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17/06/2026

economia

Cambiamento di scenario: come interagiscono tassi, inflazione e bond

Grainger (Neuberger): l'attuale contesto di tassi più alti e inflazione da offerta ridefinisce il ruolo delle obbligazioni nei portafogli

Paul Grainger, Senior Portfolio Manager di Neuberger, evidenzia che "Il contesto attuale è sostanzialmente diverso da quello del 2022. Se volessimo limitarci a due differenze fondamentali, le individuiamo nei tassi di interesse e nell'inflazione". 

Nel 2022 i tassi di interesse globali si aggiravano intorno allo zero o erano negativi, riflettendo una politica monetaria estremamente espansiva in risposta alla pandemia (USA 0,25%, BCE -0,5%, BoE 0,1%). Oggi, invece, le principali economie hanno adottato livelli più neutri o restrittivi (USA 3,75%, BCE 2%, BoE 3,75%) e prevedono riduzioni dal 2025 per stimolare la crescita.

L'inflazione nel 2022 superava gli obiettivi, trainata da domanda robusta e dalla ripresa post-pandemica (USA 7,5%, Regno Unito 5,5%, UE 5,1%). Attualmente, il rialzo inflazionistico è alimentato da uno shock di offerta, principalmente il conflitto in Medio Oriente. "Consideriamo questo fenomeno come un freno alla crescita, soprattutto in un contesto in cui la politica fiscale è limitata in molti paesi, e che aggrava il rallentamento della crescita che sembrava già in atto prima dell'inizio del conflitto. Con la crescita che rimane debole in molti paesi, ciò limita il rischio di un'inflazione trainata dalla domanda", spiega Grainger

Cinque anni fa i mercati obbligazionari operavano con rendimenti artificialmente bassi, offrendo scarsa protezione contro le perdite di capitale. Dopo i significativi rialzi dei tassi dal 2022, la curva dei rendimenti fornisce ora un parziale ammortizzatore contro inflazione e tensioni geopolitiche. "Ora ci troviamo in una situazione sostanzialmente diversa, dopo i significativi aumenti dei tassi d'interesse registrati dal 2022, che in alcuni paesi hanno riportato la politica monetaria a livelli neutri o restrittivi", afferma Grainger

Le tensioni geopolitiche persistono, rappresentando un rischio al ribasso per le aspettative di crescita e limitando la propensione delle banche centrali a innalzare ulteriormente i tassi. Parallelamente, la natura dell'inflazione si sposta da una dinamica legata alla domanda a una dipendente dall'offerta, creando una tensione che impatta la crescita.

In termini di performance, le obbligazioni stanno riconquistando importanza nei portafogli grazie a rendimenti totali più elevati e alla possibilità di generare sia reddito che rivalutazione del capitale, soprattutto per scadenze brevi e medie. "Le obbligazioni sono destinate a diventare una componente sempre più importante dei portafogli di molti investitori. Il fatto che le obbligazioni offrano rendimenti totali più elevati e attraenti consente loro di generare sia reddito che un potenziale di rivalutazione del capitale qualora le aspettative sui tassi di interesse si rivelassero troppo elevate", spiega Grainger

Guardando al futuro, "prevediamo una minore correlazione tra l'andamento dei mercati mondiali e quello dei mercati obbligazionari, con conseguente maggiore dispersione e maggiori opportunità tra paesi, scadenze e settori. La selezione dei titoli assumerà un'importanza sempre maggiore e favorirà un approccio attivo", conclude Grainger.


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