugli utili vulnerabile ad un'inversione. L'economia europea è indebolita, riducendo il rischio di inflazione, ma incrementando, al contempo, le probabilità di recessione. La BCE esiterà prima di alzare i tassi. Se la guerra in Medio Oriente dovesse protrarsi ancora a lungo, i rialzi registrati dall'indice PMI manifatturiero potrebbero invertirsi, causando un rallentamento dell'economia europea. Gli Stati Uniti si dimostrano più resilienti: le aspettative sugli utili continuano a salire e, nonostante le valutazioni rimangano elevate e il rischio concentrato, la crescita - seppur più fragile - è destinata a continuare", afferma Doyle.

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