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10/06/2026

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Connected Vehicle in Italia in crescita del 14% nel 2025

Salvadori e Miragliotta (Polimi): il mercato vale 3,7 miliardi. Il 54% degli italiani vuole auto autonome e il 48% possiede un'auto connessa

Il valore del mercato Connected Vehicle & Mobility in Italia ha superato i 3,7 miliardi di euro nel 2025, segnando un incremento del 14% rispetto all'anno precedente. La spinta è dovuta all'aumento delle auto connesse, allo sviluppo delle Smart Road e all'ampliamento dei servizi di mobilità intelligente. Attualmente circolano 18,8milioni di veicoli connessi, pari a oltre il 40% del parco auto nazionale; il 48% degli italiani ne possiede almeno uno e il 91% utilizza regolarmente le funzioni smart disponibili.
Parallelamente, il 61% dei comuni ha avviato progetti di Smart Mobility negli ultimi tre anni, ma il 89% dei cittadini indica ancora l'accesso ai servizi di mobilità come la principale criticità locale. Le iniziative di Smart Road sono cresciute: tra il 2023 e il 2025 sono state lanciate 23 sperimentazioni in tutta Italia.

La domanda di guida autonoma è in forte ascesa: il 54% degli italiani desidera utilizzare un veicolo autonomo, considerandolo una leva strategica per il futuro della mobilità. Gli studi prevedono che Robotaxi e Robosharing possano ridurre i feriti nei servizi di mobilità fino al 90% e abbattere di 900.000 il numero di auto nelle città entro il 2050, generando benefici sociali per circa 6,1miliardi di euro.
L'elettrificazione avanza: il 32% degli italiani prevede di acquistare un'auto elettrica o ibrida plug-in nei prossimi tre anni, ma quasi la metà lo farebbe solo con incentivi economici. Le flotte aziendali seguono il trend, con l'89% delle imprese che ha già integrato veicoli elettrici o ibridi nel parco veicoli.

"Il paradigma del Software-Defined Vehicle sta diventando il principale riferimento strategico per il settore Automotive", spiega Giulio Salvadori, Direttore dell'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano. "In prospettiva, la sfida per gli operatori non sarà soltanto nella capacità di ampliare il portafoglio di funzionalità disponibili, ma nel saper costruire piattaforme software integrate e comunicare al cliente finale il valore dei servizi digitali. A questa traiettoria si affianca anche il ruolo crescente dell'Intelligenza Artificiale, considerata da oltre l'85% degli OEM una componente ormai centrale del software, soprattutto nelle applicazioni legate ad ADAS, cybersecurity e personalizzazione dell'esperienza a bordo".


"Il 2026 si sta rivelando un anno spartiacque per la guida autonoma, denso di segnali concreti: lanci commerciali, approvazioni normative attese da anni, investimenti record e una corsa tecnologica che si fa ogni mese più serrata", aggiunge Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility. "La domanda non è più se i veicoli autonomi cambieranno la mobilità urbana, ma con quale modello di business, dove e con quale velocità".
Segmenti di mercato (valore 2025):

- Auto connesse: 1,76miliardi di euro, +6%.
- Sistemi ADAS: 1,52miliardi di euro, +27%.


- Veicoli commerciali e industriali connessi: 400milioni di euro, +11%.
- Auto nativamente connesse (SIM): 6,5milioni di unità, +16% rispetto al 2024.
- Veicoli commerciali connessi: 1,7milioni di unità, +8%.
Le immatricolazioni di BEV hanno raggiunto l'8,5% ad aprile 2026 (16000 unità), contro il 4,8% del 2025. Le PHEV hanno toccato il 9,1%, rispetto al 5,7% di un anno prima. In confronto, la quota combinata BEV+PHEV in Germania supera il 33%, in Regno Unito il 34%, in Francia il 32% e in Spagna il 21%.


