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03/06/2026

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Nelle aziende l'AI non risponde più, agisce

Gigantino (Google Cloud): velocità di cambiamento accelerata e necessità di una vera piattaforma integrata

Il sipario si è alzato sulla nuova fase della rivoluzione tecnologica: l'epoca delle semplici sperimentazioni è ufficialmente conclusa. Durante il Google Cloud AI Live Milano 2026, Google Cloud ha delineato i contorni della Agentic Enterprise, un modello di business in cui l'intelligenza artificiale non si limita più a suggerire risposte, ma diventa un insieme di agenti capaci di collaborare in autonomia per trasformare l'efficienza operativa e i bilanci dei grandi colossi industriali. Questa trasformazione non è più una visione futuristica, ma una realtà che sta accelerando con una velocità inaspettata nel mercato italiano, coinvolgendo settori che vanno dalla moda alla logistica, fino ai servizi pubblici.

Il cuore dell'evento è stata la celebrazione dell'eccellenza italiana attraverso i Google Cloud AI Groundbreaker Awards. Tra i protagonisti assoluti spicca Renzo Rosso, presidente di OTB Group, premiato per il progetto di Virtual Try-On. Questa soluzione, sviluppata in collaborazione con Google Cloud, introduce nuove esperienze di shopping e styling personalizzato, dimostrando come l'IA possa potenziare la creatività umana anziché sostituirla. Ma Rosso non è solo: aziende come Acea hanno già automatizzato il 35% delle pratiche dei clienti tramite agenti virtuali, mentre Technogym ha introdotto un AI Coach capace di dialogare con l'utente e modificare gli allenamenti in tempo reale.

La velocità dell'innovazione è supportata da infrastrutture sempre più potenti, come le TPU di ottava generazione e nuovi modelli come Gemini 3.5 Flash, progettato per essere quattro volte più veloce e far risparmiare miliardi di dollari alle imprese. Non si tratta solo di software: stiamo entrando nell'era della Physical AI, dove la robotica umanoide basata su cloud inizia a popolare magazzini e strutture sanitarie. In questo scenario, il ruolo di Google Cloud in Italia emerge come un abilitatore sistemico che, attraverso partnership con istituzioni come Cassa Depositi e Prestiti e grandi gruppi bancari come Intesa Sanpaolo, punta a rendere l'intero ecosistema nazionale più competitivo su scala internazionale. Il messaggio è chiaro: l'intelligenza artificiale oggi è il motore di una nuova rivoluzione industriale che parla italiano.


Abbiamo incontrato Raffaele Gigantino, country manager di Google Cloud Italia.
L'evento di quest'anno a Milano sembra segnare un punto di svolta: come le aziende italiane stanno accogliendo l'innovazione?

Ciò che vedo oggi è l'osmosi che si è creata tra noi e i clienti. Vedere un'icona come Renzo Rosso sul palco, entusiasta di un progetto che sognava da cinque anni, è motivo di grande orgoglio. Non tutti riescono ad abbracciare l'innovazione così velocemente, ma chi lo fa sta cambiando radicalmente il modo di interagire con il consumatore finale. A volte noi stessi impariamo dai clienti: non sempre comprendiamo l'impatto profondo che la nostra tecnologia può avere sui loro modelli di business finché non la vediamo all'opera.


Si parla molto di "Agentic Enterprise", ma cosa significa concretamente per un'azienda passare dall'AI generativa classica a questa nuova era degli agenti?

Abbiamo lanciato la Enterprise Platform con quattro obiettivi chiari: costruire, scalare, governare e ottimizzare gli agenti (build, scale, govern, optimize). Siamo arrivati a un punto in cui non basta più avere un chatbot; le aziende hanno bisogno di sistemi scalabili, governati da policy di sicurezza rigorose e inseriti in un contesto aziendale pronto. L'obiettivo è creare un ambiente "Enterprise Ready" che permetta di sfruttare l'intelligenza artificiale per rendere il lavoro più fluido e produttivo.


Molti temono che questa velocità possa spiazzare le realtà più piccole.
Come state supportando l'ecosistema italiano in senso lato?

Uno dei pilastri fondamentali della nostra strategia in Italia è proprio lo sviluppo dell'ecosistema. Abbiamo accordi con Cassa Depositi e Prestiti per supportare le startup AI, mettendo a disposizione competenze e crediti cloud. Lavoriamo con le grandi aziende sistemiche come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Generali, ma l'obiettivo finale è creare un circolo virtuoso che renda tutte le aziende italiane, incluse le PMI, più competitive sia sul mercato interno che su quello internazionale.


Qual è la sua visione sul futuro dell'AI nel nostro Paese: è preoccupato dalla velocità di questo cambiamento?

Sono un ottimista di natura. Credo fermamente che la tecnologia possa migliorare il modo in cui viviamo. Se l'Italia saprà usare al meglio gli strumenti che mettiamo a disposizione, potrà diventare un leader ancora più forte nella competizione globale. Vediamo già trasformazioni concrete accadere in tempo reale, e questo è solo l'inizio di una nuova propulsione operativa per l'intero Sistema Paese.

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