A livello globale, il 92% delle organizzazioni automotive ritiene che la filiera debba evolvere verso un modello software-based; l'81% prevede prodotti e servizi software-defined come parte centrale dell'offerta. Tuttavia, solo il 14% delle aziende ha completato l'industrializzazione delle componenti software e questi prodotti rappresentano oggi il 13% dei ricavi OEM. In Italia, il fatturato da soluzioni software-defined ha raggiunto i 180milioni di euro, pari al 5% del totale, con una crescita del 22% rispetto al 2024.
L'indagine con Ipsos Doxa mostra che 9 su 10 acquirenti di auto elettriche o ibride sono soddisfatti, ma le principali criticità rimangono la scarsa presenza di colonnine di ricarica urbane (28%), il prezzo elevato (27%) e l'autonomia limitata della batteria (25%). Il 32% dei consumatori intende acquistare un veicolo BEV o PHEV entro tre anni, ma la metà lo farebbe solo con incentivi.


Le funzionalità smart sono diffuse nel 48% delle auto italiane; l'87% degli utenti le utilizza regolarmente, soprattutto per:

- Infotainment (91%).
- Navigazione in tempo reale (88%).
- Sistemi ADAS (82%).
Il 34% dei consumatori non vede problemi nello scambio dei dati di guida per ottenere servizi a valore aggiunto, mentre le principali resistenze riguardano la possibile distrazione alla guida (21%), la preferenza per dispositivi esterni (17%) e la percezione limitata del valore offerto (16%). Il 38% è disposto a pagare per funzionalità smart opzionali, con particolare interesse per i pagamenti in-auto, le soluzioni antifurto connesse e gli accessi biometrici.


L'AI è considerata cruciale: l'80% degli italiani riconosce benefici concreti nell'integrazione dell'intelligenza artificiale nei veicoli, soprattutto per la sicurezza, l'ottimizzazione dei consumi e la manutenzione predittiva.
Benefici attesi da robotaxi e robosharing (2028-2050):

- Riduzione del tasso di feriti per km del 70% rispetto ai veicoli tradizionali.
- Flotta ridotta a circa un terzo di quella attuale.
- Diminuzione complessiva dei feriti fino al 90% nei servizi di mobilità professionale.
- Risparmio economico cumulativo di 168 milioni di euro.


- Eliminazione di circa 3.000 feriti.
L'effetto indiretto prevede che una quota crescente di famiglie rinunci alla seconda auto, portando a:

- 900.000 veicoli in meno nelle aree urbane.
- 100.000 feriti evitati.
- 41.000 tonnellate di emissioni in meno.
- 5,9 miliardi di euro di costi sociali evitati, pari al 97% dei benefici totali stimati.
Le soluzioni di Smart Mobility hanno generato un fatturato di 310 milioni di euro (+5%) nel triennio 2023-25, concentrandosi su gestione parcheggi e traffico. Il 61% dei comuni ha avviato almeno un progetto, ma il 86% dei cittadini segnala ancora difficoltà di accesso ai servizi di mobilità.


Il Plug & Charge rappresenta una nuova frontiera per la ricarica: riduce il tempo di avvio della sessione da 30-120secondi a 3-5secondi e aumenta il tasso di successo alla prima connessione dal 70% al 95%, con una diminuzione del tempo perso del 30% e un incremento del 20% nella rotazione delle colonnine.
Le iniziative di Smart Road hanno raccolto 240milioni di euro (+17%) grazie ai bandi pubblici, soprattutto il PNRR. Gli investimenti mirano a migliorare sicurezza, gestione del traffico e riduzione dell'impatto ambientale mediante sensoristica IoT e piattaforme di monitoraggio avanzato. Tuttavia, la frammentazione normativa e i lunghi iter autorizzativi rallentano l'adozione; il biennio 2026-2027 richiederà norme più flessibili e sandbox regolatorie per accelerare la transizione verso la guida connessa e autonoma.


Nel Fleet Management, la sostenibilità, l'elettrificazione e la digitalizzazione sono ora al centro della strategia. L'89% delle imprese ha introdotto veicoli BEV o PHEV, e il 73% prevede ulteriori ampliamenti entro il prossimo anno.


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